Le nuove regole di emissione dei certificati di origine per il materiale non fatto in Italia prevedono la presentazione dell'originale del certificato di origine o della fattura di importazione o della bolletta doganale.
Ogni volta.
Peccato che:
- è ottimo per chi importa e riesporta, per chi come noi riesporta semplicemente pezzi di ricambio magari 60 o 70 volte gli stessi pezzi come faccio a presentare 70 originali?
- gli stessi originali li pretendono presenti in azienda la finanza, l'agenzia delle entrate e le dogane.
- per chi esporta molto aggiungiamo tonnellate di carta alle tonnellate già presenti.
- ci sono indicazioni stringenti su come vanno fatte le fatture... che sono non coerenti sul come vogliono le fatture le dogane estere. Quindi doppia fattura, una per la CCIAA italiana, una per l'esportazione. Peccato che mica le facciamo a mano, le facciamo con quella roba strana chiamata computer (tenete presente che i certificati di origine sono espressamente studiati per la compilazione con macchina da scrivere) e non è così agevole emettere due fatture diverse.
- Naturalmente vale per i singoli pezzi non è che se su una fattura da 100.000.= dollari ci sono 50 dollari non di origine Italiana puoi evitare il tutto.
Poi ci stupiamo se la produttività cala?
E il pensiero di evitare problemi e "non fatturare" i pezzi di poco valore diventa forte forte.


