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mercoledì 14 novembre 2012

Chi di timbro ferisce...

Parlavo con un conoscente che fa il fiscalista per gruppi abbastanza importanti.

Mi raccontava (con rammarico e dispiacere più che con compiacimento) che nel contenzioso ormai ha rinunciato a difendere le aziende nella sostanza.

In pratica usa e ribalta, nei confronti di Agenzia e GdF, i loro stessi metodi.

E' diventato impossibile difendersi nel merito perché ultimamente molte verifiche sono fatte chiedendo alle aziende di dimostrare l'indimostrabile, con contestazioni folli sulla valenza economica delle operazione che possono portare benefici fiscali.
Con contestazioni di forma (manca la firma, il timbro, il visto) e non di sostanza.

E allora, mi ha detto, li combatto nello stesso modo.
Cavillando su timbri, firme, accessi, procedure ormai talmente complicati e bizantini che gli stessi controllori non sono in grado di eseguire correttamente.
E porta a casa il risultato, molto più che difendendosi nel merito.

Ecco, questa è l'Italia che chi fa il mio mestiere odia.

Assurda, burocratica, folle.
Dove la forma conta più della sostanza.
E chi vorrebbe fare consulenza si deve piegare a fare l'azzeccagarbugli.

Ma la bestia è affamata, e richiede sempre più tasse.

martedì 26 giugno 2012

Chi sa fare fa

Si fa un gran parlare, in questi giorni, di un Governo Monti "debole".
Chi mi segue da tempo sa che sono poco schierato e ho elogiato e criticato libero da preconcetti.

Secondo me il Governo è debole perché ha deluso il paese.
Avevano l'occasione d'oro di fare vedere che esiste una politica "alta", non legata ai piccoli interessi di bottega o ai tatticismi dei partiti.
Avevano l'occasione unica di cavalcare in modo"sano" l'antipartitica (perché siamo antipartitici, credo nessuno sano di mente pensi di fare a meno della politica).

Invece hanno deluso il paese. Ero stato un facile profeta quando ho visto un Governo rimpinzato della vera casta, gli alti dirigenti pubblici, a pensare che di riforme vere non ne avremmo viste.

Non sono stati in grado di darci un sogno, una prospettiva, solo tasse.
Il cocktail di professori boriosi e "so tutto io" e alti burocrati non è certo in grado di scardinare i problemi che spesso loro stesso hanno causato. E anche uno come Giarda non ha saputo fare nulla in quello che studia da anni. Le battute sul chi sa fare fa chi non sa fare insegna sono scontate.

L'episodio di ieri con il non taglio alle mega-pensioni dei mega-burocrati è solo l'ultimo segnale. Non sono contro gli alti stipendi ma quando vedi che in Italia le retribuzioni nella PA ad alto livello sono 2, 3 volte quelle degli USA non è populismo, è constatare la realtà.

Se avessero fatto le riforme, dimostrato davvero voglia di favorire la crescita, diminuire la burocrazia, limitare il perimetro dello Stato (ladro) avrebbero viaggiato sull'onda, sospinti da noi tutti, e i partiti avrebbero potuto fare poco. Movimento 5 stelle compreso.
Non sarebbero stati così deboli.

Invece i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
L'unico risultato (non è da poco ma è poco) veramente tangibile è che non mandiamo più mr barzelletta (lui stesso barzelletta) ai vertici europei. Ma è veramente poco.
Nel frattempo stanno uccidendo il paese raccontandoci la solita storiella che la colpa è degli evasori e non del loro sempre maggiore appetito da drogati di tasse.

martedì 27 settembre 2011

Mischiare le carte

Si sa i politici sono dotati di orecchie strane, che sentono solo quello che fa comodo.

Per intenderci una volta per tutte la proposta di Assonime, fatta propria, con qualche variazione, da Confindustria prevedeva:

Gettito invariato

Aumento dell'IVA (tutte le aliquote)
Patrimoniale (una cosa ridicola 0,5 permille, 500 euro per milione)

da utilizzare per
abbassare la prima aliquota irpef (o alzare la soglia minima, che è uguale) 50/60% dell'intervento
abbassare leggermente il cuneo fiscale possibilmente via Irap (50/40%)

anche un bimbo capirebbe che maggiori sostegni al reddito, irpef più bassa per i meno abbienti e un migliore sistema di welfare sul lavoro aiuta i deboli. E compensa probabilmente l'IVA in più versata per chi è nella fascia bassa (i "ricchi" pagherebbero più tasse e il beneficio sarebbe marginale sulla prima aliquota).

Ma come sempre accade se parli di entrate ci sentono benissimo, per il resto faranno un tavolo, una commissione, un indirizzo, una proposta di legge, insomma, avete capito.

Poi la proposta poteva non piacere ma almeno aveva un senso.

Il risultato è che Confindustria è per l'aumento IVa e patrimoniale.

martedì 13 settembre 2011

Grandi Elusori

Continuiamo con la mia "saga dell'evasore" arrivando alle medie e grandi organizzazioni.

Per evidenti ragioni (anche se mi dicono che c'è chi lo fa e mi chiedo come) le grandi organizzazioni non fanno il nero spiccio.
C'è qualche difficoltà per Esselunga a organizzarsi per non fare lo scontrino, o per Fiat per vendervi una Punto in nero.
Il nero spiccio comporta il maneggiare contanti, e non è percorribile se ci sono molti dipendenti.

In questi casi i meccanismi sono molto variegati e vanno dall'evasione pura, all'elusione, all'ottimizzazione fiscale.

Va premesso che i controlli di queste aziende sono molto molto difficili e nella marea di operazioni che vengono fatte è spesso difficile trovare quelle incriminate. Parliamo di migliaia, spesso milioni, di documenti da analizzare.

L'evasione pura, spesso per procurarsi fondi neri destinati a tangenti o a pagare commissioni fuori dal circuito ufficiale avviene principalmente con false operazioni.
Fatture che finiscono nel calderone delle spese e che permettono attraverso vari caroselli di fatturazione di trovarsi con giacenze in conti locati in paesi non molto trasparenti.

Non scandalizzatevi se si parla di fondi neri, si pagano tangenti in tutto il mondo, e gli integerrimi tedeschi sono tra i maggiori pagatori (anche in Italia trovarono Siemens con le mani nel sacco) e certi business come le armi si muovono solo se adeguatamente oliati. Non è giusto ma così va il mondo.

C'è poi tutta la parte elusione e ottimizzazione. Basta vedere il tax rate medio per le grandi aziende quotate per capire che sono molto distanti dalle PMI.
E leggevo un articolo di Penati ieri su Affari e Finanza che parlava del 38% delle grandi quotate e del 52% per le piccole. In una piccola impresa può arrivare comodamente all'80% se fa poco utile (l'IRAP pesa inversamente all'utile).
E' vero che molte quotate sono holding quindi non subiscono il perverso effetto IRAP, ma non è solo quello.

I metodi utilizzati per eludere sono moltissimi e sempre in "movimento" (e il nostro ministro delle finanze ne è stato un autore molto acclamato).
Si va dai transfer pricing per le aziende all'estero (il grosso dell'utile resta là) alla cessione dei marchi con pagamento royalties in paesi a bassa fiscalità (il marchio Tod's è di Della Valle in persona e locato in Lussemburgo, gli U2 hanno i diritti delle canzoni in Olanda) alle commerciali in paesi a bassa fiscalità (compero a poco e faccio utile poco tassato con la commerciale).
Va detto che tutti questi metodi sono elusione e non evasione. Spesso tecnicamente ineccepibili, soprattutto se si utilizzano paesi europei come Lussemburgo o Olanda.

E' una questione di cifre. Per importi piccoli non vale la pena, ad esempio, di avere una stabile organizzazione in Olanda. Che vuol dire personale ed uffici. Se risparmio qualche milione di euro di tasse vale la pena di affittare un ufficio ed assumere un paio di persone.

Per le persone fisiche (famosi i casi di Pavarotti e Valentino Rossi) spesso c'è la residenza fiscale in paesi con tasse più basse. E per i beni l'intestazione a società (tipo le barche di Vasco Rossi o Briatore) con affitto.

L'elusione fiscale è una lotta in punta di fioretto, l'amministrazione cerca di frenarla e, proprio per le cifre in gioco, le migliori menti cercano nuovi metodi per continuarla.

La globalizzazione moltiplica poi a dismisura queste cose. Che sono mondiali.
Da Google a Facebook, alle multinazionali alimentari o farmaceutiche è un continua verifica della ottimale struttura fiscale.
Spesso se si parla di società di servizi (ad esempio nell'informatica) è facile eludere anche con piccole società, operando (i server possono essere ovunque) con società di diritto USA nel Delaware o anche a Londra (alcune note società che si occupano di SN in Italia fanno così). Tutto regolare, niente di illegale.

Va detto a chiare lettere che l'ottimizzazione fiscale è uno dei compiti di un bravo gestore di una azienda. E se sta nelle leggi sta solo facendo il suo lavoro che è quello di massimizzare il risultato.

Questo comporta quello che vado dicendo da tempo. E' difficilissimo tassare i grandi patrimoni.
Un po' come le eredità: le tasse sulla eredità la paga chi ha un appartamento, ma chi ha ingenti patrimoni ci pensa per tempo.
E se i risparmi fiscali sono misurabili in decine di punti percentuali quando si parla di milioni si arriva ai milioni. E vale la pena mettere persone a studiare i metodi.
Non a caso Tremonti guadagnava milioni come commercialista.

Possiamo pensare che non è giusto, ma è una lotta persa, funziona così tutto il mondo e in alcuni casi lo stringere troppo i cordoni non ha fatto altro che spingere le grandi aziende, che possono farlo, ad andarsene dai paesi troppo fiscalmente penalizzanti.

E' il mercato, ed esiste anche un mercato delle tasse. Non a caso gli stati americani si fanno concorrenza anche su quello.

Una cosa è certa. I grandi ricchi di tasse ne pagano poche, in proporzione, comunque.

giovedì 8 settembre 2011

Tanti piccoli evasori

Accontentata la fame di lotta di classe inserendo i piccoli imprenditori torno sui privati. Non per cattiveria o per persecuzione, ma per fare capire, a chi ha voglia di leggere e non si fa trascinare dai preconcetti che l'evasione è diffusa anche tra chi dice "pago le tasse" e sul guadagno le paga in quanto trattenute alla fonte.

Una categoria di lamentosi che spesso succede che dimentichi di denunciare un po' di reddito è quella degli insegnanti. In fondo una parte del baratto è ti pago poco lavori poco, come orario.
Quanti insegnanti il pomeriggio poi danno lezioni private?
Non tutti certo, dipende anche dalla materia e dalla località.
Ma le tariffe, almeno qui in Lombardia non sono proprio a buon mercato. Secondo me ci sono insegnanti che viaggiano a migliaia di Euro al mese.
Secondo voi così, ad occhio, lo inseriscono nella denuncia dei redditi?
Ho personalmente qualche dubbio.

Capitolo donna di servizio e o badante. Quanti la hanno regolarmente assunta?
Pochi pochi, anzi quasi si fa fatica a trovarla da assumere.
Anche qui l'evasore è il datore di lavoro (non versa i contributi) e permette (anche se spessissimo sarebbero sotto la soglia per fare la denuncia) di evadere alla persona di servizio.

Eppure da quando sono stati istituiti i buoni lavoro sarebbe facile e meno complicato pagare versando contemporaneamente i contributi.
Per la cronaca stiamo parlando di un comportamento (mancato versamento contributi) che a me potrebbe costare la galera e il caso Manfrotto ha fatto scandalo per le ore di straordinario pagate in nero senza contributi. Certo, sempre con le dovute proporzioni, ma l'ambito è quello.

E di affitti vogliamo parlare? Ci sono persone arricchitesi affittando in nero a studenti ed extracomunitari.
Oppure la casa al mare che ti costa 2000 euro d'estate ma "senza contratto, pagamento contanti se no non conviene".

E il settore "arte"? Quanti artisti vendono dipinti, musicisti che suonano nei locali ecc che probabilmente "dimenticano" di inserire gli importi (poco o tanto è comunque da fare) nella denuncia dei redditi.

Insomma non occorre fare delazione sull'evasore vicino di casa, spesso basta guardare nello specchio.
E la scusa che è qualche migliaio o centinaio di Euro come già detto non vale.
Intanto la legge si rispetta e basta, e poi 100 euro evasi a testa fan sempre circa 5 miliardi se siamo 50.000.000.

mercoledì 7 settembre 2011

Piccolo imprenditore, feccia degli evasori

Come promesso continuo con la "saga dell'evasione", oggi faccio felici tutti, e i loro pregiudizi tranquillizzanti, parlando di evasione dei miei (piccoli) colleghi, tratterò in altri post i grandi evasori.

Lo dico subito, a scanso di equivoci. Per me il più grande aiuto agli evasori sono gli studi di settore. Esattamente il contrario di quello che pensano moltissimi.

Per come sono fatti gli studi di settore, ad un evasore indicano il "minimo" che va versato per vivere tranquillo.
Non a caso, ad esempio, i ristoratori, spesso "tarano" l'emissione di ricevute per raggiungere il budget.
La mia esperienza con gli studi di settore è limitata ad una immobiliare di gestione (la nostra azienda è considerata tra le "grandi"), ma li ho trovati assurdi.
Per intenderci (magari adesso sono cambiati, correggetemi nel caso) non c'era modo per dire se eventuali immobili erano sfitti e nel caso di immobili commerciali se erano in zone di pregio o periferiche. Come ognuno capisce un negozio di 100 mq in via Condotti o Montenapoleone ha rese diverse da un negozio di 100 mq in una via laterale periferica.

Da quanto mi dicono molti di questi difetti sono trasversali. Un conto è un bar in una stazione della Metro a Milano, un conto in periferia.
Non solo, ma molto degli studi di settore è basato sugli acquisti e sui dipendenti.
Ecco perché vi sarà capitato di vedere baristi e ristoratori al supermercato (per carità, magari si sono fatti fare la fattura anche lì eh, è possibile) con carrelli pieni di roba. Se compero con scontrino non appare negli acquisti e non mi incrementa il fattore ricavi.
Idem per il personale, se risulta che siamo io e mia moglie part time (perché altre 3 persone sono lì in nero) più di tot lavoro non possiamo fare.

Allora gli studi di settore (anche se so che qualche correttivo è stato fatto) se hai un bar in un paese di montagna non turistico di 200 abitanti rischiano di strozzarti, se hai un bar in piazzetta a Portofino e con un tavolo di aperitivi incassi quanto l'altro in una settimana sono un comodo "minimo" sul quale appoggiarsi.

Ho fatto il discorso bar ma vale per il 90% dei lavori artigianali o semi-artigianali. Ancora più facile nel caso di lavori che non prevedono neppure consumi, tipo dottore.
Naturalmente tutto questo vale se si lavora per il consumatore, perché lavorando per le aziende queste (che scaricano, salvo "catene del nero" di cui parlavo in altro post) la fattura la vogliono.
Quindi ad esempio facendo assistenza tecnica informatica avere come clienti principalmente aziende o privati cambia molto la possibilità di evasione.

Se non fosse come dico non avremmo la chiusura di un sacco di attività marginali strozzate dalle tasse, se guadagnassero davvero tanto col nero, farebbero semplicemente qualche fattura in più per sopravvivere.

Ma se va bene, fatto il budget dello studio di settore, il piccolo imprenditore comincia ad offrire al consumatore lo sconto se non vuole la fattura.
Come detto sulla singola operazione concettualmente guadagna il consumatore, sulla ripetitività naturalmente l'importo si alza per l'imprenditore.
Il risultato deriva dal numero di clienti e se faccio una operazione in nero da 20 Euro (ci sono comunque quasi sempre spese) e ne faccio 10 al giorno prendo lordi 200 euro, diventano 4000 al mese. Una evasione di circa 1200 euro
Se sono un dottore senza spese e faccio 10 visite in nero al giorno (e ne ho visti) a 100 Euro e visito 3 giorni a settimana porto a casa intorno ai 150.000 euro l'anno evadendone circa 60.000.
NB Le cifre sono semplificate poi ci sono INPS ecc.
Ma ricordate sempre che nel lavoro in nero non evade il 100%, ci sono eventuali spese e l'evasione è relativa alla quota tasse non pagate.

Come fermarli?
Va detto che senza una coscienza civile e un controllo (al costo di pagare la propria quota di tasse) del consumatore è complesso perseguire questi evasori.
Ancora oggi ci sono ristoranti che non accettano altro pagamento che i contanti, ma so che molti evadono nonostante l'uso di pagamenti con carta di credito.
Con milioni di partite IVA e stando negli studi di settore la possibilità di essere scoperti è ridicola, e nel caso (ma ne parleremo) se c'è un buon tesoretto è utilizzabile per ammorbidire i controlli.

Nella mia esperienza moltissime piccole attività marginali evadono anche per cercare (spesso senza riuscirci) di sopravvivere, i giri di affari sono piccolissimi e le cifre evase basse.
E poi ci sono (c'erano, sono finiti certi tempi) invece gli evasori che davvero fanno le centinaia di migliaia di euro denunciando spicci. Ma nei termini degli studi di settore.

Quando sento le medie delle categorie mi capita di pensare a certi negozi marginali e chiedermi seriamente se ci arrivano a vendere (non guadagnare) per le cifre medie; mentre per altri siano una piccola quota parte di quanto vendono. Una roba da minimum tax, insomma.

Ultimamente da un lato assistiamo alla schizofrenia di verbali assurdi e campati in aria che poi non portano gettito (vedere qui quanto poco poi si incassa) ma che servono a fare annunci.  Dall'altro, assurdo non si facesse prima, c'è finalmente un maggiore uso dell'incrocio dati sulle varie banche dati patrimoniali e reddituali che può portare discreti risultati.

Soluzioni particolari non ne ho; "bisogna lottare contro l'evasione", ascoltato migliaia di volte è una affermazione non un metodo.
La migliore, come detto, è certamente il controllo civile di tutti noi.
Certo l'uso intensivo di intelligence sulle banche dati è l'altro. Sia patrimoniale che di spese.

Ma gli evasori ci sono in tutto il mondo, e le incidenze da noi sono molto diversificate sul territorio.
In alcune aree l'incidenza è simile a quella dei migliori paesi.

Non a caso in Grecia e Nord Africa l'evasione è più che da noi e in Germania e Svezia meno. Diciamo che c'è un certo legame tra latitudine ed evasione.

Questo, anche se non è una giustificazione, va tenuto a mente per capire bene il problema.

sabato 3 settembre 2011

Evasione ed evasori

Il mio post id ieri ha suscitato parecchi commenti, sia nel blog che su Twitter.

Come spesso accade i post sono in parte semplificazione, in parte provocazione e come ho detto ho intenzione di occuparmi dell'argomenti in vari post e con vari punti di vista.

Una cosa, però, mi sento di dirla subito.

Tra le righe molti dei commentatori di ieri hanno fatto il ragionamento "quello che evade è l'artigiano (professionista, azienda, insomma il fornitore) mentre per il consumatore è una piccola cosa e un peccato veniale".

Questo è il problema dell'Italia.
Finché non ci saremo convinti e non avremo la consapevolezza che i comportamenti collettivi sono una semplice conseguenza dei comportamenti dei singoli non andremo da nessuna parte.

Il fatto che io (e l'ho fatto) eviti di farmi fare la fattura per risparmiare 100 euro non è "veniale" perché se tutti fanno come me, visto che siamo 50.000.000 alla fine mancano 5 miliardi di imposte. E questo dice anche come nasce la grande evasione.

Non solo, ma il fatto di non farmi fare la fattura, come ho detto (forse male) ieri, scatena una catena di mancate imposte.
Allora non è vero che è peggio l'artigiano di quello che non si fa fare la fattura.
Semplicemente se tutti si facessero fare la fattura (e pagassero la loro quota di imposte) l'artigiano fatturerebbe tutto e alla fine pagherebbe anche le sue imposte sul reddito.
Mentre il suo beneficio è proprio sulla quantità (e non sulla singola operazione che come detto conviene più al consumatore).

Ognuno in questi casi fa i conti con il suo senso civico.
Noi lavoriamo molto poco rispetto alle nostre potenzialità in ampie aree del nostro paese.
Per il semplice motivo che non accettiamo di vendere senza fattura. E per molti potenziali clienti questo è inaccettabile (!).
Se tutti facessero come noi l'evasione in quelle aree sarebbe minore o inesistente.

Ognuno è responsabile del suo pezzettino di Stato.

venerdì 2 settembre 2011

Caro lettore dipendente, l'evasore sei anche tu

Il mantra della "Italia che non funziona" è l'evasione fiscale, ormai anche per i nostri governanti (tra l'altro esperti del tema).

Il vero, grande problema, è che la percezione, come spesso accade, è che gli altri siano gli evasori.

Invece, caro lettore, l'evasore sei (anche) tu.

Parliamo oggi di IVA (tornerò sul tema lavoro, grandi evasori, evasione IVA delle aziende e artigiani ecc).

Non tutti hanno ben presente il meccanismo dell'IVA.
L'IVA è una tassa sui consumi, la pagano quindi i consumatori.
Per le aziende è neutra, io la incasso dal cliente e verso allo stato la differenza tra l'IVA su quanto ho comperato e quella su quanto ho venduto. Avendo io (si spera) dei margini vendo più di quanto compero (so che semplifico ma non voglio fare un trattato).


Ogni giorno ciascuno di noi, al di là delle già esagerate tasse sui redditi, paga ancora tasse (tra il 4 e il 20%) su ogni cosa che compera.

A tutti sarà capitato di sentirsi dire "se vuole la fattura le devo mettere l'IVA". E siccome l'IVA è il 20% moltissimi, spesso, per non pagarla, non chiedono la fattura.
A me è capitato recentemente un appartenente alle forze dell'ordine che è venuto in fabbrica e voleva comperare qui per "risparmiare l'IVA".


Ecco, chi ha evaso è chi non vuole pagare l'IVA.
Perché l'IVA non è una tassa a carico dell'artigiano, ma del consumatore (l'artigiano la versa allo stato).

Quando si compera casa, la maggior parte delle persone, se ne ha la possibilità, cerca di dichiarare un valore inferiore per non pagare IVA (se compera da un costruttore) e imposte di registro. E' evasione.

Quindi se cerchiamo (mi ci metto dentro) di risparmiare comperando senza IVA, gli evasori siamo noi. Anche se facciamo i dipendenti, anche se ci trattengono fino all'ultimo Euro di tasse in busta paga.
Siamo evasori. Punto.

Questo comportamento tra l'altro ha implicazioni fortissime su tutta la "catena del valore" e delle relative tasse.
E' evidente che l'artigiano che mi fa una fornitura senza IVA (e quindi senza fattura) a sua volta deve comperare da qualche parte senza fattura (spesso magari compera con scontrino dalla GDO) e magari è incentivato a pagare in nero una parte dello stipendio del dipendente.
E questo meccanismo appunto si trasferisce su tutta la catena.

Due cifre tanto per chiarire su chi poi è il "grande evasore".

Per il consumatore il risparmio è 20% (più magari un po' di sconto) ma stiamo sul 20% di tasse evase.

Se l'artigiano non ha spese in nero e ha fornito solo mano d'opera il suo guadagno è 100%, ipotizzando un reddito medio evade circa il 30%.

Se invece ha delle spese (ad esempio i materiali) e il suo guadagno in nero è il 50% dell'importo sempre ipotizzando una tassazione del 30% è già al 15% di evasione.
Quindi già in questo caso il "grande evasore" è il consumatore.

Tu, caro lettore stipendiato che dici che paghi "tutte le tasse".

A meno che tu non sia uno dei 4 pazzi (che si racconta nelle fiabe esistano) che pretendono sempre sempre la fattura.

E ricordatevelo, quando vi dicono "se vuole la fattura le aggiungo l'IVA" e dite no state evadendo.

mercoledì 31 agosto 2011

Bravo Dottor Sottile

Mi si rivolta lo stomaco e mi girano gli attributi a dirlo.

Ma visto lo spettacolo penoso e pericoloso di questi giorni, starring il puttaniere di Arcore, rivaluto Giuliano Amato.

Un bel furto con destrezza dalla sera alla mattina, Hai soldi sul conto corrente? Ecco, me ne dai un po'.
Mille proteste ma chi si è visto si è visto. E finisce lì.

Qui invece: primo, non si capisce più nulla in questi annunci, decreti, emendamenti, richieste ecc. (chi ha capito cosa è in vigore mi faccia un fischio)
Secondo se si tratta di trovare 45.000.000.000 di Euro qualcuno che soffre ci dovrà essere no?
Mi pare impossibile fare una manovra di quell'importo senza che ci sia qualcuno che, attraverso le pensioni, maggiori tasse, tagli agli statali ecc che ci mette un po'
E i tagli alla politica, possono essere un segnale, ma certo non il tutto.

Qui invece ci stiamo comportando come se a casa papà ha perso il lavoro, soldi non ce ne sono ma si pretende di fare la stessa vita di prima non rinunciando a nulla.
E il figlio dice di tagliare la paghetta alla sorella, la sorella alla mamma di spendere meno e la mamma al papà.

Siamo governati da cialtroni (C) Phastidio perché siamo un paese di cialtroni

mercoledì 13 luglio 2011

Non capisco (o capisco troppo bene)

Allora la manovra prevedeva una certa serie di misure (se ne è già scritto ampiamente di quanto sia poco incisiva e coraggiosa, inutile stare a ripetere).
Non prevedevano praticamente (al solito) tagli alla spesa pubblica.
Leggendo le notizie che escono oggi:
no all'imposta di bollo per chi ha solo titoli di stato (solo gli italiani? tutti? Boh) Limitando a quattro gatti i colpiti.
imposta di bollo progressiva per i piccoli rapporti
allentamento del blocco delle pensioni
no agli ammortamenti lunghi per le concessioni

Cosa rimane?


E qualcuno, slogan a parte, mi spiega prima o poi cosa vuole dire "tassazione delle rendite"?
Più rendita dei BOT cosa c'è? Ma non si possono tassare o aumenta il costo per lo stato.
La mitica patrimoniale? (che colpirebbe il ceto medio?) Qui e qui.

Slogan, slogan, slogan
Fumo, fumo, fumo

Arrosto poco, come sempre.

Certo è che arriveranno nuove tasse. E il sottobosco continuerà a prosperare.

mercoledì 11 maggio 2011

Pagano sempre i soliti

Leggo sul Sole (Fossati) che forse è il momento di rivedere certi meccanismi di riscossione di Equitalia.

Ci sono delle storture sugli accertamenti, è indubbio, ma perché cavolo se uno non ha pagato le tasse (o le multe) e lo costringono a pagarle è un poveraccio al quale sequestrano l'auto?

Allora è vero che il pirla è chi paga!

Poi non ci si lamenti però dell'ennesimo condono o che l'evasione aumenta, se proteggiamo gli evasori.

lunedì 31 gennaio 2011

Liberisti stà cippa

Strano eh, il governo dei liberisti che vuole aiutare la ripresa:
  1. alza le multe per tutte le comunicazioni del cavolo che stanno studiando (cioè fanno una selva di nuove comunicazioni + forti multe=nuova tassazione mascherata) tipo black list ecc
  2. con le nuove imposte (IMU) penalizza le imprese, toglie l'ici e mette una nuova tassa più alta, in più indeducibile così il 7,6 permille aumenta del 30% circa portandosi intorno all'1%
E poi si lamentano che la gente fa di tutto per evadere?
Devo dire che poco è odioso come le tasse indeducibili, che vuol dire pagare le tasse sulle tasse.

Ogni giorno che passa aumenta la voglia di andarsene!

lunedì 22 marzo 2010

Basta mancette

Ho grande Sfiducia nelle capacità del ministro Scajola di mettere in piedi una seria politica industriale.
E, va detto, ho altrettanta poca fiducia nella capacità delle lobby di categoria di volare alto.

La politica industriale non si fa con gli incentivi.
Gli incentivi sono una jattura (la forma j arcaica è un omaggio al ministro) per il mercato.

Lo so che i presidenti di categoria (ne ho visti anch'io ai convegni, ho anch'io il mio) si riempiono la bocca con il fatto che hanno ottenuto gli incentivi.

Ma a che prezzo?
Davvero crediamo che la droga sia il metodo per migliorare in modo stabile le prestazioni? O come è purtroppo accaduto a molti atleti il doping porta alla morte per effetti collaterali?

Gli incentivi
  1. fermano il mercato prima, in attesa degli incentivi, che poi a volte oltretutto non arrivano
  2. drogano il mercato durante, favorendo magari le aziende meno efficienti che hanno il magazzino che straborda di materiale disponibile
  3. fermano il mercato dopo perché a fronte degli incentivi si tende ad anticipare gli acquisti
  4. creano una aspettativa di "magari li ripetono" che incide sul mercato
  5. aumentano in molti casi l'indebitamento delle famiglie (per comperare il materiale incentivato spesso si fanno finanziamenti) con forti conseguenze sull'andamento generale dei consumi.
Insomma, cari presidenti di categoria che vi riempirete la bocca per qui quattro spiccioli che il ministro ha distribuito a pioggia, visto che il grosso era andato all'auto.ma siamo sicuri che ne valga la pena?
O è tutto fumo?
D'altra parte siamo o non siamo ad una settimana dalle elezioni?

Vogliamo fare una cosa seria?
Usiamo la leva dell'IVA se vogliamo davvero fare una politica di risparmio energetico.
In modo continuativo, non spot, trasparente e valido per tutti abbassiamo l'aliquota IVA sulle cose che vogliamo incentivare: elettrodomestici classe A+, motorini con basso impatto ambientale, auto elettriche eccetera.
Forniamo un "bonus ricerca" trasparente, fisso, per l'abbattimento dell'IRER (per chi fa utile, così la gente magari si mette anche a pagare un po' di più le tasse) alle aziende che hanno ottenuto in via definitiva brevetti relativi all'ambiente e mini-bonus ricerca per le aziende che depositano ed ottengono brevetti. Se hanno brevetti faranno ricerca, o no?

Troppo semplice?
Certo, ma io sono stufo, arcistufo di avere a che fare con dei quaquaraqua che mi ricordano lo zio lontano che non vedi mai e quando  arriva ti dà la mancetta, ma si capisce benissimo che di te non gli può interessare di meno.

giovedì 25 febbraio 2010

La legge non ammette ignoranza

E vuole da noi doti divinatorie.

Per una dichiarazione che si presenta il 20 l'agenzia delle Dogane ha emesso i moduli il 22.

Però, bontà loro, hanno detto che eventuali errori non saranno sanzionati.

Poi dicono che uno si sente suddito dei burocrati (che sarebbero nostri fornitori e dipendenti poi alla fine)

martedì 16 febbraio 2010

Nel mirino

Leggo sul Sole di sabato (sempre indietro) che la GDF concentrerà la propria attenzione su coloro che fanno esportazioni e poi nella denuncia IVA dichiarano volumi di affari inferiori alle esportazioni che fanno.

Ci stanno dicendo che non lo facevano?

Ma chi c'è Winnie The Pooh a gestire i Database?

Per forza poi c'è un sacco di evasione, se non incrociano neppure i dati che hanno!

martedì 2 febbraio 2010

Tutto il mondo è paese

Obama copia i governi Italiani e mette un "bonus" per le nuove assunzioni (da noi c'è da tempo).
Siccome sono solo gli italiani gli imprenditori "ladri e disonesti" come potete leggere qui "Mr. Krueger said the plan contained provisions to prevent abuse by employers seeking to get the tax credit and wage bonus by, for example, replacing a full-time worker with two part-time ones making the same total salary. The rules would also prevent companies from renaming themselves or merging to claim the credit."

Va detto poi che hanno anche tolto gli onere per la social security sugli aumenti di stipendio (tipo la nostra defiscalizzazione di straordinari e premi di produzione).

Insomma anche in USA forse si comincia a capire che sono le piccole aziende il motore dell'occupazione.

lunedì 4 gennaio 2010

Quale fisco


Da sempre si parla molto del fisco sulle aziende.
Anche per il lavoro che faccio una alta tassazione sui redditi aziendali mi vede molto contrario. Ne ho già parlato parecchie volte (una specie di mantra, si sa mai che qualcosa si muova).

Come ho detto a mio parere gli utili aziendali non distribuiti dovrebbero essere esento o quasi dalla tassazione. E quelli distribuiti essere tassati in capo al beneficiario.

Il mio discorso è semplice, basterebbe il buonsenso (che non alberga, al contrario del populismo e retorica nella mente dei politici): le imprese creano lavoro e benessere, la loro funzione la svolgono in quel modo.
Pensateci un attimo: se pago poche tasse diventa meno interessante evadere.
Diventa più facile capitalizzare l'azienda. Molti miei colleghi smetterebbero di preoccuparsi di pagare poche tasse e si dedicherebbero (spero) più a sviluppare il business.

I risultati di una economia con poche aziende temo li potremo vedere in un prossimo futuro.
Non solo lo stato incasserà meno tasse per la disoccupazione ma dovrà anche spendere in welfare.
Una media azienda porta allo stato  già parecchie centinaia di migliaia di Euro tra tasse dei lavoratori, tasse su consumi energetici, imposte, bolli e balzelli vari.
E' vero che le tasse dei lavoratori le pagano i lavoratori e sono le loro, ma grazie all'azienda che gli dà lavoro, non ci fosse quel lavoro sparirebbero anche le tasse.
Davvero chiedere meno tasse è il solito piagnisteo?

Davvero siamo sicuri che non valga la pena di favorire le aziende in un momento come questo?

Sui dati usciti in questi giorni sul Corriere poi, la solita demagogia.
Vero che ci sono tanti che guadagnano poco in media, ma faccio l'esempio di casa mia: mia moglie col suo lavoro guadagna qualche migliaio di euro l'anno (non è un buon momento) ma può permetterselo avendo la famiglia altre entrate. Mia figlia guadagna qualche centinaio di euro l'anno coi suoi lavoretti part time. La colf (regolarmente assunta ad ore) guadagna poche migliaio di euro l'anno.
Poi c'è il pirla che fa parte dei 76.000 "ricchi".
Se facciamo la statistica cosa succede? Grandissima disparità sociale, ma il pirla mantiene gli altri.

Perché quando fanno le statistiche non eliminano i marginali? Perché non aggregano per nuclei familiari?

Per i negozianti poi, quando usciranno quelle del 2009 si griderà allo scandalo. Ma avete qualche amico negoziante? Secondo voi si è arricchito nel 2009? Perché allora così tanti negozi chiudono?

La verità è che ai governi conviene la lotta sociale (divide et impera) sul discorso tassazione per concentrare la rabbia della maggior parte della gente verso gli evasori piuttosto che sul come spendono i soldi delle tasse.

giovedì 22 ottobre 2009

Una timida proposta

Se Berlusconi (ma alle sue promesse credo poco) toglie l'IRAP io sarei disposto a:
  1. l'IRAP direttamente legata allo stipendio lordo del dipendente la mettiamo in busta a lui
  2. L'IRAP legata a interessi, oneri sociali, utile (che intanto nel 2009 è una chimera) ecc se la mette in tasca 'azienda.
So che Epifani direbbe no anche a questo ma non sarebbe una cosa equa?
Per uno che guadagna 20.000 euro in un periodo come questo 780 Euro non credo facciano così schifo.

venerdì 3 luglio 2009

Defic...

... riempire a piacere: it, enti o quel che volete.

Non ci voleva certo un fine economista (come capita spesso basta semplicemente il buon senso) per capire che il deficit 2009 sarebbe esploso.
Ci si dimentica che alla fine le entrate derivano da IVA, accise varie e tasse dei dipendenti privati (per i pubblici è una partita di giro) e delle aziende.

Se le aziende non hanno lavoro: non pagano tasse loro, non le pagano i dipendenti in cassa integrazione, non le pagano i consulenti che non lavorano, e via così per tutta la catena dei subfornitori.
Inoltre non pagano le accise sulla benzina (il traffico si è molto ridotto), sui consumi energetici (gas, elettricità).
Le aziende commerciali vendono meno, meno IVA.

E intanto la spesa rimane uguale.

Resta la domanda: chi paga? Una risposta l'avevo già in mente tempo fa.

giovedì 2 luglio 2009

Ter monti

Disclaimer: questo post sembrerà in alcuni passaggi un po' arrogante spero che chi mi legge sappia non sono così. Però mi capita di parlare con chi queste cose le va a negoziare, e di dire la mia. Lungi da me l'idea di essere il suggeritore, ma penso che la spiaggia sia formata da tutti i granelli di sabbia. Mi sa che sarà anche lungo.

Così alla fine una delle cose che io invoco da tempo è arrivata: la Tremonti ter.
Leggendo le notizie uscite (non ho letto il decreto, odio leggere le leggi, quello è lavoro da commercialisti e avvocati) pur sapendo che il percorso è lungo e ci saranno quasi certamente variazioni qualche idea me la sono fatta.

Intanto secondo me è in ritardo. Andava fatta al massimo alla fine del primo trimestre, per agganciare la mini ripresa che abbiamo avuto per la ricostituzione delle scorte di magazzino. Nei momenti di crisi i tempi sono importanti.
Capisco e condivido la scelta di stabilizzare, per prima cosa, il sistema finanziario, ma un segnale alle imprese andava dato prima.
Poi è un insieme di cose che io qui e in altre sedi ho più volte proposto: defiscalizzazione investimenti, defiscalizzazione utili lasciati in azienda.

Il difetto più grande che ha è che defiscalizza gli utili (ma questo non può essere diversamente, le tasse si pagano su quelli) in un momento nel quale i budget puntano a contenere le perdite.
Ma il metodo di calcolo (defiscalizzazione secca del 50% dell'investimento) è molto molto più favorevole del passato.
Quindi chi quest'anno sta andando bene (e ce ne sono) o meno peggio ha un fortissimo stimolo ad investire. Ed in questo credo assolva il suo scopo.

Investimenti agevolati: qui un po' di colpa me la sento. Parlando con alcune persone ad alto livello di Confindustria e spingendo per la Tremonti 3 mi disse "si ma loro dicono che poi costruiamo capannoni e compriamo le macchine" e la mia risposta fu "digli di escluderle" come poi è avvenuto.
Avendo espresso l'opinione in passato anche qui vorrei puntualizzare il mio pensiero.
Credo che l'esclusione di auto sia evidente. Evitiamo che l'imprenditore si comperi l'auto nuova (o magari intesti qualche auto personale all'azienda) detassandola. L'auto può attendere. Come ho scritto, personalmente ho preferito investire in impianti e macchinari e tenermi l'auto "vecchia" (se un'auto di 4 anni è "vecchia").

Un po' meno consenso si trova sul discorso capannoni. molti sostengono che comunque l'edilizia sia un settore importante.
Io ho una mia filosofia e sono abbastanza contrario, salvo una forte integrazione impianti/immobile necessaria in certi settori, agli investimenti immobiliari delle aziende.
Intanto ho visto troppe aziende saltare in aria per aver costruito faraonici uffici simbolo della potenza del proprietario.
E poi l'immobile è qualcosa che è legato alle necessità aziendali. Di crescita o riduzione.
Le aziende in forte crescita hanno una montagna di liquidità drenata dalla continua esigenza di ampliare gli spazi produttivi, mentre potrebbero secondo me investire maggiormente in impianti e prodotti e meno in immobili per migliorare i loro rendimenti.
In caso di riduzione (come avverrà in molte aziende nel prossimo periodo) ho bisogno meno spazio. Certo l'immobile lo posso affittare, se c'è richiesta, (ed oggi no ce n'è) ma il mio business è fare prodotti non affittare immobili.
So la contestazione, ma i soldi dell'affitto sono buttati e le banche amano gli immobili per il patrimonio.
La soluzione può essere che ho una società immobiliare mia che possiede e costruisce gli immobili per l'operativa (come fanno moltissimi) ma i due business sono divisi e concettualmente l'operativa la posso spostare anche in altri immobili più adeguati alle nuove esigenze.
E con rendimenti, nell'industriale, del 6% quando va bene vuol dire che in affitti ci metto 16 anni a ripagarlo. Dove e come sarà la vostra azienda tra 15 anni?
Tutto questo per dire che non ho mai visto, tranne rari casi, l'immobile come un importante cespite aziendale.
Lo so che le banche li amano, perché sono una garanzia interna dell'azienda. Ma anche lì vado controcorrente e dico che la banca mi deve finanziare per il mio business, non perché c'è l'immobile.

L'esclusione dei computer, che ha fatto ridere la rete (sono invece inclusi i toner) credo verrà recuperata così come, a mio parere, andrà incluso il software.
Anzi a dirla tutta io per il software alzerei addirittura l'agevolazione.
Vogliamo che le aziende facciano un salto in avanti tecnologicamente? "Costringiamole" oltre al fatto che forse sarebbe l'occasione per molti per mettersi a posto con le licenze (tra le PMI la pirateria è ancora abbastanza diffusa). Alla fine aiuteremmo la sopravvivenza delle software house in questo momento difficile (se davvero vogliamo favorire il terziario avanzato in Italia) e alzeremmo il livello tecnologico delle aziende.

Tempi di attuazione: per chi, come la nostra azienda, non ha interrotto il piano di investimenti anche nel momento di crisi è evidente che vedere centinaia di migliaia di euro già investiti nel 2009 fino ad oggi che non sarebbero agevolati fa un po' (solo un po' eh...) alterare.
Il vero grande rischio è che un mercato già quasi fermo si arresti del tutto in attesa della legge finale.
Invece allargare la deducibilità a tutti gli investimenti effettuati nel 2009 premierebbe i pochi coraggiosi che non hanno interrotto i programmi di investimento anche nei momenti più bui e non fermerebbe il mercato nel prossimo periodo, che sarà il peggiore.
Calcolati i tempi aziendali di decisione, i tempi di progetto e preparazione di certi impianti siamo già quasi al limite per investire nel 2009. Luglio è qui, due o tre incontri ed è andato. Settembre per ordinare, due o tre mesi per produrre e consegnare (a star bassi) e sei già a Dicembre.
Non dimentichiamo che la meccanica italiana è fortissima su macchine utensili "custom made" mentre megacorporation straniere sono più forti sulle macchine utensili "di serie".
Tempi stretti, inutile dirlo, favoriscono gli stranieri che magari hanno macchine già pronte a magazzino consegnabili quasi immediatamente.
Tenere d'occhio questo fattore non sarebbe male Signor Ministro.

Manca la detassazione degli utili lasciati in azienda. Il fatto che porterebbe, a mio parere, il maggiore beneficio al nostro sistema industriale dal lato finanziario.
Se vogliamo che le PMI aziende italiane escano dalla loro proverbiale sotto capitalizzazione.

Sempre sui cespiti (era ora) positiva l'idea di cambiare i coefficienti di ammortamento. Accelerando quello dei beni ad alta tecnologia.
L'esclusione dei PC dalla agevolazione sopra potrebbe nascere da qui. Se mi permettono di ammortizzarli più velocemente (tipo in due anni) il beneficio c'è già, e sarebbe permanente.

Altre cose del decreto.
Sembra incredibile che nel 2009 si debba fare una legge perché i vari archivi fiscali dello Stato si scambino i dati. Poi ci si lamenta dell'evasione!
Altro fattore positivo che si punti (finalmente) ai grandi elusori che attraverso società off shore paradisi fiscali, cessione di marchi in paradisi fiscali ecc di tasse ne pagano pochine.
Sapete quante parrucchiere ci vogliono per evadere le cifre che evadono certe aziende? ci sono aziende che spostano centinaia (migliaia?) di milioni di euro su società estere per sfruttamento del marchio (ne ho già parlato).

Un beneficio enorme per le aziende, in un momento di crisi di circolante come quello attuale, arriverà dai tempi massimi di valuta per assegni e bonifici.
Per intenderci gli assegni fuori piazza non era raro che avessero tempi di incasso di 10 giorni e passano a tre.
Sul massimo scoperto e i trucchi delle banche ci tornerò.

Lavoro
Ottimo il discorso dell'autoimprenditorialità, i soldi tanto vale darli per fare impresa piuttosto che per stare a casa.
Cassa integrazione. Tutte le volte mi fanno tenerezza. dicono che ci mettono 25 milioni.
Le aziende negli ultimi anni hanno versato 40 miliardi al fondo per la cassa integrazione (che l'INPS che mi pare le gestisca ha forse usato per pagare pensioni) e ci fanno un favore a darci 25 milioni? Mah.
Tutta la parte sugli "incentivi a chi non licenzia" ammetto le mie colpe non l'ho ancora capita.

Compensazione dei crediti fiscali. Qui rido perché è la classica cosa da suk: era 500, noi chiedevamo 1000, risultato: dai facciamo 750 e non se ne parla più.

Ottima la riduzione dei costi dell'energia ma mi sa che è destinato più ai soliti noti che alle PMI.

Per Alitalia. Si vergognino. Perché devo pagare tasse per rimborsare soldi a chi ha investito in una azienda decotta? E magari ci ha speculato.

Bravo, se sei arrivato si qui hai una bella resistenza!