giovedì 2 luglio 2009

Ter monti

Disclaimer: questo post sembrerà in alcuni passaggi un po' arrogante spero che chi mi legge sappia non sono così. Però mi capita di parlare con chi queste cose le va a negoziare, e di dire la mia. Lungi da me l'idea di essere il suggeritore, ma penso che la spiaggia sia formata da tutti i granelli di sabbia. Mi sa che sarà anche lungo.

Così alla fine una delle cose che io invoco da tempo è arrivata: la Tremonti ter.
Leggendo le notizie uscite (non ho letto il decreto, odio leggere le leggi, quello è lavoro da commercialisti e avvocati) pur sapendo che il percorso è lungo e ci saranno quasi certamente variazioni qualche idea me la sono fatta.

Intanto secondo me è in ritardo. Andava fatta al massimo alla fine del primo trimestre, per agganciare la mini ripresa che abbiamo avuto per la ricostituzione delle scorte di magazzino. Nei momenti di crisi i tempi sono importanti.
Capisco e condivido la scelta di stabilizzare, per prima cosa, il sistema finanziario, ma un segnale alle imprese andava dato prima.
Poi è un insieme di cose che io qui e in altre sedi ho più volte proposto: defiscalizzazione investimenti, defiscalizzazione utili lasciati in azienda.

Il difetto più grande che ha è che defiscalizza gli utili (ma questo non può essere diversamente, le tasse si pagano su quelli) in un momento nel quale i budget puntano a contenere le perdite.
Ma il metodo di calcolo (defiscalizzazione secca del 50% dell'investimento) è molto molto più favorevole del passato.
Quindi chi quest'anno sta andando bene (e ce ne sono) o meno peggio ha un fortissimo stimolo ad investire. Ed in questo credo assolva il suo scopo.

Investimenti agevolati: qui un po' di colpa me la sento. Parlando con alcune persone ad alto livello di Confindustria e spingendo per la Tremonti 3 mi disse "si ma loro dicono che poi costruiamo capannoni e compriamo le macchine" e la mia risposta fu "digli di escluderle" come poi è avvenuto.
Avendo espresso l'opinione in passato anche qui vorrei puntualizzare il mio pensiero.
Credo che l'esclusione di auto sia evidente. Evitiamo che l'imprenditore si comperi l'auto nuova (o magari intesti qualche auto personale all'azienda) detassandola. L'auto può attendere. Come ho scritto, personalmente ho preferito investire in impianti e macchinari e tenermi l'auto "vecchia" (se un'auto di 4 anni è "vecchia").

Un po' meno consenso si trova sul discorso capannoni. molti sostengono che comunque l'edilizia sia un settore importante.
Io ho una mia filosofia e sono abbastanza contrario, salvo una forte integrazione impianti/immobile necessaria in certi settori, agli investimenti immobiliari delle aziende.
Intanto ho visto troppe aziende saltare in aria per aver costruito faraonici uffici simbolo della potenza del proprietario.
E poi l'immobile è qualcosa che è legato alle necessità aziendali. Di crescita o riduzione.
Le aziende in forte crescita hanno una montagna di liquidità drenata dalla continua esigenza di ampliare gli spazi produttivi, mentre potrebbero secondo me investire maggiormente in impianti e prodotti e meno in immobili per migliorare i loro rendimenti.
In caso di riduzione (come avverrà in molte aziende nel prossimo periodo) ho bisogno meno spazio. Certo l'immobile lo posso affittare, se c'è richiesta, (ed oggi no ce n'è) ma il mio business è fare prodotti non affittare immobili.
So la contestazione, ma i soldi dell'affitto sono buttati e le banche amano gli immobili per il patrimonio.
La soluzione può essere che ho una società immobiliare mia che possiede e costruisce gli immobili per l'operativa (come fanno moltissimi) ma i due business sono divisi e concettualmente l'operativa la posso spostare anche in altri immobili più adeguati alle nuove esigenze.
E con rendimenti, nell'industriale, del 6% quando va bene vuol dire che in affitti ci metto 16 anni a ripagarlo. Dove e come sarà la vostra azienda tra 15 anni?
Tutto questo per dire che non ho mai visto, tranne rari casi, l'immobile come un importante cespite aziendale.
Lo so che le banche li amano, perché sono una garanzia interna dell'azienda. Ma anche lì vado controcorrente e dico che la banca mi deve finanziare per il mio business, non perché c'è l'immobile.

L'esclusione dei computer, che ha fatto ridere la rete (sono invece inclusi i toner) credo verrà recuperata così come, a mio parere, andrà incluso il software.
Anzi a dirla tutta io per il software alzerei addirittura l'agevolazione.
Vogliamo che le aziende facciano un salto in avanti tecnologicamente? "Costringiamole" oltre al fatto che forse sarebbe l'occasione per molti per mettersi a posto con le licenze (tra le PMI la pirateria è ancora abbastanza diffusa). Alla fine aiuteremmo la sopravvivenza delle software house in questo momento difficile (se davvero vogliamo favorire il terziario avanzato in Italia) e alzeremmo il livello tecnologico delle aziende.

Tempi di attuazione: per chi, come la nostra azienda, non ha interrotto il piano di investimenti anche nel momento di crisi è evidente che vedere centinaia di migliaia di euro già investiti nel 2009 fino ad oggi che non sarebbero agevolati fa un po' (solo un po' eh...) alterare.
Il vero grande rischio è che un mercato già quasi fermo si arresti del tutto in attesa della legge finale.
Invece allargare la deducibilità a tutti gli investimenti effettuati nel 2009 premierebbe i pochi coraggiosi che non hanno interrotto i programmi di investimento anche nei momenti più bui e non fermerebbe il mercato nel prossimo periodo, che sarà il peggiore.
Calcolati i tempi aziendali di decisione, i tempi di progetto e preparazione di certi impianti siamo già quasi al limite per investire nel 2009. Luglio è qui, due o tre incontri ed è andato. Settembre per ordinare, due o tre mesi per produrre e consegnare (a star bassi) e sei già a Dicembre.
Non dimentichiamo che la meccanica italiana è fortissima su macchine utensili "custom made" mentre megacorporation straniere sono più forti sulle macchine utensili "di serie".
Tempi stretti, inutile dirlo, favoriscono gli stranieri che magari hanno macchine già pronte a magazzino consegnabili quasi immediatamente.
Tenere d'occhio questo fattore non sarebbe male Signor Ministro.

Manca la detassazione degli utili lasciati in azienda. Il fatto che porterebbe, a mio parere, il maggiore beneficio al nostro sistema industriale dal lato finanziario.
Se vogliamo che le PMI aziende italiane escano dalla loro proverbiale sotto capitalizzazione.

Sempre sui cespiti (era ora) positiva l'idea di cambiare i coefficienti di ammortamento. Accelerando quello dei beni ad alta tecnologia.
L'esclusione dei PC dalla agevolazione sopra potrebbe nascere da qui. Se mi permettono di ammortizzarli più velocemente (tipo in due anni) il beneficio c'è già, e sarebbe permanente.

Altre cose del decreto.
Sembra incredibile che nel 2009 si debba fare una legge perché i vari archivi fiscali dello Stato si scambino i dati. Poi ci si lamenta dell'evasione!
Altro fattore positivo che si punti (finalmente) ai grandi elusori che attraverso società off shore paradisi fiscali, cessione di marchi in paradisi fiscali ecc di tasse ne pagano pochine.
Sapete quante parrucchiere ci vogliono per evadere le cifre che evadono certe aziende? ci sono aziende che spostano centinaia (migliaia?) di milioni di euro su società estere per sfruttamento del marchio (ne ho già parlato).

Un beneficio enorme per le aziende, in un momento di crisi di circolante come quello attuale, arriverà dai tempi massimi di valuta per assegni e bonifici.
Per intenderci gli assegni fuori piazza non era raro che avessero tempi di incasso di 10 giorni e passano a tre.
Sul massimo scoperto e i trucchi delle banche ci tornerò.

Lavoro
Ottimo il discorso dell'autoimprenditorialità, i soldi tanto vale darli per fare impresa piuttosto che per stare a casa.
Cassa integrazione. Tutte le volte mi fanno tenerezza. dicono che ci mettono 25 milioni.
Le aziende negli ultimi anni hanno versato 40 miliardi al fondo per la cassa integrazione (che l'INPS che mi pare le gestisca ha forse usato per pagare pensioni) e ci fanno un favore a darci 25 milioni? Mah.
Tutta la parte sugli "incentivi a chi non licenzia" ammetto le mie colpe non l'ho ancora capita.

Compensazione dei crediti fiscali. Qui rido perché è la classica cosa da suk: era 500, noi chiedevamo 1000, risultato: dai facciamo 750 e non se ne parla più.

Ottima la riduzione dei costi dell'energia ma mi sa che è destinato più ai soliti noti che alle PMI.

Per Alitalia. Si vergognino. Perché devo pagare tasse per rimborsare soldi a chi ha investito in una azienda decotta? E magari ci ha speculato.

Bravo, se sei arrivato si qui hai una bella resistenza!

10 commenti:

Riflessioni di un commercialista ha detto...

caro imprenditore, la mia l'ho già espressa nel post in firma.
Rubo il titolo al libro di sergio caputo: DISPERATAMENTE ED IN RITARDO CANE
1) come tutte le norme anticrisi arrivano in ritardo di mesi o di anni.
2) bisognava detassare gli utili reinvestiti, cosa che non si è fatto
3) agevolare investimenti mirati, innovazione e nuovi. inutile agevolare investimenti già fatti.
4) ci mancava solo agevolare le auto.
5) l'agevolazione dei capannoni ha riempito la pianura padana di capannoni vuoti. un effetto distorsivo sul mercato pazzesco.
6) tecnicamente non sarebbe stato meglio un bel credito d'imposta immediatamente utilizzabile al posto di una detassazione di utili che non ci sono e che anche se ci sono vedrà il beneficio finanziario nel 2010? sempre che le banche finanzino l'investimento?

in sostanza qui c'è bisogno di una politica economica seria, non di semplici sostegni alla domanda.

altrimenti a fine 2010 forse qualcuno ripartirà, ma gli altri staranno al palo a pagare le rate di capannoni inutili.

troppo pessimista? forse... ma speravo in una politica più liberista

L'imprenditore ha detto...

3) ogni tanto (per fortuna) non siamo d'accordo. Decidere cosa è "innovazione" e tradurlo in norma come sai sarebbe un bagno di sangue per come scrivono le leggi sti illetterati. In un periodo come questo chi investe lo sta facendo su innovazione di prodotto o per messa a norma. Gli altri son tutti fermi.
Ma chi investe dovrebbe essere premiato. Però pensiero mio
6) si ma costerebbe troppo. quindi escluso

è una vita che ci sarebbe bisogno di una politica economica per il manifatturiero. Ma ci ho quasi rinunciato ad aspettarmela

Dottore Commercialista Milano ha detto...

3) lo so, premia chi investe ma investimenti nuovi, non già fatti. altrimenti sono solo trasferimenti di denaro, premi appunto, non stimoli.

6) hai ragione, ma scopo del gioco è metterli i soldi. se il governo continua a promettere incentivi senza mettere le imprese in condizione di beneficiarne è un pò una presa in giro, vedi bonus ricerca e innovazione, vedi rimborso irap, vedi irap per cassa, vedi detassazione straordinari quando tutti licenziano...

questo è più mktg che politica economica.

Matteo ha detto...

il fatto è che ci accontentiamo di poco e giù tutti ad applaudire

Matteo ha detto...

ah
dimenticavo, la faccenda di Alitalia da sola sarebbe sufficiente a far scendere la gente in piazza
Credo sia una delle manovre più "sporche" della storia repubblicana.
Finanziare le promesse della campagna elettorale con i soldi dei cittadini, difendere l'italianità e salvare l'amico di turno creando un nuovo tipo di titolo:l'azione garantita dallo stato.
Neanche il pentapartito sarebbe mai arrivato a tanto.
Altroché liberali e liberisti.
Ero deluso e amareggiato, ora sono incazzato nero.

Emanuele ha detto...

Ho resistito nella lettura perché condivido la tua presa di posizione, le luci e le ombre come ormai va per la maggiore dire. Rispetto all'incentivo a non licenziare, al lordo della vaghezza con cui è stato disposto:
1) Contratti di solidarietà, ovvero l'integrazione salariale della metà delle ore perse dal lavoratore, da ripartire al 25% tra addetto e datore di lavoro.
Esempio riduzione d’orario pari a 10 ore settimanali di cui 5 senza alcuna retribuzione, 2,5 ore retribuite al lavoratore e altrettante all’azienda.
2)La possibilità di utilizzo dei cassintegrati anche in mansioni produttive, salvo che l'azienda preveda un piano di formazione per tali lavoratori.
Ecco, in questo caso, l'azienda ottiene il beneficio (che in parte deve pagare alle agenzie di formazione, uniche vere beneficiarie, dato che usufrirebbero sono dei benefici e non dei costi).

Sempre in tema, ma i decantati incentivi alle aggregazioni, reti d'impresa, accordi commerciali purché se ne ampi la struttura patrimoniale, con tanto di promessa ad un regime semplificato (unico) di tassazione e defiscalizzazione delle plusvalenze? Siamo all'annuncio sempre reiterato in questo versante.

Fuori tema invece nessuno si capacità che finché non sarà incentivata la Domanda e in modo strutturale, i vantaggi di ogni misura saranno sempre zoppi.
Perché non si vuole una tassazione più centrata sul consumo che sui redditi? Non è solo un obiettivo di equità fiscale, non secondario certo, ma di stimolo vero e molte imprese in regola sarebbero ben contente di veder alleggerito il livello di tassazione diretta.
Non solo, anche la concorrenza sleale da elusione e evasione avrebbe un bel colpo.

Anonimo ha detto...

Leggo nel sito la voce.info:

Tra i provvedimenti al centro dell’intervento del governo vi è una riedizione, in versione un po’ modificata rispetto a quelle precedenti del 1994 e del 2001, dell’incentivo Tremonti, famoso in passato più per i suoi costi per il bilancio pubblico (circa 4-5 miliardi di euro, su base annua) che per la sua efficacia, di cui si sa ben poco.
L’incentivo, per la terza volta, continua a venire erroneamente chiamato “detassazione degli utili reinvestiti”, mentre si configura come una detassazione, parziale e temporanea, degli investimenti, comunque finanziati. Questo è un suo primo importante limite perché, a differenza di quanto richiesto anche da Confindustria, non premia le imprese che rafforzano la propria struttura patrimoniale e non contribuisce quindi al processo di deleveraging, ossia di riduzione del debito che aiuterebbe le nostre imprese a riprendere un sentiero di crescita. Non si rivolge neppure alle imprese che non possono investire perché più vincolate nell’accesso al credito, in particolare le piccole e medie imprese e quelle che investono in progetti più rischiosi, solitamente le più innovative.
La norma quindi non è selettiva nella scelta delle imprese, mentre lo è sul fronte degli investimenti da agevolare. In conclusione, il suo obiettivo principale sembra essere quello di sostenere la domanda di macchinari e apparecchiature tipiche del settore meccanico e dunque i ricavi delle imprese, italiane e straniere, che lì operano. È vero che il nostro settore meccanico è importante e sta subendo una flessione della domanda, soprattutto di fonte estera. Ma vi è da domandarsi se il suo sostegno sia da considerarsi prioritario in questa fase congiunturale."

In aggiunta c'è un articolo sul sito di macchianera che completa il quadro sopra descritto, facendo capire a chi effettivamente giovi la Tremorti ter:

http://www.macchianera.net/2009/07/05/ce-del-marcio-in-marcegaglia/#more-12550

L'imprenditore ha detto...

@anonimo
Non leggo da un po' la Voce, li trovo molto molto di parte mentre se la "tirano" da scientifici.
Si sa che i numeri si possono anche interpretare.
E hanno usato il sito come trampolino di lancio per politica ecc (nulla di male, basta saperlo).
Il passaggio sull'efficacia della precedente Tremonti lo possono scrivere i soliti prof fuori dal mondo. Chi lavora in azienda ricorda l'impennata.
Che poi avere impennate non sia bello lo sostengo da tempo.
E ho una mia teoria sulla defiscalizzazione investimenti permanente che credo di avere già espresso qui.

Sul fatto che fosse meglio la defiscalizzazione utili reinvestiti l'ho detto anch'io.

Il post di macchianera l'ho letto. Altro schierato.
Sono ben altri i conflitti di interessi della Marcegaglia, non certo il fatto che produca materie prime destinate al metalmeccanico.
Chiunque fosse Presidente di Confindustria avrebbe in questa fase conflitti di interessi.
Bombassei o Tronchetti (per fare il nome di alternative) avrebbe gli aiuti per l'automotive (rottamazione), Squinzi avrebbe gli aiuti per le ristrutturazioni immobiliari, io, nel mio piccolo, produco macchine in tabella 28.

Insomma il solito metodo italiano di bassa lega dell'insinuazione.
cui non vale neppure la pena rispondere.

ilferrista ha detto...

un governo che non modifica, anzi pegiora, un sistema fiscale dove della base imponibile fan parte gli interessi passivi sui finanziamenti ed il costo del lavoro come può credibilmente parlare di incentivi ed aiuti all'economia reale?

tutto il resto cade in regime "de minimis"

Business Woman ha detto...

Ammetto la mia ignoranza in materia fiscale, comunque non ho mai capito cosa si intende per utili detassati...
A parte che nelle aziende dove ho collaborato intorno al mese di marzo/aprile arrivava di solito il commercialista di turno che chiedeva retoricamente "quanto vuoi pagare di tasse quest'anno?". E poi giù di magia e manipolazioni per far risultare l'utile "giusto". Se questo succede abitualmente nelle pmi, penso che nella pratica poi questo gran beneficio non si abbia.

Non capisco gli incentivi a chi non licenzia. Mi pagano per tenere un dipendente che non mi serve - per quanto possa dispiacermi umanamente - perchè non ho abbastanza lavoro da affidargli?

Incentivi agli investimenti... ho visto decine e decine di piccole imprese che ricevono contributi di tutti i tipi per comprare macchinari etc. anche se non servivano strettamente. Cioè faccio l'investimento perchè ho ilcontributo (molti a fondo perduto) poi il macchinario se ne sta bel bello piazzato ma non utilizzato.

Dal mio punto di vista molto ma molto modesto, avrei preferito un intervento su una serie di balzelli, ad esempio l'imposta di bollo sul conto corrente. Piccole, piccolissime cifre che però tirano su il morale.