martedì 7 luglio 2009

Libertà di movimento

Chi mi legge sa che cito spesso detti e proverbi.

Le colpe dei padri ricadono sui figli.

L'attuale crisi economica, ne abbiamo parlato tante volte, richiede un forte intervento del pubblico nell'economia.
Siamo vicinissimi al disastro sociale che un innalzamento della disoccupazione senza prospettive potrebbe portare.

Quindi proprio in una fase come questa sono facilitate le formiche rispetto alle cicale: velocità di movimento, disponibilità economica sono di grande aiuto.

Ma noi abbiamo già sulle spalle un enorme debito pubblico (gli altri ci stanno raggiungendo con ampie falcate).
E come Atlante, schiacciati dal peso, ci muoviamo lentamente e speriamo di venircene fuori con qualche pannicello caldo o interventi spot a costo quasi zero.

Teniamolo presente quando ragioniamo sulla situazione. Qualcuno quel masso l'ha costruito.
E spesso abbiamo contribuito tutti, ognuno con la sua piccola fetta di interesse.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Lei pensa che l'Italia stia andando incontro a un disastro sociale?

L'imprenditore ha detto...

Se non stiamo attenti si.

Principalmente per ragioni culturali. Non siamo abituati ad essere flessibili ed adattabili.

In altri paesi ci si adatta temporaneamente ad un lavoro inferiore al nostro per "tirare avanti" o ci si adatta.
E questo aiuta in momenti di crisi.

Da noi l'idea è quella del lavoro a tempo indeterminato adatto alle nostre aspettative.

NB so bene anch'io che per i giovani è già così e spesso non escono dal gorgo dei lavori inadatti.
Ma oggi le classi più a rischio sono i quaranta-cinquantenni con bassa (o molto alta quindi costosi) professionalità.
Che sono meno flessibili. Non che abbiano tutti i torti.

Anonimo ha detto...

Di certo il nostro debito pubblico impedisce di fatto azioni veramente incisive. Quel che preoccupa è che a leggere molte previsioni a breve tornerà a un livello tipo metà anni '90 (110% - 120% del Pil).
Questa è più che un'ipoteca per il nostro futuro...

L'imprenditore ha detto...

D'altra parte con i deficit che ci sono in giro uniti al calo dei PIL gli altri ci stanno raggiungendo velocemente.

non è un equilibrio semplice da ottenere quello di salvare il salvabile e il debito

A parole, nelle conversazioni da bar, forse.

Mike ha detto...

Sul rapporto deficit/PIL il problema secondo me è che per l'Italia si tratta di un problema strutturale preesistente in misura comunque maggiore di altri paesi. Negli anni '80 si è iniziato a spendere e spandere aumentando quindi il debito pubblico e la gente si è abituata ad avere un certo tenore di vita "gonfiato". Non voglio fare l'errore di considerare un modello economico superfisso, ma è ovvio che le politiche di spesa degli anni '80 hanno causato una distorsione del mercato che ha poi cercato di autosostenersi.
Adesso, per tanti motivi è arrivata una bella botta, e la presenza di certe aspettative, unita appunto al debito pubblico accumulato causerà grandi difficoltà sociali.

Anonimo ha detto...

Per uscire dalla crisi bisogna:

- Non comprare nulla
- Mangiare solo pane e acqua
- Se si ha un'attività, chiuderla

Se l'economia si ferma i prepotenti operai sindacalizzati per conservare il loro posto si dovranno comprare le auto da loro stessi costruite.
Lo stato rimarrà senza entrate e non potrà estorcere le sue tasse salasso ad artigiani estinti.
Lo stato dovrà rinegoziare la pressone fiscale se vorrà ricominciare a vedere qualche quattrino.
Si vuole prendere la casa? Nessun problema, la faccio saltare in aria un attimo prima!
Adesso basta mi sono rotto i coglioni....