lunedì 13 luglio 2009

Effetti collaterali

Da sempre sostengo che il problema non sono le aziende che chiudono, il mercato fa selezione e le aziende, come le persone, possono avere un ciclo di vita e morire.
Il problema sono le aziende che non nascono e che non crescono.

E' uno degli effetti collaterali della globalizzazione.
Mi vengono in mente due ragioni:
una volta molte aziende nascevano da persone brave e intraprendenti che uscivano dall'azienda e (outsourcing ante litteram) ne diventavano fornitori.
una volta per mettere su l'aziendina con qualche risparmio, qualche cambiale e magari l'aiuto dei parenti ce la facevi.

La globalizzazione ha reso tutto difficile.
L'outsourcing ormai spessissimo si fa comperando dall'altra parte del mondo in paesi dove la mano d'opera costa poco proprio per eliminare l'operaio bravo (quindi costoso) che non solo non fa 'azienda ma resta disoccupato (grande spreco di risorse per la società).
Per far partire un'azienda oggi tra attrezzature, complicazioni burocrazia e necessità di strutturarsi in un certo modo ci vogliono un sacco di soldi.

Restano le aziende fondate da manager o gestori tecnici o commerciali (spesso gemmazioni che avvenivano anche anni fa) ma ormai molti pensano che sia meglio far carriera in una multinazionale che rischiare in proprio.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Perchè siamo arrivati a tanto? Perchè un operaio italiano costa 10 volte rispetto a un operaio rumeno? Secondo me perchè negli anni scorsi abbiamo sprecato il boom economico creando un debito pubblico mostruoso, che ha finanziato un tenore di vita impensabile nel resto del mondo occidentale(dove un operaio poteva mantenere una famiglia di 4 persone e avere 2 case di proprietà?). Non dimentichiamo che la classe imprenditoriale è quella che forse ha beneficiato più di tutti di questo spreco. In sintesi, siamo arrivati alla resa dei conti e dobbiamo pagare oggi gli sbagli del passato.

Fabrizio ha detto...

Forse fraintendo ma, mi pare una contraddizione accettare il "ciclo di vita delle aziende" e poi bollare come "effetto collaterale della globalizzazione" la concorrenza di paesi dove il costo della manodopera è più basso (cosa di cui ha beneficiato l'Italia nel boom degli anni '60).

L'imprenditore ha detto...

@anonimo
che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità è indubbio.
Ma siccome figli ne abbiamo una prospettiva occorrerà cercare di darla. O no?

@Fabrizio
quando qualcuno non capisce è chi parla che non si è spiegato.
La crescita delle "nuove Italia" (sono d'accordo con te che eravamo noi la Cina) è l'effetto della globalizzazione.
L'effetto collaterale era nel mio pensiero il fatto che ormai stanno sparendo gli artigiani.
mio padre partì come artigiano, poi con il tempo siamo diventati una piccola azienda.
Oggi è 100.000 volte più difficile per chi volesse farlo.

Anonimo ha detto...

Per come la vedo io non ci sono prospettive, questo paese ha scelto di premiare la rendita e punire il lavoro. Siamo un popolo di anziani benestanti che vuole campare grazie agli affitti degli immobili acquistati in tempi favorevoli(grazie al denaro evaso) o ereditati, strangolando chi ha necessità di una casa o di un locale per avviare un'attività.
La soluzione è politica: drastica riduzione della spesa pubblica che si traduca in una riduzione delle imposte e provvedimenti che portino il valore degli immobili verso livelli sostenibili. Se un tuo dipendente deve pagare 800€ al mese di affitto o di mutuo, quale stipendio devi dargli perchè possa vivere decentemente? Tanti tuoi colleghi hanno trovato la risposta: niente italiani, assumere extracomunitari.

Fabrizio ha detto...

Credo di continuare a fraintendere :)
Gli artigiani che citi tu sono proprio i Cinesi, non si scappa, non puoi usare macchinari modificati per aumentare la produttività, non puoi smaltire oli, solventi e altri inquinanti nel fosso dietro casa, non puoi usare il garage o la stalla come officina, non più.
Nei paesi, che al contrario dell'Italia hanno capito la rivoluzione industriale, i nuovi artigiani inventano servizi ad altissimo valore aggiunto, in Italia invece fanno magliette e felpe...

ilferrista ha detto...

qui si affetta la vacca da latte e conciare la pelle mentre si cerca di mungerla.
la tassazione va drasticamente spostata dal lavoro al consumo, questo spostamento drasticamente ridurrebbe l'incidenza di risorse sottratte dall'economia sommersa (e già non sarebbe un risultato disprezzabile), sposterebbe la produzione su beni durevoli anche a maggior contenuto tecnologico e la liquidità nel risparmio. darebbe sostanza al dettato costituzionale sulla commisurazione del prelievo alla capacità contributiva.
sicuramente colpirebbe l'interesse di qualche oligopolista che ben vive in rendite di posizione. ma una scelta va fatta: cambiare o affossarsi.

Anonimo ha detto...

Che ci sia da riequilibrare il sistema a livello generazionale mi sembra fuor di dubbio..
Io sono grato ai miei per le opportunità che mi hanno dato, però francamente mi sono un pò scocciato di vedere crociere e gite di ultrasettantenni mentre noi under 40 ci dibattiamo tra imprese sottoposte ad una concorrenza tremenda o piccole attività autonome con poche garanzie e prospettive incerte..
Ma un bel taglio alle pensioni (alte) e una detassazione del lavoro no?
Un prelievino una tantum sui bot?
Marco

Anonimo ha detto...

Questo mi ricorda un post di qualche settimana fà sulla possibilità di fare impresa oggi....
Io sono fatto così, non ci giro troppo intorno alle cose, ma devo dire che siamo messi male ! alla canna del gas , direbbe qualcuno.
E già, il dipendente intraprendente che si metteva in proprio e prendeva commsse dalla ditta che lo aveva formato....è stata un'epoca. Oggi non funziona più quel giochino. Fino a qualche tempo fà avevo un dipendente al quale un giorno chiesi se voleva mettersi in proprio , mi rispose con una faccia inorridita che non ci pensava manco per niente, dopo avere visto gli sbattimenti del capo (il sottoscritto) .....
Come dargli torto !?!
Già, già, fanno outsourcing in India in Cina ed in altri paesi. Li se trovano l'operaio che riposa e dorme sotto il tornio non si fanno nessun problema anzi raccontano l'episodio con ironia .....ma quando le grandi aziende venivano da me , anni fà, volevano vedere tutto perfetto altrimenti niente commesse...ed è successo più di una volta . Ma vaff....!!!
Ragazzi non sò da Voi ma qui le cose non vanno.
E' finita la festa !
Si salvi chi può !!

Francesco Cuccuini ha detto...

"[..] ormai molti pensano che sia meglio far carriera in una multinazionale che rischiare in proprio."

...magari!?!

Nemmeno in una multinazionale molti vogliono lavorare.

In Comune, in Provincia, in Regione ...il mito della PA.

:-(