Visualizzazione post con etichetta Piero Pozzoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piero Pozzoli. Mostra tutti i post

mercoledì 11 aprile 2007

Piero Pozzoli - Scritti 2

Nel 1977 Pozzoli si dimette dalla Presidenza dei Giovani Imprenditori di Confindustria in polemica con il Presidente Guido Carli che nomina il Senatore Medici Vice-presidente in rappresentanza di Montedison.

Nella lettera al Comitato Centrale dei Giovani Imprenditori Pozzoli scrive
La società italiana è a una svolta. L'ingresso del maggior partito operaio nell'area del potere può significare un positivo contributo al risanamento della società italiana anche se avviene - per varie ragioni- in modi diversi da quelli propri di tutte le società evolute del mondo occidentale.
Proprio per questo però è più che mai necessario guardarsi dal pericolo che un evento pur in sé positivo possa rappresentare un rafforzamento del sistema consociativo, che si basa sulla cooptazione piuttosto che sulla dialettica e sul confronto.
Si rafforzerebbero in questo caso i connotati di regime e si imporrebbe alle forze sociali un comportamento corporativo, per cui finirebbe con l'affermarsi una filosofia di "normalizzazione" e si tenderebbe a considerare "sovversivo" ogni atteggiamento critico. Invece di un passo avanti verso la stabilità politica, avremmo un passo indietro verso la stabilizzazione autoritaria.

Intervistato da Pier Franco Pellizzetti per "Critica liberale" nel 1978 alla domanda su cos'erano i Givani Imprenditori alla fine degli anni 60 risponde:
Un movimento moderato di destra che però finisce per essere rivoluzionario nelle sue istanze di democratizzazione e di regolamentazione alla luce del sole dei rapporti col potere politico.

poi dice circa la sua idea di progetto politico
Riferimento può essere quella componente della borghesia produttiva imprenditoriale che sta nella Confindustria, ma che non si organizza in questa, avendo coscienza di rappresentare esigenze reali di componenti più larghe: le esigenze di mobilità sociale ed economica, del riconoscimento del valore del merito e della libertà dell'individuo.

Sull'alleanza dei produttori
Continuare a battere una strada diversa significa ribadire la logica da sottosviluppo dell'attuale modello economico di regime che consuma ma non produce.

Ricordo ai più giovani che gli anni 70 sono quelli dell'esplosione del debito pubblico.
Che pochi anni dopo i favolosi anni 80 sfoceranno all'inizio degli anni 90 all'esplosione del bubbone Tangentopoli.
Certe mancate scelte di allora (sentire parlare di meritocrazia e libertà non vi suona familiare?) pesano come macigni ancora oggi sulla nostra società.

mercoledì 28 marzo 2007

Piero Pozzoli - Scritti


Sono andato a prendermi il libro, credo introvabile purtroppo (pubblicato nel 1998 dalla Associazione di La Spezia) con un pò di suoi scritti.
Tanto per capire, chi sa qualcosa della storia recente legga queste cose e le leghi all'anno in cui sono state dette. E pensate che sono state dette da uno di Confindustria, ai massimi livelli, Presidente tale Agnelli Giovanni.

Per le riforme su Industria domani - 1973
Anche le critiche più accese che mettono in discussione la buona fede dei grandi imprenditori privati italiani, che hanno spesso sommato rendite di posizione e profitti [...] hanno qualche giustificazione.

Comitato nazionale Giovani Imprenditori 1975
Sulla partecipazione in azienda e la democrazia industriale
Studiare nuove formule di gestione del personale alternative a quelle in atto che hanno portato a risultati tanto negativi da far parlare di "conflittualità patologica": la partecipazione è sicuramente una di queste vie, non certo l'unica, ma tra quelle su cui maggiormente puntare alla ricerca di un nuovo e più produttivo assetto dei rapporti interni.

Si è allargata, talvolta anche al campo privato , la prassi "privatizzare i profitti e socializzare le perdite" come la definiva Ernesto Rossi.


Santa Margherita 1975 si intitola " Partecipazioni statali : efficienza e controllo democratico"

Intervistato da Walter Tobagi (poi vittima BR) nel 1975
Una visione ideologica nuova , per cui l'azienda non viene vista come un'entità fine a se stessa, ma come un fattore sociale, un momento di apertura alla società.

Relazione al comitato Nazionale dei Giovani Imprenditori - Aprile 1976
Pozzoli è il Presidente
Il "Progetto di formazione per i responsabili dei Gruppi giovani" partiva dal riconoscimento della quasi totale assenza della "cultura industriale" nel dibattito ideologico e politico italiano. Tale assenza è da ricondurre non solo all'estraneità del pensiero cattolico e di quello marxista ai valori della società liberale ma anche alla visione chiusa con cui gli imprenditori hanno vissuto nelle loro aziende, senza mai avviare un rapporto di interazione con le strutture sociali e politiche esterne.
Il ritrovato dibattito sulla «centralità» dell'impresa e il contestuale riconoscimento che essa non rappresenta un mero istituto economico, ma un organismo sociale a cui altre forze sociali sono interessate, comporta il rafforzamento dell'associazionismo imprenditoriale e della sua capacità di rappresentare all'esterno i valori e la cultura dell'impresa ed all'interno la reale volontà e presenza di tutti gli imprenditori.
Formare le nuove leve imprenditoriali ha quindi, per noi, un duplice significato. Innanzitutto si tratta di moltiplicare il numero di quegli industriali- imprenditori con mentalità aperta all'innovazione, capaci di conduzione collegiale, interessati ai problemi dello sviluppo, coscienti di svolgere un ruolo sociale prezioso ma non gerarchico, aperti al dialogo ed al confronto con le altre componenti sociali, che danno alla nostra categoria i propri valori. In secondo luogo. ma altrettanto importante, abbiamo l'obiettivo di fornire al maggior numero di associati gli strumenti per partecipare attivamente alle scelte dell'organizzazione, insieme alla capacità di capire, affrontare e risolvere i problemi.

Conto di pubblicare altre cose.
Capito perché lo considero un maestro spirituale?

martedì 27 marzo 2007

Piero Pozzoli

Ricorre oggi il decennale della scomparsa di un grande maestro (per me), Piero Pozzoli.
Vedo solo adesso l'articolo sul Sole (pag 12).

Se oggi fosse al mondo avrebbe certo un blog, e sarebbe seguitissimo. Questo non può che essere una pallidissima immagine di quello che avrebbe potuto essere il suo.

La rotazione delle cariche, una delle cose migliori di Confindustria, nasce (anche) da sue lotte.

Ho avuto, per questioni di età, non moltissimi rapporti e poche occasioni di incontrarlo.

Da lui ho imparato e sentito tanti anni fa parole come etica e responsabilità sociale, da lui ho imparato la libertà di pensiero ed è colpa sua se un pezzo di me è Radicale (e mi sarei aspettato che se lo sarebbero ricordato).
Uno che ha inventato il convegno di Santa Margherita Ligure e nel 1970 circa "Piero Pozzoli ne fu uno degli ispiratori, si aprì sul tema "L'incidenza nel sociale dello Statuto dei lavoratori". Fu il messaggio dei Giovani di allora all'attenzione fuori "dai cancelli dell'impresa"

Signori, cappello, stiamo parlando di uno che chiedeva la quotazione in Borsa del Sole 24 ore quando la borsa era sconosciuta ai più.

Consiglio a tutti di leggere l'articolo sul Sole che ne delinea bene il profilo.