domenica 7 giugno 2009

Democrazia e partecipazione

Vivo, per scelta, in un piccolissimo paese.
L'idea era di far crescere i figli in un ambiente più rilassato di quello delle grandi città.

Oggi abbiamo le elezioni amministrative. Sono andato a votare perché lo considero un dovere.
Ma non ho votato nessuna delle liste presenti sulla scheda, annullandola.
Ci ho pensato molto. Ma non sono proprio riuscito a superare lo schifo.

Da solo mi dico. perché?
Non è nel mio stile, sono un fautore della partecipazione.
Qualcuno si chiederà: e allora perché non ti metti in gioco tu?
Intanto perché non me l'hanno chiesto e poi per le mie precedenti esperienze.
La vita mia ha portato, per posizioni ricoperte, anche a essere in contatto con la politica a vari livelli. E ho scoperto che non fa per me.
Perché gli elettori (soprattutto nelle amministrative, ma in genere) non vogliono il bene comune vogliono qualcosa per loro.
Ne ho avuto varie prove. Stando a contatto con i politici sentivo (o dovevo fare da tramite come rappresentante di categoria) le richieste che ricevevano.

Un esempio: volevo fare una battaglia per la diminuzione dei comuni, con l'eliminazione dei piccolissimi comuni. Fui fermato perché i miei colleghi mi dissero che preferivano avere a che fare con il piccolo comune (dove anche l'azienda da 20 persone è realtà di rilievo) che con comuni più grandi dove le loro istanze sarebbero state meno forti.

Insomma la verità è che ci troviamo i politici che ci meritiamo. Intrallazzatori o idealisti lontani dal mondo reale. E spesso, se ce la fanno, gli idealisti, appena eletti, si trasformano in intrallazzatori della peggior specie.

Per non parlare poi di una campagna elettorale per le europee (almeno il nostro Presidente Marcegaglia lo dice chiaro che ci fa schifo) ormai trasformata in qualcosa più vicino al tifo calcistico che a un confronto di idee. Qualcuno ha sentito parlare di strategie per l'Europa del futuro? Io no, spero di essere stato solo distratto.

Che fare? Non lo so, risvegliare la coscienza civile dei cittadini non è facile. Conta più che il sindaco trasformi la loro area da agricola ad edificabile che non che dia servizi decenti per le madri che lavorano o per gli anziani.
Spesso ho la forte impressione che invidie, ripicche, questioni personali siano molto molto più importanti del merito, del portare persone che siano in grado di fornire il loro contributo al bene comune.

La meritocrazia la vogliamo a parole. Nei fatti no.

Purtroppo.

8 commenti:

La Valigia Delle Idee ha detto...

Sono d'accordo su tutto.
"Noi" non vogliamo il vero bene comune. Vogliamo il bene per ognuno di noi. E se succede che coincide con quello di un altro, bene, ci mettiamo insieme. Altrimenti ognuno per conto suo.
E come dicevo poco fa altrove, la meritocrazia è da tutti richiesta solo perchè, invidiosamente, siamo convinti di meritare di più rispetto al vicino. Il quale, sempre secondo noi, ha sicuramente imbrogliato, aggirato le regole, se è arrivato lì.
Chiudo qui, vado a votare anch'io.

danilo ha detto...

Gia',è esattamente cosi'.Nei piccoli centri la politica serve solo per "ingrassarsi".Punto.
Per la cronaca:Non ho votato.

Dottore Commercialista Milano ha detto...

quante energie sta sprecando questa nostra democrazia.

condivido il post, ma che tritezza...

Francesco Cuccuini ha detto...

Condivido,
...mio malgrado ma condivido.

:-)

Anonimo ha detto...

Un post molto amaro.
Quello che più mi ha impressionato (In negativo) è stata la totale mancanza di confronto sull'Europa. Non se n'è proprio parlato.
Il prevalere dell'interesse "particolare" su quello generale è ormai una prassi (purtroppo) consolidata.
Tipica di un paese che comunque sta bene (Almeno economicamente).
Solo nei momenti veramente duri, dove bisogna mettersi in gioco tutti come sistema, si dà importanza all'interesse generale.
Altrimenti ognuno guarda al suo orto.

Anonimo ha detto...

Concordo in toto.
Io non ho votato, però ho fatto lo scrutatore.

P.S

duca ha detto...

E' un po' di tempo che scrivi cose che potrei scrivere io tanto la pensiamo allo stesso modo......parola per parola. La mia esperienza è la stessa. Pere mia natura cerco però di essere positivo e di formulare idee o proposte. Per questo dico che è meglio il grande (satati nazionali, grandi regioni o grandi comuni) Il politico deve essere staccato dalle piccole questioncine di tutti i giorni e poter lavorare almeno parzialmente in chiave strategica. Certo anche le grandi istituzioni subiscono la lobby delle grandi istituzioni......ma sono almeno scollegate dal continuo assalto alla diligenza che avviene nei comuni, nelle provincie e nelle piccole regioni.

Mauro ha detto...

Condivido in pieno, sono anch'io assolutamente convinto che abbiamo i politici che ci meritiamo.