lunedì 7 settembre 2009

Mercato selvaggio

Premessa: sono contrario al protezionismo e per il libero mercato. Esportiamo il 90% della nostra produzione, non può che essere così, il protezionismo porta protezionismo e meno crescita del mercato.

Il mio post "notti in bianco" ha suscitato un buon dibattito, d'altra parte è un periodo difficile e moltissimi sono sensibili all'argomento.

Per puntualizzare meglio la mia posizione, non sono affatto contro il mercato, i cinesi li abbiamo, come concorrenti, da ormai quasi dieci anni e ce la siamo cavata. Prima di loro ci provarono i giapponesi e coi tedeschi è sempre un bel testa a testa.

Ma vendere dei cloni, con l'inganno, non è concorrenza, è truffa.
E' posizionarsi come un parassita su un'altra azienda e sfruttarne il lavoro.

I blogger sono gente strana, insorgono per una frase rubata, per un mancato link ad un originale, si scandalizzano per blog che riportano post di altri senza citare l'originale.
Quasi tutti hanno le foto in flickr non in creative commons ma in copyright.
Materiale che, certo, implica parecchio lavoro intellettuale, esperienza ecc ma alla fine pochi costi. Si predica la condivisione poi però "le mie idee sono mie".

Poi ti lamenti che ti copiano un prodotto, dietro al quale ci sono milioni di euro di investimenti in marketing e ricerca e sviluppo, 40 anni di lavoro e ti dicono "è il mercato baby perché non lo accetti?"
Ma io vivo di e nel mercato, non vivo in ambiente protetto. Ma che la mia reputazione venga rovinata da questi poco di buono se permettete mi fa incazzare come una bestia.


Poi leggi "rispondo di primo acchito, non me ne vogliate,alle possibili implicazioni penso dopo. vabbe' ma se la panda la fanno a Tichy o a Pechino a me che me ne viene?"
Ma infatti della enorme fabbrica cinese senza regole e con personale schiavizzato i consumatori hanno approfittato. La bassa inflazione deriva anche da quello.
E nessuno si pone il problema di dove è fatto, "è il mercato" come hanno detto molti.
Vero, assolutamente vero, ma allora il mercato deve valere per tutto, se è ininfluente come consumatore il dove è fatto poi non si può poi inveire contro gli industriali che chiudono le fabbriche qui per spostarle altrove. Non si può mostrare solidarietà a chi resta senza lavoro. Andate da loro a dirgli "è il mercato baby", spiegatelo voi ai loro figli e alle loro famiglie.
Non lamentatevi se il lavoro non si trova e quando si trova è sottopagato o stagionale o precario, è il mercato baby.

Noi con questa storia possiamo anche (sgratt sgratt) chiudere. Poco male per quasi tutti.
Importerà alla sessantina di persone che lavorano qui, agli altri cinquanta o giù di lì dell'indotto, ai fornitori di merci e anche quelli di servizi, basta pubblicità, sito, consulenze ecc ecc, ai nostri distributori e ai loro dipendenti.
Però, visto che malcontato versiamo tra azienda, dipendenti e personale un milione e mezzo di tasse pretenderei che siano anche ridotte le spese dello stato per tale importo. Licenziando quelle venti o trenta persone che manteniamo.
Tanto lavoro ce n'è possiamo sempre diventare tutti commessi di un enorme centro commerciale di merce fatta in Cina. O fare una bella internet company e vendere i nostri servizi a, a... vabbé, alle implicazioni ci pensiamo dopo.

21 commenti:

Pier Luca ha detto...

Immagino tu abbia letto quest'estate i post fatti sui costi del low cost e la mia opinione sui modelli di business "free". Condivido troppo spesso non si pensa alle implicazioni. I blogger non sono una categoria e come in tutte le generalizzazioni ricade l'ingenuto ed il truffaldino.
Un abbraccio.....sincero :-)
PLuca

L'imprenditore ha detto...

Certo che le generalizzazioni, in quanto tali, non sono mai "corrette" (sono un blogger cc io stesso per esempio).
Ma si sa che quando si scrive per forza un po' di generalizzazione va fatta o ci si perde nei ghirigori. E poi lo sai che mi piace provocare.

Matteo ha detto...

Condivido quai integralmente il post.
L'unica cosa che mi sento di consigliare: un'azienda di servizi adesso? Naaa

IvanCrema ha detto...

Sono completamente d'accordo con la tua premessa; un po' meno col prosieguo del post.
A parte il discorso (digressione?) sui blogger incoerenti.
Certo, i cloni fanno girare i c...oni, ma teniamo presente che si clona l'estetica, l'aspetto esteriore, la qualità dell'oggetto, che sia un'auto o una sega a nastro, è fatta da tutto il resto e qui se la gioca il mercato, cioè se sembra la Panda, ma poi non ha la stessa affidabilità, consuma di più e non frena, beh se ne venderanno ben poche, anche se ci assomiglia tanto; idem per la segatrice, la saldatrice ecc.
La concorrenza si fa davvero sleale, ai limiti della truffa, se il prezzo è pari al 30% dell'originale, perchè allora chissenefrega se dura la metà, ne compro 3 e mi avanzano ancora dei soldi. Sleale perchè quei prezzi sono possibili grazie a metodi di produzione che non considerano i rischi e la salute dei lavoratori, che non garantiscono procedure di qualità (traceability, ricambistica ecc.), che sfruttano i lavoratori, che utilizzano macchinari non a norma e ambienti insalubri. Mentre noi qui nel veccho mondo, se solo spostiamo un estintore dal suo cartello rischiamo un multone e il fermo dell'attività. Dobbiamo sottostare a norme e regolamentazioni spesso giuste ma quasi sempre esagerate ed arzigogolate. Abbiamo costi fiscali assurdi.
Quindi la strada da intraprendere, e subito, se si vuol recuperare competitività, passa attraverso semplificazione legislativa e riduzione del carico fiscale. Meno regole e più mercato.

Woman ha detto...

Come si dice nel mondo 2.0 "like" a tutto cio' che scrivi.
E' quando non si gioca a carte pari che allora ci si arrabbia della sconfitta.
Quando in Italia ci uccidono con le "tasse silenti" (leggi: normative di sicurezza, conai e compagnia briscola, direttive macchine, dogane, brevetti etc etc ...) che invece non sono sulle spalle dei nostri avversari cinesi.
E poi entra sul ring l'etica, beh, questa grande sconosciuta... purtroppo c'e' (e sono tanti) chi compra il prodotto cinese solo perche' costa poco poi non si preoccupa del fatto che magari usano vernici cancerogene o bambini di 6 anni per produrlo... come dici tu "e' il mercato baby" preferisco foderarmi gli occhi di prosciutto e dare i miei soldi a quegli strozzini tiranni piuttosto che a te Imprenditore.
Oppure Clienti che comprano la macchina cinese e tu gli fai notare la scarsa qualita', il fatto che non ha protezioni, il fatto che il telaio si piega e la macchina gira per la fabbrica ad un ritrmo che anche Kledi invidia ... e la risposta e' "si ma l'ho pagata poco, quindi va' bene cosi' "
Mentre da te pretendono che anche l'interno delle carterature sia perfetto....
E chiudo qui se no divento antipatica. Cmq il tutto per dire che non posso che essere d'accordo.

Dottore Commercialista Milano ha detto...

in italia il mercato è ancora una entità astratta, distorta da anni di comunismo e dottrina sociale.

il mercato è fatto da leggi (poche) e regole (coerenti). ma soprattutto è fatto da responsabilità e rispetto.

quoto tutto ovviamente.
difficile che questo venga percepito.
c'è spesso un effetto invidia che non consente valutazioni corrette.

nessuno comprende che le lotte sindacali non si dovrebbero fare in italia, ma in cina. perchè altrimenti si rischia che sia le condizioni dei lavoratori cinesi ad essere importate in italia, non viceversa.

è un pò provocatorio ma temo sia corretto.

L'imprenditore ha detto...

@ivan la digressione sui blogger è una provocazione.

visto che poi molta della conversazione la facciamo su FF.

Ed è una provocazione per cercare di dimostrare come diceva un comico che "son tutti bulicci (omosessuali) col culo degli altri" ;-)

E il problema dei cloni è che spesso, per il mercato in cui siamo noi, uno compera una panda pensando che sia la panda originale e poi si trova un cesso che non va e dà la colpa alla Fiat.
Se lo fa scientemente (sapendo di comperare una copia) cazzi suoi se poi non va.
Se compri una gucci da un marocchino in spiaggia sai che è una copia ma se un negozio in centro a Milano ti rifila una copia la cosa è ben diversa, non credi?
Si rompe il manico, vai da Gucci a farla riparare e ti dicono "è una copia" (successo, non a me, ma successo) voglio vedere se non ti incazzi.

O invece magari si rompe e dici "Gucci fa roba di merda, non ne compero più. Ecco lì sta il problema.

Anonimo ha detto...

QUOTE - Non si può mostrare solidarietà a chi resta senza lavoro. Andate da loro a dirgli "è il mercato baby", spiegatelo voi ai loro figli e alle loro famiglie.
Non lamentatevi se il lavoro non si trova e quando si trova è sottopagato o stagionale o precario, è il mercato baby..."

Sono abituato prima di dire una parola a viverla sulla mia pelle, forse mi hai confuso con qualche para-statale semi invidioso che gode delle difficoltà in cui annaspa una buona parte della classe (pseudo) imprenditoriale italiana.. invece non dovrò spostarmi tanto per parlare a chi perde il lavoro o a chi soffre di una ingiusta concorrenza, perchè sono dentro a questo fottutto mercato che ogni giorno cerchiamo di digerire a fatica e da oltre un anno si combatte colpo su colpo per mantenere i posti di lavoro e la baracca in linea di galleggiamento..
Sò bene che tra due/tre/sei mesi potrei essere in mezzo a una strada, ma in fondo la strada intesa come bivio, come scelta non mi dispiace, non ho rate da pagare per l' I-phone, il plasma o il viaggio di nozze, cerco di fare il passo secondo la gamba e provo ad andare incontro al futuro con un minimo di fiducia..
Voglio però sottolineare un passaggio trascurato che era un pò il senso del mio intervento, ossia che abbiamo ancora molti punti di vantaggio su chi entra sul mercato facendo leva fondamentalmente sul prezzo e sul mancato rispetto dei requisiti minimi di tutela del lavoro (salute, ambiente e previdenza). Da "imprenditore" questo è ciò che mi interessa, e mi dispiace che invece tu ritenga che contro un cinese "non c'è storia"..
Perchè allora Della Valle continua a stravendere le sue Tod's e non viene annientato da chi fa le "Hog's" a Zhuji? Perchè i tuoi clienti dovrebbero abbandonarti solo perchè un cinese fa un -20 sul tuo listino? Servizio, affidabilità, aziende modello che rispettano ambiente e lavoratori non sono monete ugualmente spendibili sul mercato? Eppoi l'amico cinese sarà in grado di garantire lo sviluppo della prossima macchina, l'innovazione, la ricerca?
Ti rinnovo il mio incoraggiamentoo e la mia solidarietà, un pò di spiaciuto per averti aumentato .. l'arrabbiatura, ma per i pensieri che ho trovato espressi su queto blog resto fermante convinto che tu sia tra quelli che "ce la possono fare", toccandosi tutto il toccabile..
Marco

L'imprenditore ha detto...

@marco
non ce l'avevo con nessuno in particolare.
E stiamo prendendo le nostre contromosse.
Lo so che non conta solo il prezzo (siamo cari da sempre) ma in periodi di vacche magre come queste l'impatto di queste cose è difficilmente misurabile.

mi spiace che chi dovrebbe lottare noi sulle copie (i governi) non lo fa.

E se fossi pessimista non farei questo mestiere. Però le balle girano lo stesso.

PS proprio sicuro che Della Valle combatta i cinesi producendo in Italia al 100% come faccio io? Io non ci scommetterei ;-)

Fabrizio ha detto...

Purtroppo l'unico rimedio ai cloni cinesi è il brevetto cinese (altra tassa occulta), funziona, ma ovviamente richiede molto tempo e intanto il danno d'immagine è fatto.

Io però eviterei le generalizzazioni, in Cina non serve far lavorare i bambini o frustare gli operai, i costi (tutti, manodopera, affitti, energia, nessuno escluso) sono troppo bassi per poter competere. Potrei citarti il caso di un prodotto molto più semplice del vostro in cui si è scoperto che i cloni erano stati commissionati da un cliente italiano, poi ovviamente il fornitore cinese ha ben pensato di venderli per conto suo in giro per il pianeta.

Loste ha detto...

Vivo quello che racconti da manager di un gruppo di quasi cinquemila persone di cui tremila in Cina. Siamo noi la causa di tutto: noi consumatori. Il nostro senso di "avere" ci costringe a possedere per status ma non siamo disposti a pagare per una manodopera italiana. Col cavolo che Della Valle produce tutto in Italia ... e poi tranquilli che ha ancora un paio di cento punti di margine da giocarsi, senza mettere in crisi il suo Ebit :)

IvanCrema ha detto...

@tenutario
Se la borsa Gucci te la vende il negozio in centro, spacciandotela per autentica, il problema non è il clone, ma il commerciante (probabilmente italiano e non cinese); problema di onestà, non di concorrenza.
Il problema è: chi certifica che (ad es.) la marcatura CE sui beni cinesi non sia soltanto un bollino appiccicato?
Perchè in Cina si può produrre senza difficoltà quali (alcune doverose, altre meno) la 626 (o nuovo TU), i certificati prevenzione incendi, i libri del lavoro, degli infortuni ecc?
Chi spiega ai nostri governanti che IRES+IRAP+INPS+INAIL+StudiDiSettore fanno cassa nel breve, ma alla lunga strangolano le imprese e quindi riducono il gettito aumentando inoltre i costi sociali?
Perchè a me sta bene combattere sullo stesso mercato contro tutti, ma se io ho un taglierino e gli altri una mitragliatrice, indovinate chi ci resta secco?

Anonimo ha detto...

....Della Valle produce in Cina come tutti , o quasi, gli altri. Lo hanno pizzicato e sputtanato in una trasmissione tv.....ma lui continua a dire il contrario e a fare buon viso a cattivo gioco......un pò comincia a starmi sul c...

Gli ultimi post sono "caldi", forse come l'autunno che ci aspetta. Noto che qualcuno "si infervora"..
Non la vedo una cosa negativa, è l'uomo che si ribella alla condizione in cui è costretto.

Settembre è iniziato da un pò. Il lavoro è più o meno schiacciato sugli stessi livelli di Luglio.
Intanto alla tv tutti sono ottimisti e pare che questa volta si stia uscendo veramente dalla crisi. Ma se uscire dalla crisi vuol dire tornare alla crisi precedente , quella iniziata nel 2001 o giù di lì, non capisco cosa diavolo ci sia da stare euforici, e siccome a quanto dicono neanche torneremo a quei livelli, allora proprio non comprendo.....

Caro Imprenditore (collega) se ti clonano le tue macchine sono cazzi tuoi. E' il mercato baby !
E' da tempo che prèdico che in questo modo non possiamo andare avanti.
Cosa facciamo ? Aspettiamo, come diceva qualcuno 6/7 anni fà, che anche i cinesi e i loro cugini comincino a reclamare diritti e salari da vecchio mondo ? Col caxxo ! Giù botte a chi tenta di alzare la testa, e dopo le botte torni a zappare la terra.
La Cina è un paese che miscela sapientemente tradizione e autoritarismo comunista con il moderno capitalismo.....insomma vuole la botte piena e...

Io ho messo sù una azienda per nutrire le mie idee, le mie ambizioni, cercare di vivere meglio, far vivere meglio la mia famiglia e pensare magari anche a chi verrà dopo, ma sono già diversi anni che più che galleggiare e pararmi il posteriore non riesco a fare.

E' una lotta impari, non ha senso combattere con queste regole (sento che potrebbe venirmi l'ulcera "trifolata" !).

Sono dell'avviso che le cose, per molti, non miglioreranno.

Passata, forse, la bufera ci sarà una maggiore attitudine al risparmio che unita alla minore propensione delle banche a dare credito avrà come effetto ultimo quello di decimare chi è oggi alla canna del gas o ci si approssima (chiamala selezione naturale se vuoi).

Forse sono uscito dal seminato...ma tanto vale..
GG

duca ha detto...

Ciao Amico. Completamente d'accordo, ma proviamo a dire cosa si potrebbe fare:
Premetto che quando Germania e Italia perdono un 6% di PIL io dico che siamo entrati in una economia di guerra e quindi per questo e perchè siamo su un Blog non andrò tanto per il sottile:
1) Mandare a fan........i burocrati Europei che ingrassano, ci costano e non ci aiutano mai (io li conosco bene)
2) Rinegoziare il WTO con i BRIC
3) Partecipare a tutti i consessi internazionali con il coltello tra i denti e chiedere sempre contropartite a tutte le nostre concessioni.
Se tutto questo non basta o è impossibile. Uscire dall'euro, svalutare del 40% o più e se qualcuno brontola mandarlo a quel paese. Molti dicono che l'euro è intaccabile e ci ha salvati. E' una palla. Il debitore di ultima istanza è lo stato Italiano non la BCE o la UE. Siamo noi che garantiamo i nostri BOT e BTP e non la BCE. E ora con il Giappone che ha uno stock di debito del 170% e con gli USA che in un anno aumentano il debito del 12% sul PIL e hanno le famiglie indebitate per un 130% del PIL noi siamo degli ottimi creditori.
Con un debito del 115% e uno stock di debito delle famiglie inferiore al 50% del PIL......l'Italia è quasi virtuosa.
Spero di essermi spiegato.
Duca

duca ha detto...

naturalmente volevo dire che siamo degli Ottimi debitori (non creditori)

Anonimo ha detto...

@ Duca

Concordo quanto da tè detto.
Da dove cominciamo ?
GG

Mike ha detto...

L'economia cinese e` sovvenzionata dal governo cinese, che comunque mantiene un fortissimo controllo su di essa. Queste sovvenzioni hanno attirato per primi gli imprenditori che han pensato bene di spostare la produzione li`, come del resto in Romania, Turchia ed altri paesi emergenti perche` nel breve ci guadaganavano. Non sono io che come consumatore ha chiesto che la batteria del mio telefono sia fatta in Cina, od il telefono stesso in Ungheria.
Per il banchetto dei cinesi al mercato che vendono i pantaloni Wang Li e Lin Shu puo` starmi bene il discorso del consumatore che cerca gli oggetti a basso costo, ma quando invece si scopre che la borsa di Bottega Veneta la fanno i cinesi, e la si e` pagata trenta volte la borsa del mercato il discorso è differente. Per non parlare poi del mondo dell'elettronica di consumo, in cui molti marchi blasonati sono solo la rete di vendita e la serigrafia su oggetti progettati, sviluppati e costruiti da sconosciute fabbriche cinesi.
O turche, Vestel dice niente a nessuno?, le quali magari riescono a sfornare prodotti di qualita`, anche se magari non di alta gamma.

A questo punto ci si pensa un po' e magari se si vuole comprare la bici da corsa si prende una Giant, fatta a Taiwan, che una "italaina" Bianchi, che per costi viene in realta` fatta in Cina. (E comunque pare che con le Giant se uno ha abbastanza manico ci riesca a vincere il Giro d'Italia...)

am ha detto...

''rispondo di primo acchito, non me ne vogliate,alle possibili implicazioni penso dopo. vabbe' ma se la panda la fanno a Tichy o a Pechino a me che me ne viene?"
l'autore della frase incriminata sono io .
L'avevo scritta di getto,tipo quando si risponde alle cose senza pensarci, però le avvertenze le avevo messe!
Sapete il tutto mi era venuto pensando alla parte di processo FIAT che conosco e al mio impatto con Torino.
Che dire: le sospensioni penso le facciano in brasil(e vi risparmio i musi lunghi in magneti marelli), i motori, bah , ci avranno pensato ingegneri di tutte le nazionalità di ditte di consulenza straniere .
se non sbaglio il powertrain lo fanno ancora a TO e...
Più che marchio italiano certe cose mi sembra che oramai siano proprietà intellettuale di tutto il mondo!
e poi che dire delle condizioni di schiavismo? essere chiamato alle 23
per sentirsi dire che domani o vieni o sei in cassa? e se per ricatto devi iniziare a fare lo straordinario gratis,e se ti segano i tetti in ethernit mentre tu sotto fai pausa caffè?
Che poi uno pensa alla cina, ma perchè se ti porta via il lavoro un consulente tunisino che costa 7 euro o un indiano dite che è diverso (ah già io ne costo 50 ma ne prendo 6.5netti con laurea)?
Che poi me lo spiegereste il senso di assumere tonnellate di consulenti, perchè ancora non l'ho mica capito.
E poi in fin dei conti anche questi cinesi qualcosa sapranno pur fare no?.

Scusate lo sfogo convulso ma il mio commento non era certo un commento per dire ''è il mercato baby!'anzi mi dispiace che sia stato visto in questo modo: avevo pensato che somigliasse di più a ''si chiude il recinto dopo che i buoi son scappati 10 anni fa''.

Si fa un gran parlare di questi tempi di dove si sta andando, se si è puntato troppo sul subito e poco sul dopo,se il petrolio finisce o ci salveranno i pannelli solari, se chi ci comanda continuerà a fare il caprone oppure no : bo.
Però so che della mia professionalità non gliene importa niente a nessuno .
e ora accanitevi pure,e se converrete che sono un fesso, beh almeno vi avrò allietato la giornata.

Superciccia ha detto...

Io ho adottato una tecnica che da economista penso funzioni.
pago poco quello che vale poco (ed è stato prodotto con poco) e spendo tanto per cose di valore.
Ad esempio. Non pago una Fiat come una macchina tedesca, visto che metà produzione è fatta all'estero.
Noi siamo l'unico paese al mondo in cui a prender le nostre auto non risparmiamo nulla.
Imbecille è chi compra Una fiat allora.
Iniziamo a Punire chi cerca di fotterci. Compro prodotti cinese? Sì. Pochi e spendo poco. Compro prodotti Italiani? Sì. E cerco di informarmi sulla filiera, che sia Made In Italy davvero.
Sono stanza di esser presa in giro e sono stanca della gente che mi sta attorno che per pigrizia mentale vive a 90.
Se vi va di leggermi(specie al padrone di casa)
http://blog.libero.it/Hitlerina/
Il mio blg è meno serio

Mauro R. ha detto...

Protezionismo tout-court...ok sì, ci andrei con i piedi di piombo. Ma ad un protezionismo intelligente applicato ad alcune realtà "scorrette"...beh quello sì. Penalizzare tutti quei mercati con il quale non è possibile competere per OVVI fattori anche, tra l'altro, per niente etici (sfruttamento, come ben tu scrivi). Ma sì, sognare non costa niente. Almeno per il momento. Ma l'incazzatura di certo costa...pure un po' di salute.

Anonimo ha detto...

Non trovo logico "accusare" qualcuno di produrre in Cina.

Ognuno produce dove gli conviene. Chiaramente.

Quindi, quello di cui ci si dovrebbe preoccupare é di rendere l´Italia un paese dove conviene fare qualcosa.