venerdì 12 agosto 2011

Cià dai, fuori dalle balle

Patrimoniale (il bollo sui conti titoli altro non è).
Altre tasse sui redditi, oltre a quelle sui consumi tipo benzina.
Leggi protezionistiche (libri e ordini).
Aumento tasse attraverso la diminuzione delle detrazioni.

A questo punto meglio torni la sinistra, aumenta le tasse ma almeno non mi devo sopportare quel pagliaccio di Berlusconi (ormai vedrei bene Macario ad interpretarlo) e la sua banda di ladri di galline.
E anche Bossi è ora che si tolga di torno, ormai è più romano di molti romani (e non per offendere i romani, ma per seguire i suoi sragionamenti).
 

venerdì 22 luglio 2011

Di chi la colpa

Ho il massimo rispetto per la sicurezza sul lavoro e sono un maniaco in azienda di queste cose.
E considero ogni piccolo incidente che avviene nelle aziende una sconfitta di tutti.

Però bisognerebbe, ogni tanto, con il massimo rispetto per chi subisce gli incidenti, cercare anche di vedere di chi sono le responsabilità.

Leggo oggi sul Corriere della Sera di 4 morti sul lavoro.
Molti, troppi.

Poi leggo l'articolo e 3 su 4 sono incidenti dovuti alla persona che è deceduta: incidenti di guida per una caduta con un camion in un precipizio, per essere andato a sbattere con un muletto (e sapeste quante volte si richiamano i mulettisti per velocità non adeguate al contesto) e uno per il solito ribaltamento col trattore, evidentemente vecchio visto che tutti i nuovi hanno la struttura antiribaltamento (ma poi vanno tenute le cinture di sicurezza).

Il quarto caso è qualcosa che nessuna azienda potrà mai evitare, se la procedura di sicurezza prevede che per effettuare manutenzione va staccata la corrente (e così è per ogni macchinario) se chi interviene non lo fa come può l'azienda tutelarlo?
Se poi arriva il collega e fa partire la macchina senza controllare ancora peggio.

Insomma il problema esiste, ed è molto grave, ma occorre che tutti, per primi i lavoratori (e l'azienda attraverso prevenzione e formazione) lavorino con un occhio alla sicurezza.
Perché questa è una battaglia che va combattuta tutti assieme e non con le contrapposizioni.

mercoledì 13 luglio 2011

Non capisco (o capisco troppo bene)

Allora la manovra prevedeva una certa serie di misure (se ne è già scritto ampiamente di quanto sia poco incisiva e coraggiosa, inutile stare a ripetere).
Non prevedevano praticamente (al solito) tagli alla spesa pubblica.
Leggendo le notizie che escono oggi:
no all'imposta di bollo per chi ha solo titoli di stato (solo gli italiani? tutti? Boh) Limitando a quattro gatti i colpiti.
imposta di bollo progressiva per i piccoli rapporti
allentamento del blocco delle pensioni
no agli ammortamenti lunghi per le concessioni

Cosa rimane?


E qualcuno, slogan a parte, mi spiega prima o poi cosa vuole dire "tassazione delle rendite"?
Più rendita dei BOT cosa c'è? Ma non si possono tassare o aumenta il costo per lo stato.
La mitica patrimoniale? (che colpirebbe il ceto medio?) Qui e qui.

Slogan, slogan, slogan
Fumo, fumo, fumo

Arrosto poco, come sempre.

Certo è che arriveranno nuove tasse. E il sottobosco continuerà a prosperare.

domenica 10 luglio 2011

prima che sia troppo tardi



Ultimamente, a parte rari casi, i SN stanno causandomi forti delusioni, e, diciamolo, giramenti di palle.

Sono tutto sommato abbastanza stufo di gente (ripeto, non tutti) che sragiona a senso unico, capacità di confronto zero ecc ecc.
C'era già il bar per incontrare gente così, e li sento spesso, allontanandomi, quando attaccano a parlare di calcio.

Per evitare di arrivare a certe situazioni difficili meglio mi tenga alla larga per un po'.

martedì 21 giugno 2011

Suffragio universale

Sono convinto che tutto sia già stato scritto, commentavo poco fa che bastava leggere Esopo, con la cicala e la Formica per sapere tutto della Grecia.

E un'altra cosa mi fa pensare alla democrazia, al suffragio universale, alla politica e ai giudici.

Ponzio Pilato e il popolo che deve scegliere democraticamente tra Gesù e Barabba.

Siamo destinati a ripetere gli errori dei nostri avi.

martedì 7 giugno 2011

#tenetedebiase

A parole tutto il mondo dice che in Italia ci vuole più innovazione, più ricerca, più applicazione di nuove tecnologie ecc ecc con relativa cultura del fare.

Pochi hanno tenuta l'altra l'attenzione su queste cose negli ultimi anni come Nòva del Sole 24 Ore. Credo, evidenziandolo, di non fare torti a nessuno, non fosse altro per la diffusione su uno dei maggiori quotidiani.
Tra l'altro con un target "giusto" perché almeno il sole spero che i miei colleghi lo sfoglino.

Ora pare che Nòva cambierà responsabile e contemporaneamente forma, diventando uno dei mille promozionifici pieni di marchette sui gadget.
E credo che la inevitabile conseguenza sia l'abbandono di Luca De Biase (giustamente).

Certo, dal punto di vista inserzionistico potrebbe essere più redditizio.
Certo, il Sole è una società quotata e deve fare profitto.

Ma poi al prossimo che mi dice che in Italia ci vuole più cultura dell'innovazione sul Sole poi sputo in faccia.

NB tutto è basato su indiscrezioni, ma le campagne si fanno quando è il momento.
Sarò la persona più felice del mondo se mi dovrà rimangiare il tutto.

Edit delle 19.00 del 7/6/11
La notizia del cambiamento è confermata.
Qui il post di Luca De Biase sul tema.

Giudicheremo dai risultati

Arrivano i barbari (i privati) - Referendum acqua/2

Prendo spunto da un commento al post precedente.
Che mi dice quanta confusione, ignoranza ed ideologia ci sia nei referendum di domenica prossima.

Certo anche la signora Gina ci mette tutta l'ideologia di cui è capace.
Ma leggere "Solo che per privatizzazione in Italia a me viene in mente Telecom, con tutto il brutto che posso pensare" mi fa cadere dalla sedia.
Intanto la privatizzazione della Telecom fu fatta da gente che oggi è schierata per il si al referendum.
Ma soprattutto non c'entra nulla.
Al limite potremmo discutere sulle Autostrade andate ai rentier Benetton, che poi non hanno fatto il previsto piano di investimenti (ma chiedono continui aumenti tariffari).

Qui non si tratta di "privatizzare l'acqua" lo hanno detto in 100.000 ad un popolo che sembra sordo e guidato solo dalla ideologia e, come un cane rabbioso, dal mordere ancora Berlusconi.
L'acqua è e resta un bene pubblico. 

Qui si tratta, per il primo quesito, di restituire alle nostre fantastiche ed efficienti conglomerate comunali TUTTI i servizi.
Senza più gare.
Mentre oggi se non altro le società comunali devono partecipare ad una gara, è già successo per elettricità e trasporti, anche se magari non ci avete fatto caso.
Quindi, probabilmente anche senza il referendum alla fine ci troveremmo il "pubblico" a gestire l'acqua. Come oggi spesso gestisce elettricità, gas e trasporti.
Ma almeno ha degli standard di servizio da rispettare, e non lo fa "a prescindere".

Poi vorrei ricordare che non si paga l'acqua, ma il servizio di trasporto e depurazione.
Per chi non volesse pagare l'acqua ci sono comode fonti e fontanelle libere presso le quali approvvigionarsi senza problemi.
Non a caso per le aziende il costo maggiore è sulla depurazione non sull'acqua.

E non mi pare che il pubblico abbia dato prova di grande efficienza, mi pare di ricordare che Milano abbia avuto il depuratore solo sotto Albertini.

Insomma la cecità che fa vedere nel "privato" i barbari e il male, ottenebra le menti e a guardarmi in giro a nulla valgono gli appelli di chi non credo sia accusabile di connivenza con il nemico, o il fatto che (l'Italia è il paese del ridicolo) in pratica Bersani sia favorevole ad un referendum che abroga leggi fatte da lui.
Ma veramente, credete se non a me a a gente di sinistra, il primo quesito "acqua" sarebbe un enorme passo indietro del paese ridando enormi poteri alla politica.
Il secondo alla fine è solo un referendum che decide se il prezzo va pagato attraverso le tariffe (chi consuma paga) o attraverso la tassazione generale o i disservizi per mancati investimenti.

Tra l'altro parlando con amici, i racconti di aree in cui erano partiti gli ATO (pubblici eh) sono la cosa veramente spaventosa.
Costo per le aziende raddoppiato, per i privati +50% e in compenso i soliti politici a governare appalti per centinaia di milioni, non so se mi spiego.


Se si raggiungerà il quorum sul nucleare farà molto la paura e resteremo schiavi di Russia, Algeria e Libia con il loro gas o delle centrali nucleari piazzate a quattro passi in Francia o Slovenia.


Per il quarto credo si vada verso il 98% dei si, ma intanto uscirà un'altra legge ad personam.

sabato 4 giugno 2011

Referendum acqua

Come nessuno sa la vittoria dei SI nei referendum sull'acqua, colpirebbe non solo l'acqua ma tutti i servizi che sono stati assegnati con gara (rifiuti, trasporti ecc), tra l'altro spesso vinte dalle stesse municipalizzate.
Mi piacerebbe anche capire cosa succede alle società multiutilities quotate, che perderebbero molto del loro valore (per la serie fatti di chi le ha comperate e dei comuni che sono ancora azionisti).


Per ragioni lunghe da spiegare mi sono trovato, per una fase della mia vita, anche in CdA di una di queste aziende spa semipubbliche.
L'esperienza è stata abbastanza traumatica.
Io sono arrivato bello carico e voglioso di portare un po' di capacità di gestione, ottimizzazione e servizio proveniente dal settore privato.

Partito con le mie cose dopo poco mi hanno fermato, e mi hanno detto che non avevo capito.
Il nostro compito non era certo quello di ottimizzare la gestione, di dare un servizio all'utente.
Il nostro compito era rispettare il contratto di servizio. Basta.
Se quello facevamo sarebbero arrivati i soldi. Se no no. E ottimizzare una qualsiasi cosa poteva volere dire non rispettare il contratto.
Insomma gestione e servizio al cliente? Chissenefrega tanto paga il comune.

E non a caso oggi che l'acqua è pubblica, per chi ce l'ha (perché vorrei ricordare che non tutti la ricevono regolarmente) il servizio è così eccellente che siamo i più grandi consumatori di acqua minerale (che ha enormi costi ambientali).
Evidentemente la gestione dell'acqua, visto quella che ci arriva al rubinetto, non è così apprezzata.
Insomma non c'è servizio al cliente.

E domani tornerebbero al servizio diretto del comune tutti i servizi oggi assegnati con gare.
E' veramente questo che vogliamo?
Carrozzoni politici malgestiti che paghiamo sia attraverso le tariffe che poi attraverso le tasse (non avendo alternative possono chiudere in perdita, chi gli toglie il servizio)?

Io no, ma parlare in modo normale in Italia ormai è impossibile e qualsiasi cosa diventa tifo.

Certo i privati forse farebbero profitto, come oggi lo fanno i produttori di acqua minerale (non sarebbe forse pubblica anche quella), ma lo farebbero se sono bravi a gestire e sarebbe loro interesse se sono in competizione avere clienti contenti.

mercoledì 1 giugno 2011

Lobby

A volte le lobby servono, un paio di risultati Confindustria in questi giorni li ha ottenuti:
Il Sistri, prima attraverso la sperimentazione (che ha dimostrato che non funzionava) e poi con le pressioni per il rinvio

lo ius variandi che è in gran parte rientrato.

Molto spesso queste cose vengono dimenticate o passano sotto silenzio.
E quindi può essere utile ricordarlo.

Ciliegina sulla torta

Adesso ci manca solo che, vista la sconfitta elettorale, si usi il vecchio metodo DC/PCI/PSI di acquisto del consenso pubblico attraverso il Deficit spending, perché la colpa è di Tremonti che non ha aperto i cordoni della borsa.

Ma mi spiegate come cavolo ragionate?

Il ceto medio è incazzato nero per la mancata promessa della diminuzione delle tasse (che non può avvenire che attraverso una riduzione delle spese) e adesso avete la bella idea di spendere? Che vuole dire, visti i vincoli europei, aumentare le tasse.

E non credete alle promesse di far pagare "i ricchi".
Per ottenere incassi decenti, le tasse vanno aumentate a TUTTI, vedi Vendola, perché è meglio portare via 50/100 euro a milioni di persone che 1000 ai pochissimi pirla che di tasse ne pagano già una montagna.
Non a caso la prima risorsa è sempre la benzina, pochi centesimi su miliardi di litri.
Oppure vogliamo ancora raccontarci la barzelletta del recupero dell'evasione?
Mentre stanno spesso vessando chi le tasse le paga già.

Ormai siamo al delirio.

martedì 31 maggio 2011

Un errore dopo l'altro

Premessa: sono un potenziale elettore di destra, alla Montanelli, turandosi il naso.
Perché non amo la sinistra italiana. Ho ancora gli incubi su Visco, e l'odiato Tremonti è meno peggio.

Ho già espresso in altri post quello che pensavo della campagna elettorale.
Già si è arrivati alla campagna elettorale in una situazione di fastidio e disillusione verso Berlusconi: come dice Bersani ormai è lì da tempo, non può sempre essere colpa degli altri.
Nei dieci anni persi di cui ha parlato la Marcegaglia abbiamo avuto per buona parte governi Berlusconi.
Ormai è un politico, non è più uno "prestato" alla politica, chiaramente lì per farsi i fatti suoi, in modo enormemente più evidente che per altri (vale per tutti).

La Moratti non è stato un cattivo sindaco, prima delle elezioni non si sentivano poi chissà quali lamentele, probabilmente la cosa peggiore è stata la confusione su Expo2015. Ma ha fatto anche parecchie cose decenti.
Non è simpatica, certo.

Ma hanno fatto un errore dopo l'altro: Berlusconi che trasforma sempre le elezioni nel referendum "o con me o contro di me", volere trasformare la borghese e un po' grigia Moratti in un politico d'assalto, certe cazzate sparate a caso dopo il primo turno come taxi, multe da non pagare, ecopass tolto ecc.
La famosa frasetta buttata lì su sky all'ultimo secondo, i cani da riporto di Libero e Giornale con i loro latrati.
L'ossessivo uso della paura, quindi immagine cupa contro l'immagine divertente, allegra positiva portata dai sostenitori di Pisapia, anche attraverso la rete,
Certe sparate dei leghisti che forse fanno presa nelle valli.

Insomma un errore dopo l'altro, faccio fatica a trovare una cosa azzeccata nella campagna elettorale che colpisca il target che ti fa vincere le elezioni, quella immensa schiera di moderati che votano non come tifosi ma pensando a chi meglio saprà svolgere il proprio lavoro o, visto che Berlusconi così ha voluto, con una ottica politica strategica di dargli una lezione.

E chi magari non se la sentiva di votare la sinistra o non considerava il candidato adeguato semplicemente se ne è stato a casa.
Anche l'astensionismo è un modo per esprimere un voto, e dice "non mi piace nessuno dei due". E' vero, poi vince comunque qualcuno, ma se non ti piacciono in fondo per te è perdere lo stesso. E decidi di non turarti il naso.

Io per primo mi auguro sempre che chiunque vada ad amministrare si riveli in gamba e capace di farlo, poco mi importa se è "dei miei" e "degli altri", anzi quando è lì è il mio sindaco, punto.
Come dovrebbe essere il mio Presidente del consiglio.

Spero davvero che Pisapia sarà un ottimo sindaco, ho i miei personali dubbi sulla tenuta e capacità della coalizione, le notizie che ricevo sulla persona non sono confortanti ma spero di essere smentito.

Mi ero già sbagliato, avevo detto che la sconfitta al primo turno poteva essere una regolazione di conti interna al PDL.
Forse in parte era anche così ma poi hanno accumulato una serie di stupidate tale da riuscire a perdere in un posto dove pensavano di vincere facile.

Adesso vedremo le reazioni. Ma mi sa che il vecchio instabile, ancora più colpito da sindrome di accerchiamento, con i suoi fedelissimi yesman leccaculo ed incapaci, troverà ogni scusa, come al solito, per dare la colpa a qualcun altro.
Segnando la sua definitiva fine.

foto di david pasquali

lunedì 23 maggio 2011

Cerco insegnante

Ultimamente sbaglio un po' troppe volte le a con e senza H.

Mi sa che devo prendere ripetizioni di italiano.

O rileggere meglio.

Ma soprattutto capire lo strano meccanismo della mia mente che mi porta a fare errori del genere. Una idea ce l'ho e non mi piace.

Mai più uguali

Me la ricordo ancora quella terribile estate.

E ricordo che pensai che non saremmo mai più stati gli stessi.

La storia mi ha purtroppo dato ragione, e non in meglio.

Non vado molto a Palermo, ma passare in quel punto per andare in aeroporto è una fitta al cuore.

Giusto mezzo, modo sbagliato

Uno come me si lamenta sempre poi dice: fico, una territoriale di Confindustria che ha imparato a usare i social media.

poi segue il link
#fail

Non cambieremo proprio mai, e in Confindustria non capiranno mai la differenza tra internet e intranet.

Non ha caso il 90% di quello che trovate in home page del sito Confindustria richiede una password per essere letto.

Re-edit. Chi di fail colpisce di fail perisce. E mette h di troppo. Cancellata ma non eliminata :-)

domenica 22 maggio 2011

Aspettiamo fiduciosi

Credo di essere in target, elettore tendenzialmente di destra, purtroppo liberista per fortuna non voto a Milano.

Mi sarei aspettato dalla Moratti una presa di coscienza degli errori fatti, di un linguaggio e modi poco adatti ad intercettare i moderati, di una promessa per una amministrazione più attenta alle esigenze della società, insomma che si andasse nel proprio campo cercando di dare impressione di serietà e di avere capito gli errori fatti.
E invece...

Dopo l'annuncio della mancetta dell'ecopass (io sarei per una ulteriore stretta dell'accesso in un centro che si gira benissimo a piedi e in bicicletta) e le pubblicità del Wi-Fi gratis su facebook, l'improvvisa riconversione alla rete dimenticata per tutta la campagna elettorale e qualche altro annuncio a sorpresa mi aspetto quello definitivo:
Chiù pilo pè tutti