mercoledì 26 agosto 2009

Crisi ... di valori?

Riprendo con una cosa non mia.
Che pubblico senza autorizzazione (non è firmata, mi arriva da anonimo) ma visto che la approvo e non contiene nulla di compromettente...

Caro Imprenditore,

si respira una strana aria. In giro c'è molta incertezza. Credo stiano venendo meno alcuni punti di riferimento generatisi nel corso degli ultimi 30 anni.

La crisi , francamente non sò se c'è realmente. Comincio quasi a credere che sia solo una sensazione. Che Silvio abbia ragione ?
Certo il lavoro è un pò calato. Qualcuno se ne approfitta.

Ma piuttosto credo che si stia attraversando una crisi di valori che inevitabilmente si ripercuote anche sull'economia.

In questo mese di Agosto,ho utilizzato le ferie per incontrare alcuni colleghi imprenditori. Tutti con il vuoto nello sguardo e molti che emettevano profondi sospiri che descrivevano meglio di ogni altra parola i loro pensieri. Ho visto disorientamento.
Gente che per una vita ha fatto un mestiere e che ora cerca di riconvertirsi. Si ma forse in peggio.
I mercati sono stracolmi di prodotti e produttori, questo credo sia il vero problema. Per fare andare avanti la giostra si è dato credito e si è spinto al consumo di massa........la storia la conosciamo e sappiamo cosa è accaduto.
Credo che il momento storico sia importante e lascerà un profondo segno.
Sfiducia, scoraggiamento, ansia, angoscia, paura ma anche voglia di cambiamento, voglia di ripartire in qualche maniera.

Ma cosa stà accadendo ? Più che riconversione ho notato "adattamento" alle circostanze.
Ho incontrato un collega che ha sempre lavorato in ambienti strategici dell'energia attraverso la progettazione e costruzione di macchine ad elevato contenuto tecnologico, veri gioielli della meccanica, che ora occupa i suoi dipendenti in lavoretti di carpenteria e costruzione di corrimano e cancelli.....
Altri che fanno cose che prima non avrebbero fatto.

Quello che stò osservando è "regressione". Quasi come osservare un bel film in bianco e nero di Dino Risi con Gassman.....solo che quello era il punto di partenza....

Non sò se è un male o un bene.

18 commenti:

La Valigia Delle Idee ha detto...

Abbiamo imprenditori in crisi e crisi degli imprenditori. Con la prima identifico coloro che per ragioni varie, si trovano in difficoltà di business. Questi potranno uscirne o meno, secondo le loro capacità e secondo i mercati che seguono.
Con la seconda invece, identifico una crisi di ruolo. Negli ultimi anni tanti, troppi imprenditori hanno seguito il modello managaeriale. Nel senso positivo, sono stati capaci di perseguire obiettivi distaccandosi (in senso affettivo) dalla visione dell'azienda. In senso negativo, hanno spostato tutti gli obiettivi a breve termine. In altre parole, sono scomparsi coloro che si compiacevano di festeggiare il cinquantesimo anniversario della loro azienda. Non hanno saputo o voluto trasmettere i valori che costituirono le basi dell'azienda ai loro eredi. Non hanno saputo o voluto coinvolgere i loro dipendenti. Tutti alla fine si sono orientati verso un risultato a breve, apparentemente soddisfacente. Questa seconda crisi rischia di far più danni della prima. Perchè è la radice di tutte le scelte. Del fare o non fare. E anche non decidere è una decisione.

Anonimo ha detto...

Imprenditori? Ne esistono ancora? A diversi titolari di Aziende in crisi ho proposto di collaborare per le vendite.
Risposte? Zero.
Continuano però a mandare e-mail, fax, telefonare e fare fiere con ritorni pari a zero.
Nel frattempo acquisisco i loro Clienti.
Ci sono Aziende presso le quali ho lavorato prese in mano dai figli ( che hanno fatto in modo di mandare via i vecchi fra cui anche il sottoscritto ) che sono fallite a distanza di tempo.
Forse non era meglio darle in mano ai vecchi ( non per età anagrafica ) e dire ai figli fatti un giro?
Se investissero di più sulle persone ( pagando bene chi lo merita ) senza pensare che l'impresa deve passare necessariamente solo nelle mani dei figli, andremmo meglio tutti.
Imprenditore se ti propongo di collaborare sei disponibile ( i Clienti sono Aziende settore metalmeccanico e non solo )? .


Roberto

Anonimo ha detto...

Purtroppo sono d'accordo.

Si nota - infatti - anche un degrado nella ricerca di lavoro: le professionalità richieste sono sempre più basse, così come l'età (no esperienza). Le qualifiche, la formazione, l'esperienza sono un ostacolo più che un vantaggio per cercare lavoro.

Di qesto non si biasimano gli imprenditori infatti, osservando l'economia, si capisce che non saprebbero cosa farsene di tali lavoratori qualificati: la misera domanda è solo per beni e servizi di base, quasi da situazione post-bellica: generi alimentari, servizi alla persona: panettieri, baristi, commesse, parrucchieri, sarti, manovalanza e contabili generici...
Inoltre, si trovano sempre più attività "strane", anomali, "sporche" che rimpiazzano quelle regolari, più qualificate poichè ne superano il reddito o ne riducono ampiamene l'impegno in ore di lavoro.

La mia spiegazione - molto grezza - è che il tessuto socio-economico italiano è in completo disfcimento. Inutile dettagliare; tutti i cittadini sanno o hanno davanti agli occhi la situazione. Basta citare un argomento a caso e si aprirebbe un fiume di lamentazioni. Si capisce ampiamente che la direzione è sbagliata - e da molto tempo - ma non si osserva alcuna inversione di tendenza.

L'attuale crisi non è la causa, ha solo accelerato e ampliato il problema. Per fare una "battuta": stiamo tornando alla stone age, e senza neppure che ci tirino una bomba atomica (come disse George W.). Se gli altri paesi occidentali sono sott'acqua, noi siamo sotto terra, e quando gli altri ripartiranno - in un modo o nell'altro - noi saremo sempre allo stesso punto - magari.

E nel "fortino" si stringono, ma prima o poi verranno travolti dal degrado che loro stessi producono.

Anonimo ha detto...

Come si fa a fare impresa quando non c'è più rispetto per il lavoro?
Come si pensa di investire in nuove tecnologie, quando ciò che conta è solo il prezzo?
Sono un imprenditore che opera nel metalmeccanico di 35 anni e da circa 10 combatto ogni giorno con questi argomenti e con l'ignoranza della gente che non sa distinguere "ferro" con "inox" e che basta premere un bottone poi tanto fa la macchina o che un giorno ti mandano l'ordine e il giorno dopo te lo annullano perchè qualche altro fa 10 cent in meno, ma adesso sono stanco e non ce la faccio più. Io non "ereditato" niente da nessuno e quel poco che ho messo insieme è solo sudore e fatica mia e tanti rospi ingoiati.
Non voglio essere un "milionario" ma dare una vita dignitosa e un futuro tranquillo alla mia famiglia si, ma l'unica cosa che mi rimane è chiudere e trovarmi un posto da dipendente un lavoro che non vuole fare nessuno almeno ti pagano, perchè tanto ci stiamo livellando tutti verso il basso.
Altro che crisi degli imprenditori

Anonimo ha detto...

Anonimo dipende dalla posizione ricercata, se leggi gli annunci vi sono anche esagerazione sulle competenze richieste.
La professionalità è una risorsa purtroppo vista come pericolo da quelli che hanno paura si palesi la loro incapacità.
Di solito chi la vince?
Su come si svolgono le ricerche e selezioni ho molti dubbi ( posti già assegnati, posti inesistenti ecc. ).
Imprenditore metalmeccanico lavorare duro concordo spesso non paga.
Non paga sul piano del riconoscimento del proprio lavoro, non paga sul piano dei ritorni economici.
Spesso è presunta ignoranza ( ferro o inox presumo carpenteria o pezzi stampati ) l'obiettivo è il prezzo più basso ( gli acquisitori sono pagati anche sui risparmi ottenuti ) non interessa se poi il prodotto è di qualità più bassa, ci sono problemi in produzione, il ciclo di vita più corto con costi di fermi impianto più alti ( parlano tanto di manutenzione preventiva ma per risparmiare spesso si passa a quella a rottura con pezzi di ricambio refittati ).
Preciso che non sono un consulente di lean manufacturing e dintorni.
Domanda di chi ignora la tua situazione: Sei sicuro che il tuo problema sia solo la concorrenza sul prezzo?


Roberto

Anonimo ha detto...

Beh ! saluti ! io sono l'autore del post che cortesemente l'Imprenditore ha riportato sul blog.
Mi pare di capire che anche voi avvertiate una certa regressione in atto.....
Mi viene da ridere quando sento parlare i governanti di competitività e eccellenza nelle produzioni.....che ridere !
La tecnologia la fanno gli altri e ce la vendono a buon mercato. A che diavolo verrebbe in mente di mettersi a fare un "accrocco" tecnologico che fanno già in korea per pochi dollari.
Il fatto è che siamo su una barchetta nel bel mezzo di una tempesta , attaccati con tutte le ns. forse all'albero maestro per evitare che qualche ondata ci getti in acqua dove sguazzano gli squali o a fare attenzione che il boma non ci si infili...
Torno a dire che il problema è un mix tra sovraproduzione di merci + istigazione all'acquisto di tali merci + enorme gap tra i costi di produzione dei vari paesi. La tecnologia è la stessa in tutto ul mondo diavolo ! I cinesi produco con le macchine utensili tedesche e italiane se non giapponesi.
Ma come diavolo si fà a rimanere a galla. La barchetta "imbarca" acqua a volontà e non basta il secchiello per svuotarla in questa tempesta.
Io dico che o qui si stabiliscono regole ben precise tra i vari paesi produttivi o è meglio che si faccia protezionismo e ognuno si cura il proprio orto.
Tu Cina vuoi vendere i tuoi prodotti in Italia, va bene ma non più di un tot percentuale rispetto alla nostra produzione interna......diavolo!!! altrimenti noi chiudiamo e andiamo a spasso.
Ma per la miseria, se io so fare solo pentole e ho fatto pentole per tutta una vita .....ora sono nel fertilizzante fino al collo perchè non so da dove pararmi il posteriore visto che di pentole ne arrivano da cina, india, pakistan, egitto....e allora che si fà ? si chiude !! e le nostre fonderie (tanto per collegarmi alle pentole) se le comprano loro.
C'è sfiducia. C'è anche paura a tuffarsi in settori ad elevata tecnologia.......non sai cosa trovi dietro l'angolo. Se sei retrogrado non vai bene e lavorano le squadre che arrivano dall'estero se ti attrezzi sei troppo costoso e quindi non servi eallora tornano le squadre dall'estero che sono una via di mezzo....
Mah!! al diavolo tutti.

Anonimo ha detto...

E' anche responsabilità dei colleghi confindustriali dell'imprenditore che hanno delocalizzato.
Esportare tecnologia cosa si aspettavano? Esempio le segatrici a nastro e i trapani settori finiti
( arrivano dall'estero a costi che non ci compri il semilavorato, spesso ex produttori ci piazzano la loro etichetta e le vendono ).
Casalinghi? Si analizzi il materiale con cui vengono realizzati ( alla faccia delle normative Europee sui materiali inquinanti ), purtroppo il pentolame non è esente.
La responsabilità è anche di chi goloso ha iniziato ad importare dalla Cina, alcuni passando alla coniatura non si sono salvati.
Le fonderie le comprano i cinesi? No molte stanno passando di mano ( ma anche altre Aziende ) a banche e finanzieri creditori nazionali.
Siamo sicuri che il problema siano solo i costi?

Roberto

Anonimo ha detto...

@ Roberto

Si concordo. Non solo i trapani e le segatrici (macchine relativamente semplici) ma anche fresatrici e torni a cnc. Non parliamo delle macchine convenzionali...quelle sono anni che non vengono più realizzate in Italia e forse neanche in Europa dell'est.
Per il pentolame ed il materiale usato...lasciamo perdere. La coniatura elle pentole....idem. Tutti settori che conosco e che purtroppo sono in piena bufera.

Anonimo ha detto...

Considerati tutti gli interventi, mi chiedo che fine faremo. Se come si dice, la cina sarà la fabbrica del mondo, a noi cosa resta?
Vendere prodotti italiani fatti in cina? A chi? Alle veline e ai calciatori mi viene da rispondere.

@Roberto
Il problema della concorenza sul prezzo è purtroppo una conseguenza dell'incapacità di alcuni "colleghi" che appena hanno calo di lavoro e allora abbassano i prezzi perchè tanto dicono "ho le macchine pagate!", così facendo strozzano chi invece è ancora alle prese con leasing e finanziamenti vari, fatti magari per innovare o rinfrescare le tecnologie produttive. Come fai competere con questa gente qua?
Se hai qualche suggerimento è ben accetto

Imprenditore metalmeccanico

Anonimo ha detto...

@Imprenditore metalmeccanico è il libero mercato. Ho parlato con imprenditori che si lamentavano dei prezzi concorrenza, senza fare niente per abbattere gli scarti interni, le rilavorazioni, le code produttive ( in ordine sparso ).
Tutto tempo perso, tutti costi che si pagano.
Come quel Cliente per vuole vedermi per pagarmi 500 Euri ( dovuti ), dovrei fare 100 Km. e perdere mezza giornata. Sipario meglio perderlo, i costi per il recupero superano il profitto lordo.

Roberto

L'imprenditore ha detto...

@roberto ho giornalmente offerte di persone che hanno la bacchetta magica.
Ci ho anche provato, ma poi quando si tratta di passare dal dar aria alla bocca al lavorare si nota un certo rallentamento dei risultati.

Abbiamo ben presenti le tecniche per la riduzione di costi anche nascosti (logistica, riduzione componenti in progettazione, tecniche e materiali costruttivi).
Sarà anche non questione di prezzo (e noi da sempre non puntiamo qu quello ma su qualità, servizio ecc) ma quando il tuo clone lo trovi sul mercato al 25% del tuo prezzo (e con quei soldi tu comperi i componenti principali) o hai davvero la bacchetta magica o è dura.
Ti assicuro che pago bene le persone valide. Abbiamo un turn over bassissimo.
Per la rete di vendita siamo a posto grazie, credo che il 90% di export in tutto il mondo sia un buon risultato. Forse troppo visto che ha attirato i simpatici clonatori cinesi.

L'imprenditore ha detto...

Una risposta generale.
E' innegabile che la crisi si innesta anche su due fattori importanti: il passaggio generazionale, dove molti han cresciuto degli idioti, ma lì a perdere di più è la famiglia se perde l'azienda.
Una forte crisi di vocazione imprenditoriale in un paese che ogni giorno ti dà un motivo in più per dirti "ma chi me lo fa fare".

Il problema dei risultati a breve lo vedo meno per le famiglie con capacità gestionale. Ma in queso momento il risultato a breve è sopravvivere.

Il risultato è questo marasma è che molti si stanno disilludendo.

Però non dimentichiamo mai che la spirale prezzo spesso la inneschiamo noi come consumatori. Quanti si preoccupano di dove e come è stato prodotto un oggetto considerando qualità/prezzo e quanti cercano il miglior prezzo?

L'idea poi che si potesse crescere per sempre producendo solo di più è una favoletta da raccontare ai polli della borsa ma ogni persona di buon senso sa che non è così.

sull'esportazione di tecnologia ci tornerò magari con un post

Anonimo ha detto...

@Imprenditore salti troppo in fretta alle conclusioni e in tal caso visto che leggo nel penultimo post che ti lamenti ( giustamente però come molti ), sarebbe invece interessante sapere come pensi di risolvere il problema ( che è forse più interessante o aspetti che passa a nuttata ).
Giusto per non dar aria ai post.

Roberto

L'imprenditore ha detto...

@roberto

per cercare di contrastare i cloni (se di quello parli) abbiamo da tempo avviato la R&D per una nuova generazione di prodotti con innovazioni ecc.

Per l'organizzazione interna siamo in perenne miglioramento di logistica e riduzione sprechi.

Cerchiamo di aumentare servizio e feed back dai clienti
Abbiamo in mente altri prodotti innovativi.

Ma la nuttata ha da passà comunque.

Anonimo ha detto...

@Imprenditore

E per l'acquisto di semilavorati ( fusioni, stampati ecc. ) come fai?
I prezzi sono in aumento da quanto mi dicono i fornitori.

Roberto

Anonimo ha detto...

@ l'imprenditore

Attivato R&D ?
Ottimizzazione sprechi ?
Feedback clienti ?
Nuovi prodotti ?

Ma quante risorse spendi per fare questo ?
In tempi di grassa avresti per le mani un'arma affilatissima, ora tutto ciò ti serve per sopravvivere.....che tristezza.

Anonimo ha detto...

Non avete ancora capito che state lottando contro i mulini a vento ?
Moderni Don Chisciotte del capitalismo.....
Credete ancora alla favoletta della qualità e della competitività ?

Se non cambiano le regole non se ne viene fuori! presto perderemo tutto o quasi quello che abbiamo costruito.

Dalla stanza dei bottoni credo lo abbiano capito ma non possono farci nulla, non sanno come tirarci fuori da questo buco. Fermiamoci tutti. Stop alle produzioni. Tutti a casa. Poi vedrete come gli viene il pepe al culo ai signori che hanno deciso per noi.....

Anonimo ha detto...

Limitare le importazioni?

È una pessima idea.

L´Italia ha costi alti. Il problema é quello di produrre beni e servizi che giustifichino tali costi.

Questo richiede flessibilitá e continua innovazione.

La riduzione delle importazioni fa solo aumentare i costi per tutti e, alla fine, riduce ulteriormente la competitivitá del sistema.

Chi deve avvalersi di tali servizi o comprare tali beni vedrá aumentare i suoi costi. Quindi, anche ditte altrimenti competitive diventeranno a loro volta meno competitive. Questo fará solo accelerare il declino anche in altri settori!

Per l´Italia, il problema é che non ci sono presupposti per creare valore aggiunto in modo sufficientemente ampio e sostenibile. Credo sará impossibile giustificare i costi italiani.

Il risultato sará un continuo calo graduale del tenore di vita, fino a quando ciò sará possibile. Poi non sará più graduale...