lunedì 31 maggio 2010

Facile profeta

Da tempo sostengo: per quanto tempo gli ex contadini cinesi si accontenteranno di uno stipendio da fame?

La mia teoria era che con la facilità di comunicazione di oggi e con l'ambiente che c'è in fabbrica (pettegolo) anche là dove ci sono le dittature, prima o poi l'ex contadino pagato qualche decina di dollari al mese avrebbe saputo che il manager europeo prendeva quasi centinaia di volte in più. E anche l'operaio specializzato cinese lì di fianco guadagna molto molto di più.
E avrebbe saputo quanto erano gli stipendi in Europa e USA.

Quindi avrebbe cominciato a alzare la testa.

Tenete conto che è vero che in campagna guadagnano meno, ma con il lavoro in campagna il cibo non ti manca. E di solito la casa (o baracca) per vivere ce l'hai.
In città lavorando in fabbrica hai molte più spese.

Sono di questi giorni le notizie di scioperi e rivendicazioni in diverse fabbriche cinesi.

Certo, ci vorranno decenni prima che raggiungano i nostri stipendi, ma intanto la "fabbrica del mondo" comincia a diventare più cara.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Secondo me, la sua interpretazione é l´esatto opposto di quello che sta avvenendo nella realtá.

Stefano ha detto...

Se non sbaglio questo fenomeno si chiama Legge di Ricardo. Qualche anno fa i dipendenti polacchi della FIAT hanno scioperato per avere un aumento del 50%. Non so come è andata, ma la concentrazione nelle città industriali genera inflazione e un adeguamento dei salari è necessario. Ancora 20/30 anni e non esisteranno più paesi low cost.

L'imprenditore ha detto...

@anonimo

Può darsi (mai pensato di avere la verità in tasca).

Vedremo.

Certo è che intanto qualcuno ha dovuto promettere di alzare gli stipendi del 20%



e qualcun altro fa sciopero
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-29/operai-cinesi-sciopero-pechino-191000.shtml?uuid=AYo62QuB&fromSearch

Fabrizio ha detto...

Occhio che il vero vantaggio competitivo della Cina è il basso costo relativo del lavoro, non quello assoluto.
Anche nelle grandi città si riesce a mangiare con meno di 10 rmb, l'alloggio poi lo fornisce quasi sempre il datore di lavoro.
Molto spesso ha meno difficoltà a trovare manodopera l'azienda che, invece di pagare 10 rmb in più, ti offre una mensa di migliore qualità ed un alloggio decente.

Anonimo ha detto...

Imprenditore

Nel breve possono venire problemi molto piú seri di quelli che indica.

Ma il contesto e le dinamiche, secondo me, sono completamente differenti. I risultati si vedranno dopo la crisi, tra 10 o 15 anni.


Fabrizio

La Cina ha molti altri vantaggi competitivi, al di lá del costo del lavoro che, anzi, diventerá sempre meno rilevante.

Anonimo ha detto...

"La Cina ha molti altri vantaggi competitivi, al di lá del costo del lavoro che, anzi, diventerá sempre meno rilevante."

Tipo (lo chiedo per saperlo, per curiosità)?

Tizietto

Anonimo ha detto...

A livello di paese, il vantaggio principale é sistemico. La Cina ha gente competente che gestisce l´economia, con un programma di sviluppo di lungo termine e con la possibilitá di agire rapidamente. La crescita economica degli ultimi 30, che ha fatto uscire dalla povertá piú di 700 milioni di persone, lo dimostra chiaramente.

Da questo vantaggio ne scaturisce una serie di altri, tra cui appunto le potenzialitá di un mercato dove altri 700 milioni di persone vedranno migliorare la propria condizione economica.

Questa é anche una delle attrattive per le ditte. Ma non c´é una risposta univoca per cui alle ditte conviene andare in Cina. Anzi, non a tutte conviene necessariamente. Ogni caso é specifico.

Ma una cosa dovrebbe essere chiara: che il basso costo del lavoro é solo un fattore nella produzione. Nessun paese poi é mai diventato ricco in quel modo.

Lo puoi vedere bene dal fatto che tanti altri paesi in Asia e in Africa hanno costo del lavoro inferiore alla Cina, ma non hanno attirato gli stessi investimenti.

L´ipotesi é poi completamente confutata dall´esperienza della Germania. Con costi alti, oneri sociali alti, tasse alte e regolamentazione onerosa é riuscita comunque a prosperare per decenni e a rimanere primo esportatore mondiale anche in questi anni.

Nei media italiani prevale l´ansia di dare la colpa a qualcun altro (la concorrenza sleale, gli speculatori, ecc.). Purtroppo per gli italiani, quando scoprirete che é solo propaganda sará troppo tardi.

Anonimo ha detto...

Il costo del lavoro basso é stato il vantaggio competitivo su cui la Cina ha capitalizzato all´inizio. Grazie a quello e alle prospettive di un enorme mercato potenziale, ha attirato investimenti. Gli investimenti esteri hanno portato in Cina capitali, posti di lavoro e nuove competenze.

Il passo successivo é quello di sviluppare ditte domestiche e di innalzare il livello della produzione, sia quantitativo che qualitativo. Prima della crisi, il governo cinese aveva giá imposto restrizioni che avrebbero portato alla chiusura di ditte a basso valore aggiunto.

In Cina ci sono stati enormi investimenti sia in stabilimenti produttivi che infrastrutture.

Nascono e crescono ditte anche in settori tecnologici avanzati, sia grazie ad investimenti interni che esteri.

Si creano facilmente economie di scala e c´é un valore aggiunto dovuto alle opportunitá che si apriranno in futuro.

Molti prodotti cinesi sono ormai di qualitá uguale o superiore a quelli occidentali.

Il paese sta creando ricchezza e posti di lavoro reali, nella produzione di beni reali. Annualmente ci sono anche piú laureati in materie tecniche e scientifiche che in USA o Europa.

Il paese poi non ha debito pubblico.

Detto questo, ci sono nel breve ache dei caveat. Molte ditte hanno investito in Cina e non hanno guadagnato niente. Anzi. Nel futuro prossimo, si presentano enormi rischi, specialmente dovuti alla crisi internazionale.

Gli stessi rischi ci sono anche in Occidente. A mio avviso, il modello cinese é piú sostenibile e competitivo di quello occidentale. Quindi, nel lungo termine, vedo la Cina diventare ancor piú prominente. Per la maggior parte dell´Occidente, si prospetta un lungo periodo di declino.

Anonimo ha detto...

China sul FT

http://www.ft.com/cms/s/0/a1726846-6e70-11df-ad16-00144feabdc0.html

Valuta bassa e alto costo degli immobili sono due fattori che contribuiscono all´aumento del costo della vita in Cina, soprattutto nelle zone costiere.

I lavoratori chiedono piú soldi, sia per mantenere il potere d´acquisto, sia perché hanno piú potere contrattuale. Il punto rilevante non é lo stipendio in USA o in Europa, ma il tenore di vita da loro.

Tra l´altro, amici laureati in Cina hanno trovato migliori opportunitá e hanno avuto un migliore tenore di vita che simili in Italia--eccetto per quelli che riescono a ricavarsi il loro piccolo angolo di privilegio in qualche "professione" protetta, che lucra sproporzionatamente a quanto produce.

In parte, i costi in aumento spingeranno lo sviluppo delle zone interne, dove i salari sono piú bassi. In parte, si tradurranno in aumenti salariali. In parte spingeranno la produzione in altri paesi, prevalentemente in Asia, cosí promuovendo lo sviluppo nella regione.

Il valore in dollari dei salari in Cina salirá di colpo con la rivalutazione dello yuan che, prima o poi, sará inevitabile. Era previsto di continuare il graduale apprezzamento rispetto al dollaro. Ma la svalutazione dell´euro probabilmente fará rallentare il processo.

Il tenore di vita in Europa non é piú sostenibile da molto tempo. L´illusione é stata mantenuta grazie a debito crescente. Ora siamo arrivati al capolinea.

Il valore degli stipendi dovrá quindi ridursi notevolmente, specialmente nei paesi piú indebitati e meno competitivi, come l´Italia.

Questo é sicuro.

Speriamo che avvenga solo questo.

Anonimo ha detto...

Ho appena visto questo articolo sull´aumento dei salari in Cina:

http://blogs.ft.com/beyond-brics/2010/06/03/higher-wages-in-china-is-good-news-for-the-economy/

Anonimo ha detto...

Si aspetta sempre che succeda qualcosa ( nello specifico l'aumento dei salari in Cina sperando che i costi aumentano e le produzioni ritornino in Italia )e non ci si muove sul fronte interno Aziendale.
Altra dimostrazione d'incapacità
Imprenditoriale.

Anonimo ha detto...

Quando aumenteranno i costi in Cina, in Italia salirá l´inflazione.

Se l´Italia vuole competere sui prezzi, si troverá a competere con paesi emergenti molto piú economici della Cina.

Tanti auguri!

PS
La Germania fa una manovra da 80mld di euro. L´Italia? 24. Forse. Perché i tagli tedeschi sono molto piú certi dei vari recuperi sperati dall´Italia.

Che conclusione se ne deve trarre?

Che la Germania ha problemi piú grandi dell´Italia!!!! hahaha

Detto davvero da un pezzo grosso in tv!