mercoledì 17 ottobre 2007

Nessuna novità

Bertinotti debutta a teatro e dov'è la novità che faccia l'attore?
Sono 40 anni che finge di essere un comunista e dentro si sente un nobile.

martedì 16 ottobre 2007

Mal di testa

Esce un decreto legge, la legge non ammette ignoranza.

Allora cerchi di leggerlo.

Leggi Ai fini di cui agli articoli 19, comma 2, lettera b), e 53,comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, la comunicazione dei dati ivi previsti, relativi all'attivita' di riscossione dei ruoli di cui all'articolo 3 del decreto del Ministro delle finanze 3 settembre 1999, n. 321, svolta fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, puo' essere effettuata entro il 30 giugno 2008.

Ti esplode il mal di testa e abbandoni l'impresa.
E ti chiedi se tutti i ministri in Consiglio dei Ministri sapevano cosa stavano votando.

Situazione

Sicuri che va tutto bene?

Riporto un estratto dall'ultima nota congiunturale del Centro Studi Confindustria.

Nonostante il recupero estivo, che secondo l’indagine CSC ha riportato l’attività sui livelli di fine 2006, il divario di crescita nell’industria tra l’Italia e la media di Eurolandia e con la Germania, rimane ampio. Nei dati preliminari del terzo trimestre stimati dal CSC, infatti, l’industria italiana ha messo a segno un incremento dello 0,7% sul trimestre precedente; stessa crescita è stimata per la produzione industriale in Germania mentre nell’eurozona è prevista una variazione intorno all’1 percento (queste due variazioni sono stimate sulla base dei dati di IFO, INSEE, ISAE e Banca Intesa). Nella dinamica annua l’Italia rimane fanali-no di coda, con un incremento dello 0.8% rispetto al terzo trimestre del 2006 a fronte di una crescita del 4,4 % dell’industria tedesca e del 3% dell’area della moneta unica

La dinamica insoddisfacente, e che denuncia le difficoltà competitive in cui operano le aziende italiane, si registra in un contesto molto meno roseo. La fiducia delle imprese è scesa nel complesso del terzo trimestre e, in maniera più marcata, in settembre. Il calo è stato generalizzato e comune alle principali economie europee: secondo i dati della Commissione Europea, il saldo che indica la fiducia delle imprese industriali ha registrato una flessione di 2 punti nell’area dell’Euro ed in Germania e di ben 5 punti in Italia. In Francia la fiducia delle imprese nel terzo trimestre mostra segnali di stabilità rispetto al precedente trimestre ma risulta in progressivo calo sin da luglio. Ciò accresce le probabilità di un ulteriore frenata della crescita nei prossimi mesi. La discesa della fiducia delle imprese manifatturiere è dovuta in particolare al peggioramento del portafoglio ordini, influenzati negativamente dall’apprezzamento dell’euro, e ai timori legati alle conseguenze sulla domanda finale della fine della corsa dei prezzi degli immobili e dei primi segnali della loro inversione di rotta.

lunedì 15 ottobre 2007

Va così

Stasera son politico/polemico, tornerò quanto prima ad occuparmi di impresa.
Ma la lettura dei giornali di oggi non aiuta.

Sanno come si fa

Tra referendum sindacale e primarie la gioiosa macchina da guerra ha dato ottima dimostrazione di sistema elettorale.

Se poi si pensa che han vinto per una manciata di voti...

Solito passo da sportivo

Solito passo da sportivo (tipo quello sopra ritratto) per il nostro amato Presidente del Consiglio, da oggi soprannominato "Cape Canaveral" essendo sulla rampa di lancio.

Riesce faticosamente a mettere d'accordo tutti meno il popolo del NO che non è d'accordo a prescindere e
riesce a incasinarsi facendo dei ritocchi che fanno arrabbiare tutti, chi perché non è più l'accordo, chi perché è troppo poco.

Mi spiace, l'uomo appare sempre più in confusione.

Sbrigatevi a far andar su l'altro.

HABEMUS PAPAM!

Finalmente una bella dimostrazione di democrazia diretta.

Che porta in palmo di mano Veltroni e la Bindi. Che non valorizza quello che mi piaceva di più, Letta.

Andiamo bene.
Vorrei ricordare che alle ultime primarie la stessa splendida macchina da guerra ha incoronato tale Prodi, oggi validissimo esponente del nostro governo. Che tanto ha fatto e tanto farà per se e i suoi amici.

Ma Barbapapà, De Benedetti, Montezemolo e altre verginelle simili possono essere finalmente contente.

domenica 14 ottobre 2007

Palestra

Da tempo ormai uso il blog, e altri accrocchi del cosiddetto web 2.0 tipo Wiki, social networks ecc ecc.

Tutto tempo sprecato?
Può darsi.

Intanto avendo l'azienda in fase di cambiamento organizzativo i primi strumenti che mi sono venuti in mente e che cercherò di usare sono un blog e un wiki, interni.
Qualcuno ha delle storie da raccontarmi/segnalarmi di esperienze simili?

Lo so che fa ridere dire "cercherò di usare", io un'idea ce l'ho, ma pianificare troppo in questo campo non è poco "collaborativo"?
Cioè, pianificando troppo il progetto io, non rischio di farlo fallire?

Guida pericolosa

Ma è vietato anche guidare le macchine sulla Playstation, da ubriachi?
Ieri sera ho fatto ottimi tempi dopo una bella bottiglietta.

mercoledì 10 ottobre 2007

Il paese dei no

Welfare, Rifondazione si asterrà in Cdm . Corriere della Sera: "Le grandi fabbriche del Nord – a partire dalle ex officine meccaniche di Mirafiori – bocciano l’accordo sul welfare".

Questo sta diventando il paese del no, dell'egoismo.
Ognuno per se e gli altri si arrangino.

Quante volte abbiamo sentito dire "la pensione è un mio diritto", la casa è un diritto, la sicurezza è un diritto, le ferie un diritto, insomma siamo pieni di diritti. Morire se senti parlare uno di doveri, anzi si, del dovere di pagare le tasse (gli altri).

Ma ogni cosa ha il suo prezzo, e come si dice giustamente ad esempio la "assicurazione" dell'inamovibilità dal posto di lavoro a tempo indeterminato per gli anziani ha come prezzo la precarietà dei giovani.
Un Welfare generoso con i padri ha come prezzo la fame dei figli.
I working poor di cui parlava Jakala in un commento sono anche figli di un Welfare squilibrato che dà molto a pensionati e pensionandi (in termini di aspettativa di anni in pensione più che in pensione reale) e per pagarlo drena una marea di risorse direttamente attraverso tasse e contributi e impoverendo ad altre forme di welfare come ammortizzatori sociali, aiuti per i veri poveri, supporto nelle situazioni di crisi, edilizia convenzionata pubblica e simili.
Sostenere i costi della spesa per le pensioni costa in termini di delta costo azienda/salario netto.

Si era promesso che sarebbe stato ridotto il cuneo fiscale.
Si promette di ammorbidire le riforme delle pensioni (particolarmente per quanto riguarda le età pensionabili).
Chi paga?

E non a caso oggi è intervenuto nuovamente Draghi sul tema.

Facile dire no, ma ogni cosa ha un costo.

martedì 9 ottobre 2007

Così imparo, figuraccia

Stamattina ho fatto le cose affrettate e ho sbagliato.
Figura del piffero, capita. Scusatemi.

Gli oneri finanziari, bontà loro, sono deducibili nel limite massimo del 30% del risultato operativo, Visco non perde l'occasione di dar contro alle PMI in sofferenza.
Al solito le grandi aziende quotate ne avranno benefici (possono sempre trovare soldi a buon mercato, alzare le tariffe & co).

Ho rifatto quattro conti e per aziende indebitate come detto oggi (30% del fatturato, costo 6%) il punto di pareggio si ha con un margine del 4.2% circa. Raggiungibile.
Per aziende indebitate per il 50% del fatturato al costo del 6% il punto di pareggio è con un margine operativo del 7.2%.

Certo, resta il fatto che le piccole aziende marginali (alti debiti, margini bassi) o in start-up verranno uccise dalla nuova regola e avranno un altro "effetto IRAP": rendendo indeducibili delle spese porta aziende con un utile prima delle imposte a pagare imposte molto maggiori di tale cifra.
Quindi le tasse sono maggiori dell'utile.

Ma l'azienda per TPS risulta bellissima.
Poi, ucciso e mangiata tutta la mucca, non ci si lamenti della mancanza di latte.

Il gioco delle tre carte

Avete mai visto i truffatori dell'autogrill, quelli con le tre carte o i bussolotti?
Giocano sulla comunicazione, il socio che "vince" e quello che pensa di essere più furbo.

In finanziaria da quanto leggo (non ho avuto modo di approfondirla) sono state ridotte le tasse sulle imprese, dal 33% al 28%.
Sulla carta una cosa ottima.

Poi approfondisci e scopri che (tanto per cambiare) si allarga la base imponibile, se ho capito bene gli interessi passivi non saranno più deducibili dall'IRES (è già così per l'IRAP).

Apri un bel foglio elettronico e fai due conti.
Prendi una azienda decente, che guadagna il 6% prima delle tasse.
Presupponi che come molte aziende abbia l'1% di oneri finanziari sul fatturato.

Fai due conti e scopri che il risparmio IRES su un fatturato di 10 milioni è ben di Euro... tadaaaaaa squillo di trombe: 2.000.

Poi cambi e fai il conto che l'azienda abbia un indebitamento virtuoso pari al 30% del fatturato (nulla di scandaloso nelle PMI, a volte si arriva all'80%) e sia brava a prendere il denaro e lo paghi mediamente il 6%: gli interessi sono di 180.000 Euro.
Perbacco, guarda, sono più alti dell'1% di prima (l'1,8%).
Indovina cosa succede?

Classico: 20.400 Euro in più di tasse.
Chi l'avrebbe mai detto...

Bombardamento

Negli ultimi giorni è un continuo bombardamento di stime al ribasso della crescita.

Questo dopo la finanziaria non è certamente un buon risultato, nei fatti la maggioranza dei centri studi (compreso se non sbaglio, quello del tesoro) non pare credere al messaggio di una finanziaria per la crescita.

Va rilevato che mi pare che una crescita sotto l'1,5% porta scarsissimi o nulli risultati in termini di crescita dell'occupazione.
Oltretutto le aspettative si stanno abbassando. n questo clima si sta svolgendo il referendum sul Welfare, si stanno rinnovando i contratti e ci si avvicina al periodo Natalizio di importanza strategica per il commercio.

Ho avuto un brivido nei giorni scorsi quando Epifani ha detto che occorre lavorare sulla riduzione delle imposte sul lavoro, mi sono chiesto se per caso iniziava a fare il bene dei lavoratori e non dei suoi referent ipolitici. Ma ho notato che la cosa, sotto finanziaria, è stata subito messa a tacere.

L'effetto leva delle tasse incide non poco sui contratti. E le aziende devono purtroppo fare i conti con il loro costo, non con gli incassi netti che vanno in tasca ai dipendenti (per lo stato è una partita di giro).

Un piccolo passo dovrebbe essere, come sostengo da tempo, quello della defiscalizzazione dei premi aziendali. Ma la bestia non ha alcuna intenzione di farsi affamare. Non a caso la nuova finanziaria prevede nuove entrate.

mercoledì 3 ottobre 2007

Di passaggio

Ci sono, non sono sparito.
Purtroppo mi si è rotto il portatile e quindi sono più legato ai vari PC disseminati per uffici e casa, oltre a questo è un periodo bello impegnativo.

Dovrei studiarmi e guardarmi un po' la finanziaria. Per fortuna ho in programma un week-end lungo più divertente che leggersi i parti di Padoa Schioppa e Visco!