Sono abbonato al Corriere della Sera.
Oggi Magazine è uscito a copertina variabile.
Mi conoscono, mi è toccato Bertinotti.
giovedì 10 aprile 2008
mercoledì 9 aprile 2008
Come guadagnano in EasyJet.com
Comincio a capire come guadagnano le compagnie low cost (al di là del servizio alla sopravvivenza).
Sui tuoi errori.
Avevo prenotato su EasyJet.com un volo per una capitale europea per tutta la famiglia.
Essendo per piacere con congruo anticipo ottenendo un prezzo competitivo.
Per problemi suoi una delle mie figlie non può venire, quindi l'ingenuo ha invitato (biglietti aerei pagati, albergo pagato) un'amica della figlia.
Peccato che cambiare il nome sulla prenotazione, fatto via web da me, già costa x2 anche se cambi 1 nome (probabilmente conteggiano entrambi i nomi) e poi ti fanno pagare il biglietto come se lo comperassi oggi.
Quindi convertire il biglietto ad un altro nome mi costa come 4 biglietti che avevo.
Anzi, fatti due controlli mi costa molto meno acquistarne uno nuovo!
E inutile dire che a questo punto assorbirò il costo, così imparo.
Buono a sapersi per il futuro, naturalmente, applicherò il solito metodo mio.
Nessuna lamentela, penso che siano dei pezzenti e prossima volta userò altre linee aeree.
La peggior vendetta è non usare più il servizio e cominciare col passaparola, e questo è il primo passo.
E non mi vengano a dire che era scritto alla 347a riga del contratto che li sparo a cagare.
Barboni.
Sui tuoi errori.
Avevo prenotato su EasyJet.com un volo per una capitale europea per tutta la famiglia.
Essendo per piacere con congruo anticipo ottenendo un prezzo competitivo.
Per problemi suoi una delle mie figlie non può venire, quindi l'ingenuo ha invitato (biglietti aerei pagati, albergo pagato) un'amica della figlia.
Peccato che cambiare il nome sulla prenotazione, fatto via web da me, già costa x2 anche se cambi 1 nome (probabilmente conteggiano entrambi i nomi) e poi ti fanno pagare il biglietto come se lo comperassi oggi.
Quindi convertire il biglietto ad un altro nome mi costa come 4 biglietti che avevo.
Anzi, fatti due controlli mi costa molto meno acquistarne uno nuovo!
E inutile dire che a questo punto assorbirò il costo, così imparo.
Buono a sapersi per il futuro, naturalmente, applicherò il solito metodo mio.
Nessuna lamentela, penso che siano dei pezzenti e prossima volta userò altre linee aeree.
La peggior vendetta è non usare più il servizio e cominciare col passaparola, e questo è il primo passo.
E non mi vengano a dire che era scritto alla 347a riga del contratto che li sparo a cagare.
Barboni.
martedì 8 aprile 2008
Siamo sempre i migliori

Se un progetto europeo viene a costare il 40% in più indovinate dove passa?
Mai sentito parlare di Val di Susa?
FT.com / Europe / Brussels - EU transport projects face €40bn overrun
Il concetto che la finalità sia quella di ridurre l'uso delle auto e dei camion è naturalmente estraneo alla nostra cultura individualista.
In fondo siamo un popolo che se deve andare al ristorante in cinque usiamo quattro macchine.
Ignoranti

Il "caso Luciani" non ha fatto altro che portare alla luce quello che sta diventando uno dei problemi dell'Italia.
L'ignoranza.
Una volta la nostra scuola, per tradizione, forniva una buona preparazione umanistica. l'alfabetizzazione di un paese arretrato è stata portata avanti (immagino per i racconti sentiti, non c'ero) con passione e dedizione da una generazione di insegnanti che si sentivano elite.
In fondo una volta in paese le persone di riferimento erano il maestro, il prete e il dottore.
Oggi, lo dice il padre di due adolescenti, abbiamo o vecchi insegnanti demotivati solo in attesa di andare in pensione o insegnati figli del sessantotto, loro stessi fondamentalmente ignoranti, spesso anche nella loro materia. Non solo quindi spesso incapaci di insegnare ma proprio senza i fondamentali necessari.
Non a caso nei recenti test comparati spesso sono risultati più ignoranti dei loro studenti.
Ecco che allora questo diventa un problema per il paese.
Laureati incapaci di esprimere un concetto o di scrivere decentemente una relazione, adolescenti che si esprimono con suoni gutturali più che parole, persone cui manca la base e la passione per la l'apprendimento continuo necessario nel mondo odierno.
Se la nostra competitività deve basarsi sulle idee (la battaglia sul costo è persa) e la scuola non fornisce almeno la formazione di base come ce la caveremo?
Un tempo gli industriali illuminati (ma era anche necessità) hanno finanziato e avviato fior fiore di scuole professionali che hanno generato generazioni di artigiani e imprenditori.
Oggi la formazione professionale è la cenerentola, tutti vogliono laurearsi, magari in comunicazione.
Faccio un esempio concreto, ricevo curriculum di ingegneri con inglese scolastico. Visto da uno come il sottoscritto un ingegnere che non parla perfettamente l'inglese è un controsenso.
Se deve tenersi informato cosa fa, aspetta le traduzioni dei documenti tecnici pubblicati nel mondo in Italiano? E come fa a leggere le normative internazionali che riguardano il suo lavoro? Devo affiancargli un'interprete?
Ecco che allora il mega manager da centinaia di migliaia di euro all'anno che fa (col beneficio del dubbio) una gaffe come quella della vittoria di Napoleone a Waterloo può diventare lo specchio di un paese tristemente decadente.
lunedì 7 aprile 2008
Sliding doors

Non pensate mai a come avrebbe potuto essere il vostro futuro se aveste fatto scelte diverse?
Non parlo di recriminazioni, parlo di sogni, parlo del trasformare qualcosa che è una vostra passione nel vostro lavoro.
In particolare (se sogni devono essere) magari nel campo artistico.
non parlo di diventare velina o calciatore, quello ci sono già schiere di giovani che lo sognano.
A me sarebbe piaciuto (forse perché sono un animale da ufficio semi-inchiodato alla scrivania):
- lavorare nel campo musicale, certo non come musicista dove faccio schifo, ma magari come produttore o in una radio (anni fa, durante gli studi, quello di Dj era più o meno il mio mestiere)
Questo come mestiere. Anche se poi so benissimo che il lavoro è lavoro quindi diventerebbe poi palloso anche fare quello.
- altra idea balzana che mi sfiora ogni tanto fare il vagabondo. Forse per quello mi piace il mito harley, l'America delle enormi distese eccetera.
Qualche volta in passato, mentre viaggiavo, mi è capitato di incontrare questi tipi che con uno zaino in spalla viaggiano per il mondo.
Certo, con le mie attuali abitudini mi sarebbe oltremodo difficile farlo. E probabilmente non lo sopporterei. Ma sono sogni giusto? E i sogni non sempre sono reali.
In giornate così, stretti tra il dollaro debole, una campagna elettorale piena di false promesse, il tran tran quotidiano, i problemi di personale, una economia che corre verso il baratro non è poi così difficile che venga voglia di sognare di mettersi sulla moto e scappare!
E a voi cosa piace sognare?
Non siate timidi. Liberi tutti (compresi quelli che sognano di far fuori il capo o quelli come me)
Per il futuro forse un giorno mi piacerebbe mollare tutto e tornare alla terra. A fare il contadino o il vignaiolo. Che so che è dura, durissima.
sabato 5 aprile 2008
Chi volete che vinca

Si parla tanto di voto utile/inutile.
Segnalo un bell'articolo di noiseFromAmeriKa : Il voto utile (2): tutto il voto utile, regione per regione.
Io da Lombardo non credo che voterò la Sinistra Arcobaleno ;-)
Resta la dimostrazione che comunque la politica è un'arte strategica e che in diverse regioni al PD converrà far passare la soglia alla Sinistra. Alla faccia del "andiamo da soli".
venerdì 4 aprile 2008
Flessibilità

FT.com / World - US economy loses 80,000 jobs in March
Il costo della flessibilità, l'economia cala la gente viene licenziata.
E quanti dei 48.000 posti nell'industria si sono semplicemente trasferiti altrove?
E quanti troveranno un altro lavoro o si adatteranno ad un lavoro inferiore?
Dimenticanze

Leggo la pubblicità sul Sole24Ore del Partito Democratico.
5000 leggi in meno
100 testi unici
un terzo di oneri burocratici
dimezzamento dei tempi
divieto per certificati già in possesso
impresa in un giorno
9 miliardi di costi burocratici in meno
3 miliardi di risparmio sulla spesa pubblica
vi siete dimenticati la cosa più importante.
più gnocca per tutti!
giovedì 3 aprile 2008
Classe dirigente
Qui su Repubblica.it
Credo ormai lo postino più o meno tutti, presto lo vedremo da Vespa a Porta a Porta.
Nicola Mattina Blog:Le lezioni di storia di Luca Luciani di Telecom Italia
Certo poi ci si chiede come mai certe grandi aziende funzionano in quel modo.
E altri che dicono che serve cultura specialistica e non generale?
Post-edit, dato il successo Mr Luca Luciani avrà fatto togliere il film.
Dava lezioni di storia, il succo è che per motivare la truppa diceva che occorreva un successo come Napoleone a Waterloo.
E quindi gli azionisti Telecom non si lamentino dell'andamento del titolo se questi sono gli obiettivi!
Lasciando perdere i verbi, che sono il minimo.
Credo ormai lo postino più o meno tutti, presto lo vedremo da Vespa a Porta a Porta.
Nicola Mattina Blog:Le lezioni di storia di Luca Luciani di Telecom Italia
Certo poi ci si chiede come mai certe grandi aziende funzionano in quel modo.
E altri che dicono che serve cultura specialistica e non generale?
Post-edit, dato il successo Mr Luca Luciani avrà fatto togliere il film.
Dava lezioni di storia, il succo è che per motivare la truppa diceva che occorreva un successo come Napoleone a Waterloo.
E quindi gli azionisti Telecom non si lamentino dell'andamento del titolo se questi sono gli obiettivi!
Lasciando perdere i verbi, che sono il minimo.
Colleghe

Le donne sono di gran moda in Confindustria (lo son sempre state ma tipo escort come quelle qui rappresentate).
Ho trovato una blogger collega che parla della fatica di trovare un Presidente.
Una cosa dimentica di citare, che spesso non si chiede chi lo vuole fare perché tra quelli che ambirebbero a farlo e lo dicono di solito il 90% non li vogliono gli altri ;-)
Prima degli insulti è evidente che essendo uno zuzzerellone l'accoppiare un post sulle donne imprenditrici a una immagine di escort è una provocazione maschilista per sollevare il polverone!
Se non puoi batterli....

.... fatteli amici.
Leggo oggi che Confindustria ha associato Sogei.
Ci siamo portati il nemico in casa.
Cito "Sogei è parte integrante del sistema "(V)Fisco" per il quale svolge la funzione di ente strumentale preposto al settore dell'Information and Communication Technology (ICT) con la missione di sviluppare e gestire il sistema informativo della fiscalità."
Riempire gli spazi
L'uomo, si sa, vuole riempire gli spazi.
E spesso ho il dubbio che i suoi discorsi mattutini e smentita pomeridiana siano usati per avere molte uscite di comunicazione differenziate.
La mattina dice una cosa, il pomeriggio smentisce.
Quelli cui piace la cosa della mattina pensano "finalmente uno che parla chiaro che poi per la cattiva politica deve smentire".
Quelli del pomeriggio sono in parte confortati dalla smentita.
E comunque ambedue intanto hanno, come tutti gli italiani, la memoria corta.
A proposito, Cavaliere, scusi se mi permetto. O rimette la cravatta o toglie il doppiopetto altrimenti così pare ancora più piccolo con la giacca penzoloni dovendola tenere aperta.
mercoledì 2 aprile 2008
Qualcuno pagherà

La telenovela Alitalia si chiude come previsto con i sindacati che fanno scappare i compratori.
Ma chi glielo fa fare di andare a finire sotto un gruppo straniero?
Meglio (soprattutto sotto elezioni) stare al calduccio sotto la protettiva coperta dello stato che tutto vede e a tutto provvede.
Meglio il potere id interdizione con i politici locali.
Meglio poter far lobby con amici e parenti.
Meglio che a pagare, come accade da sempre, siano gli italiani. Anche quelli i quali sono disinteressati dall'avere una compagnia di bandiera.
A chi ha la memoria corta vorri ricordare dove nasce il grande buco.
C'era un tempo che i più anzianotti ricordano e ai più giovani potrebbe parere strano, nel quale in Europa praticamente tutte le compagnie erano di bandiera.
Niente low cost.
Niente concorrenza stretta.
Alitalia caricando ogni giorno migliaia di persone e portandole a Roma e poi indietro ad un prezzo con il quale oggi vai, credo, in USA non aveva certo problemi economici.
Il Milano Roma era la classica cash cow. Niente concorrenza, niente alternative e la frase "ci auguriamo di riavervi sui nostri voli" aveva più l'aria della presa per i fondelli che altro.
Anche per i voli Europei una sostanziale attività di trust permetteva guadagni tali da sopportare sovrastrutture enormi e poco giustificabili.
Poi ci si accorse che questo sistema (come tutti i monopoli) lo mantenevano i consumatori.
Quindi fu messo qualche fetido volo AirOne e non pareva vero di poter punire Alitalia per tutte le angherie subite (a quei tempi tra l'altro facevo anch'io spesso Mi-Ro).
Poi la concorrenza si estese.
E all'estero, compresa la vicina Svizzera, ha fatto morti e feriti.
Oggi il contesto è assolutamente cambiato.
Inutile dire che i progressisti sindacati non se ne sono accorti.
In Italia, abituati alla presenza del Papa, sappiamo che abbiamo stellone e divina provvidenza. Quindi qualcuno (noi) pagherà.
Tralascio l'ennesima dimostrazione di capacità di programmazione per la quale si inaugura la strada di collegamento il giorno che Malpensa per la buona parte sbaracca.
Ps nella foto l'unica vera "Alitalia" alla quale sia mai stato legato.
Amato o Paolo Poli
Non vorrei offendere Paolo Poli, grande professionista da sempre, ma questo (con grandeissimo dispiacere) mi sembra sempre più un paese da operetta.Amato: «Possibile rinvio delle elezioni» Corriere della Sera
Con l'occasione oggi ho fatto uno di queu giochini sul posizionamento basato sulle domande. Risulto vicino a PDL e Destra.
Molto lontano da Bertinotti. Credo per le proposte sui temi del lavoro ;-)
In compenso leggo che Ferrara sta incontrando parecchie difficoltà a tenere i suoi comizi.
Avendo un po' compreso il tipo mi sa che la cosa fondamentalmente lo diverte. Ma dimostra la difficoltà di questo paese di essere una vera democrazia. Dove ognuno ha il diritto di dire le su idee, e ognuno è libero di non votare chi dice cose che non approva.
Purtroppo i contestatori fanno parte di un certo sistema, da sempre in prima linea per intolleranza e poco rispetto per le regole.
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