martedì 23 dicembre 2008

E' Natale, siamo tutti più buoni

A volte si immagina di essere buoni e le cose vengono prese diversamente dagli altri.

Come tutti sanno sono tempi incerti, il 2009 potrebbe essere un anno difficile, quindi quasi tutti stanno alleggerendo le strutture e i primi a soffrirne sono coloro che hanno contratti a termine o gli interinali.

Noi non abusiamo di questi inquadramenti, gli interinali li usiamo effettivamente nei picchi stagionali di produzione, i contratti a termine come ammortizzatore negli anni incerti.

In questa situazione però anche noi siamo abbastanza attenti a non appesantire troppo la struttura.
Abbiamo una persona in produzione non giovanissima (intorno ai 45 anni) senza particolari capacità, le cui valutazioni sono nella parte medio bassa. Entrato come interinale avevamo fatto un contratto a temine di un anno.
Ma proprio perché è non giovane e ha famiglia abbiamo deciso di tenerlo (un paio di contratti invece non li abbiamo rinnovati), vista la situazione dove possibile abbiamo fatto un altro contratto a termine (di un anno, non di due mesi). E questo è uno di quei casi.

Sono il primo a dire che la situazione non è ottimale, ma è anche vero che da noi se il lavoro c'è la gente viene poi assunta a tempo indeterminato (non facciamo come altri la rotazione dei contratti a termine).

Questa persona invece di essere non dico contento (so bene che il contratto a termine è una specie di spada di Damocle) ma almeno tranquillo per essere stato tra i confermati, si è proprio arrabbiato e non parla più con nessuno.
Col risultato di far venire dei dubbi su un eventuale futuro inserimento.

Per la cronaca si è anche appena preso un bel premio produttività.

Insomma noi pensavamo di fargli un piacere, lui si è arrabbiato.

20 commenti:

Flavio ha detto...

solo una curiosità lui è al corrente della sua situazione di classifica e di tutto il resto? Perché se magari è convinto di essere un fenomeno posso capire in parte il suo disappunto in caso contrario un pò di ingratitudine c'è.

Francesco Cuccuini ha detto...

Non capisco perchè si é arriabbiato.

Per essere stato confermato?
Per essere stato l'unico confermato?

gufoimpiccione ha detto...

prova a metterti nei suoi panni

ha 45 anni, quindi sa che cercarsi un lavoro è un pelo più difficile.
sa che è in arrivo una crisi che si preannuncia davvero dura.quindi sa perfettamente che se perde il lavoro in questa ditta, trovarne altri è molto difficile.
a 45 anni probabilmente ha i bambini di 9-10 anni, quindi a quell'età avere dei figli costa.crescono velocemente e richiedono vestiti e accessori etc.

chi ha il contratto a termine vive mese dopo mese tentando di interpretare ogni minimo segno del caporeparto come presagio di assunzione definitiva o meno. e nel frattempo accumula tensione,tensione che a 45 anni significa gastrite nervosa e clima teso in famiglia e magari tensione anche con la moglie.e si sa che i momenti di tensione con le donne sono deleteri tra le lenzuola.

il tutto aspettando la fin del contratto come la fine del tunnel nella speranza di poter tirare una boccata d'aria.
e invece no, un'altro anno così.un'altro anno di nervoso, di gastrite, di litigate in famiglia , un'altro anno a rimandare le spese ( la cucina, la carrozzeria della macchina, la cameretta che risale a 6 anni prima)perchè non ci si può impegnare con le rate.

ovvio che non sprizzi gioia.

quanto al premio aziendale: 300 €?
400€? e dovrebbe esultare?il premio aziendale fa piacere a 20 anni, 25. ti ci compri il cellulare nuovo o qualche mobile se vivi da solo.a 45 anni significa solo che ti ci paghi una rata dell'assicurazione, ma di certo non ti saldi il mutuo o le rate della macchina.

Francesco Cuccuini ha detto...

@ gufoimpiccione

Io gli direi: lavora per l'assunzione definitiva.
Mettiti in condizioni da far esclamare al capo a fine contratto: ecco il tuo contratto a tempo indeterminato.

Hai un anno di tempo per dimostrare al tuo capo, e a te stesso, che puoi ottenere il contratto a tempo indeterminato.

Occorre prima mettersi in condizioni di chiedere e poi chiedere.
Non il contrario.

Più facile a dirsi che a farsi, sopratutto ad una certa età, però é così.

...e te lo dice un 49enne con 4 figlioli.

;-)

L'imprenditore ha detto...

@ Flavio
Non lo so, non è del mio settore, gli hanno parlato e credo spiegato, ma quello è l'atteggiamento.

@ Francesco
Credo si aspettasse il passaggio a tempo indeterminato, e non capisce che così facendo ti fa venire i dubbi.

@Gufoimpiccione
son partito dicendo che l'abbiamo confermato proprio per la situazione, vuoi che non lo capisca?.
Solo che non è mettendoti di traverso ma come dice Francesco con l'impegno che dimostri di valere un contratto a tempo indeterminato.
So bene i problemi che si hanno a vivere da precari, ma in un periodo come questo è buona in quella situazione essere confermati.
Il premio per la cronaca è di euri 1300 (lordi ma defiscalizzato) per un terzo livello.
Ha portato a casa di tredicesima 1982 euro (300 euro di premio erano già stati erogati), proprio schifo non credo faccia no?
Se poi dici che a quelli di 45 anni il premio non piace, grazie per l'informazione, lo taglio (costo per noi circa 140.000 euro) poi li mando da te :-)

gufoimpiccione ha detto...

risposte sparse

x francesco cuccuini

presumo che l'uomo in questione lavori in una fabbrica. a contatto con macchinari, con persone addette a controllare che il suo lavoro rientri negli standard di produttività fissati a livello aziendale.se avesse lavorato qualitativamente o quantitativamente al di sotto di questi standard sarebbe rimasto a casa.mettendo il broncio lavora di meno?intralcia il lavoro altrui?
non credo. ovvio che in quest'anno starà attento a non combinare fesserie e a darsi da fare, ma trattandosi di operaio e non di agente di commercio il suo umore e il suo sorriso non credo importi tanto.

x l'imprenditore

"Se poi dici che a quelli di 45 anni il premio non piace, grazie per l'informazione, lo taglio (costo per noi circa 140.000 euro) poi li mando da te :-)"

non dico che non piaccia il premio di produzione, sicuramente fa comodo e sicuramente se non ci fosse per lui sarebbe peggio.
ma pretendere che uno venga al lavoro felice gaio e sorridente per questo mi pare un tantino troppo.

inoltre , per curiosità, se non ha dato fastidio agli altri ( nel senso che non ha litigato, non ha ostacolato il lavoro altrui, non ha creato "fastidi")e soprattutto non svolge una mansione a contatto con il pubblico , perchè il suo umore deve diventare un tuo problema? oltre a sopportare il clima teso a casa, oltre a stare teso e preoccupato per il lavoro, deve anche occuparsi di mostrare una maschera di gioia e spensieratezza a uso e consumo tuo e dei colleghi che sennò vanno in crisi?


io ho lavorato sia in fabbrica ( settore alimentare , non metalmeccanico) sia nei servizi alle imprese sia in ufficio. ovvio che il collega caciarone e allegro piace a tutti, ma tra persone adulte ed entro i limiti del rispetto reciproco si dovrebbe capire dei periodi di nervosismo, specie in una persona che ha famiglia o che, oltre al lavoro pericolante, può avere anche altri problemi per la testa.

Francesco Cuccuini ha detto...

@ gufoimpiccione

Certo che il sorriso non é qualificante!

Ma il nostro amico 45enne potrebbe rallegrarsi intanto di arrivare al gennaio 2010 e, a quella data, porsi l'obiettivo di:
- essere riconfermato per un altro anno o, meglio ancora,
- essere confermato a tempo indeterminato.

Poi che sorrida o meno lo finalizzi con la strategia che vorrà darsi...

Saluti e Buon Natale.

Gabriele Barni ha detto...

se la policy aziendale standard è quella di assumere dopo il primo ciclo a indeterminato (come ha detto l'imprenditore) .
C'e' da rimanerci davvero se dopo un anno di duro lavoro ti propongono un nuovo ciclo.

le prime domande che possono passare per la crapa saranno del tipo :
"come mai ? non ho dimostrato di valere? non si fidano,?" fino a poi "gli ho dato un anno intero, e ancora non ho nulla di certo in mano.. come farò con i figli ?"


il contratto assunto, parliamoci chiaro è molto diverso dal precario, ha 45 anni il tizio , come diavolo pensa di maturare una pensione ? .. malattie pagate? boh ..


da un lato quindi lo capisco, dall'altro però anche lui come fa a ignorare una situazione di crisi come questa. Le banche non ti concedono più un cazzo, chiedi 100.000 euro di capitale fanno fatica a dartene 60.000, spesso magari fai fatica anche a pagare i stipendi .. fossi stato in lui non avrei mai protestato di VOICE. ma forse anche qui la pressione della crisi è sulle spalle di tutti.

E' stato lodevole riconfermarlo, se si riesce a tenere duro con la struttura operativa senza tagliare troppo sono sicuro che si uscirà molto più competitivi dalla crisi.

sergio ha detto...

x Impre
io lavoro nella stessa azienda ( tessile ) da 27 anni, faccio l'impiegato nel supply chain, uso il SAP (in lingua inglese perchè siamo multinazionale ), sono diplomato ( mat.scientifica,so che non è il max. ,ma nel 1982 quando sono entrato lì , di sgallettati con la laurea non ce n'erano in giro ) ) e il mio stipendio è di 1300 euro x 14 mensilità.premi di risultato nessuno.
di' al 45enne ( io ne ho quasi 51 ) se vuol fare cambio ! io sono a tempo indeterminato , ma 4 anni fa la mia ditta ha mandato a casa 80 persone su 300 , e tutte quante erano a tempo indeterminato, quindi la sicurezza non c'è x nessuno, understand me ( non tu impre , il 45enne ! )?

Flavio ha detto...

Un 51enne che scrive "impre" e "sgallettati" mi da molto da pensare. Comunque è un ottimo mix new & vintage.

p.s.
Buon natale a tutti!!!

sergio ha detto...

x Flavio
il mio modo di scrivere ti da' da pensare ?
vuoi spiegarti meglio x favore ?
guarda che non mi arrabbio mica !
bye

L'imprenditore ha detto...

@ sergio
noi cinquantenni non possiamo scrivere con gerghi giovanili.
Siamo vecchi ;-)

ma dimentica che impre è un diminutivo naturale, mentre sgallettati è una roba dei nostri tempi e non certo giovanile.

Flavio ha detto...

é simpatico il modo in cui scrivi ricorda molto il gergo di quando si hanno 16 anni. vederlo scritto da un cinquantenne fa sorridere e pensare che non tutti quando arrivano ad una certa età si omologano!!!!

sergio ha detto...

x Imprenditore e Flavio

ok rientro nei ranghi ( ma io mi sento di 13 anni, cosa ci devo fare ?e guardate che lo ripeto spesso ai miei interlocutori ). questo modo di parlare ( e scrivere )deriva molto dalle persone che io frequento ( e hanno tutte grossomodo dai 40 ai 50 anni ),ma non parlo di colleghi di lavoro, ma della mia compagnia di amici( intendo quelli veri,non quelli di convenienza).

p.s. forse perchè non tengo famiglia ? maybe.....

Anonimo ha detto...

Poveri imprenditori che non riescono ad arrivare a fine mese ( come i loro operai ).
Provo pena per quelli con macchinoni ( ce ne sono tanti in provincia ), villone, seconda/terza casa, barca e conto corrente pieno.
Pensa che brutte festività passeranno non sapendo se riescono a comprare i regali.
Poverini facciamo una colletta anche per quelli che falliti ( messo in strada tanti poveracci incolpevoli ) con i soldi in tasca.
Poi hanno il coraggio di chiedere aiuti di stato e defiscalizzazioni.
Qualcosa da dire ancora?

L'imprenditore ha detto...

Caro anonimo.

Visto dalla "mia parte" molti pensano che i dipendenti sono fannulloni succhiasangue fancazzisti che non meritano niente.

Però volevo anche segnalarti che questo blog è per gente che ha dubbi, non certezze, e ama discutere senza preconcetti.
E ho sempre abbastanza cose da dire.

Internet è grande non è obbligatorio venir qui a lasciare commenti del genere, vai da Grillo, lì avrai molta più soddisfazione.

Buon anno

sergio ha detto...

x impre
se abbiamo 50 anni siamo vecchi ( mah..., mica ci credo molto ), noto che pure tu usi il linguaggio degli emoticons ( si dice così ? ), quando hai scritto " vecchi "nella tua risposta.
sono cose che non uso in quanto non ne son capace , allora sono vecchio...
insomma, qui non si finisce più

buon anno ( alla vecchia maniera )

Flavio ha detto...

@sergio
Ho amici della mia età 25 anni che credo siano più vecchi di te. Secondo me non siete vecchi tu e impre ma semplicemente di un'altra geneazione.

sergio ha detto...

x Flavio
questa tua afferm.è sorprendente , ma a dir la verità neanche tanto !
secondo me dipende , e credo di averlo già ripetuto, dal contesto sociale in cui ognuno è calato.
non vado oltre se no la storia si fa lunga ....
buone feste

p.s. in campo lavorativo credo di esser nella generazione di mezzo ( cioè a cavallo tra la macchina da scrivere e internet ,ossia tra chi aveva ( ed ha )timore reverenz. verso chi comanda e gli "sgallettati con laurea+master " che arrivano freschi in azienda e manco ti fanno un cenno di saluto se ti incontrano.per la cronca, il mio superiore ( nonil capufficio)ha 33 anni e così si comporta.e d io sempre pensoche lui si pisciava addosso quando io ho iniziato a lavorare.......
forse sono oltre il topic, chiudo qui ciao

Anonimo ha detto...

Hai la coda di paglia imprenditore?
Ti ritrovi negli esempi di imprenditori che ho fatto?
Per tua informazione sono un'imprenditore e non simpatizzo per Grillo.
I consigli e suggerimenti partenalistici li puoi dare nella tua azienda, nella blogosfera sei una persona come tante altre.
Se non sopporti i commenti acidi o che fanno da contraltare ( gli imprenditori falliti vs. dipendente fannullone/ingrato ) non tenere un blog.
Leggiti qualche libro sulla leadership ( che ne hai bisogno come il pane ) invece di continuare a lamentarti.
Gli imprenditori dei miei esempi ( ma anche i dipendenti cortigiani ) quando si dimostrano incapaci dovrebbero ( come si fa per un interinale ) mandarli a casa, dando l'azienda a chi è capace.
Togliendogli tutto a risarcimento dei danni che fanno.
Fa molti più danni un'imprenditore incapace ( dipendenti a casa, fornitori non pagati, clienti senza prodotti ecc. ) che un dipendente fannullone/ingrato.
Ricordati che il rapporto è di lavoro e tu paghi per una prestazione, non sei proprietario della persona ( o pensi che siano tutti raccoglitori di cotone ).
Ai miei non chiedo di sorridere ma di lavorare al meglio, e li metto in condizioni di farlo.
Di colleghi imprenditori che si lamentano continuamente ne ho piene le tasche.
Prima vogliono la flessibilità, poi le defiscalizzazioni, poi aiuti, poi infrastrutture, poi settimane corte, poi taglio stipendi e previdenza è tutto un poi.
Un continuare a chiedere.
Si mettano le mani nel proprio di portafoglio ( e tanti potrebbero, in primis i Marcegaglia andate a vedere il villone che hanno a Gazzoldo nel Mantovano, non sono certo 2 locali con servizi come tanti dipendenti; oppure l'Isola di Albarella una baracca di pescatori vero? ), se l'impresa è un rischio non lo scarichino sugli altri.
Cosa pensano di poter competere con i paesi low cost in tempi di crisi, solo con tagli ed aiuti?
Non demonizzo i colleghi, danno fastidio ( non solo a me ) quelli con le tasche gonfie che vogliono scaricare la loro incapacità sulla comunità.
Facendo danni anche ai colleghi ( fornitori non pagati ) senza rimetterci del proprio ( lasciarli in mutande ).
Comunque imprenditore hai la coda di paglia e le mutande di lana.
Ti saluto hai ragione è meglio leggere blog con contenuti più interessanti.
Il tuo sembra il diario di uno scolaretto, a proposito il ciucio lo usi ancora?
Non torno a leggere i commenti.