venerdì 25 maggio 2007

Speranze e realtà

ANSA.it - Economia - Metalmeccanici, si' a intesa: "La piattaforma e' stata votata dall'assemblea dei 500 (quadri e dei delegati Fiom, Fim e Uilm) con soli due astenuti e uno contrario e sara' sottoposta a referendum nei luoghi di lavoro"

Piccolo problema... un conto è la richiesta, un conto poi la contrattazione, e ad oggi la cifra è un po' fuori budget per Federmeccanica.

Sempre il solito ritornello

Grandi polemiche sta suscitando la relazione di Montezemolo. Qualche ripassino che la gente ha la memoria corta

1 - Tocca al Governo sapere realizzare il programma di riforme sul quale ha raccolto il consenso dei cittadini. Costruire una prospettiva sulla quale possa muoversi tutto il Paese, pur con i naturali contrasti tra gli schieramenti dei partiti, pur con la naturale dialettica tra i portatori dei diversi interessi in gioco.
Tocca all’opposizione svolgere un ruolo costruttivo, rilanciandosi su un progetto di modernizzazione.

2 - Non è dunque solo per un pur legittimo interesse nazionale che l’Italia, proprio durante questo suo semestre di presidenza, deve battersi perché si realizzino i Corridoi 5 e 8, che sono vitali per le imprese italiane. (il corridoio 5 è la TAV...)
[...]
Ancora una volta, in questi mesi, gli oneri del riaggiustamento della finanza pubblica si sono riversati sulle imprese. Ed è stato fatto in un modo brusco, da noi contestato, che ha modificato in corso d’anno la base imponibile delle imprese.

È stata una misura che ha dato molto gettito alle casse dello Stato e che ha risolto gran parte dei problemi di finanza pubblica di breve periodo: ha migliorato i conti del trimestre. Ma è stata una misura che non ha certo migliorato il clima di fiducia delle imprese, né dato certezze agli investitori esteri
[....]
Credo sia giusto parlarne non certo per entrare in ambiti politici che non sono propri della rappresentanza delle imprese, ma perché gli imprenditori, come tutti i cittadini italiani, vivono con grave e crescente disagio questa situazione.
Il continuo discredito di tutta la classe politica nazionale incide in modo determinante sulla nostra immagine all’estero. Ne risente pesantemente la stessa competitività del nostro sistema economico.
In una fase così difficile dell’economia nazionale e mondiale è grave che tante energie del Governo e dell’opposizione siano concentrate su polemiche che riguardano solo il passato.

3 - Oggi soffriamo di un eccessivo segmentazione delle competenze sul territorio. Lo spirito originale del federalismo, nato dall’idea di alcuni movimenti politici, non era sbagliato. Muoveva da un ragionamento semplice, comprensibile ai cittadini e razionale. Per cambiare la nostra pubblica amministrazione c’è bisogno di una profonda riorganizzazione dei poteri, in modo da avvicinare ai cittadini le responsabilità e le decisioni. Era l’occasione per avere una amministrazione pubblica più vicina ai cittadini e alle imprese, più leggera, semplice e meno costosa.
Ma, dopo quattro anni dalla prima riforma costituzionale e dopo molti progetti di ulteriore riforme, dopo decine di ricorsi alla corte costituzionale e una incredibile proliferazione legislativa a tutti i livelli, dobbiamo dire che stiamo andando nella direzione sbagliata. Questo federalismo rischia di far affondare il nostro Paese, altro che liberarlo! Il localismo avrebbe dovuto esaltare le specificità delle diverse aree, responsabilizzando i loro amministratori, aumentando la loro competitività. Invece il localismo ci sta uccidendo. Stanno aumentando i costi per la finanza pubblica, c’è confusione di competenze, c’è una rincorsa ad occupare potere. L’autonomia fiscale avrebbe dovuto ridurre le tasse alleggerendo l’amministrazione, invece viene usata per drenare più risorse per pagare apparati sempre più costosi e privilegiati.

4 - Schiacciati dal presente, divisi sul passato, rischiamo di prestare poca attenzione al nostro futuro. Serve uno sforzo di visione. Serve una capacità di leggere i fenomeni per costruire il domani. Serve una volontà di emergere dal quotidiano: non per sfuggirlo, ma per poterlo affrontare meglio, con una mappa che indichi una strada.
Sta qui il senso di una politica alta, che abbia un progetto per il domani e che sia vicina ai veri problemi della gente.
Dove vogliamo che sia l’Italia tra dieci anni?
Dobbiamo rimettere in funzione i meccanismi di selezione, con due parole chiave: la trasparenza e soprattutto la meritocrazia.
La meritocrazia è un valore di cui abbiamo estremamente bisogno, nelle imprese come nella società, nei servizi come nella pubblica amministrazione, nella scuola come nelle università.
[....] Non dobbiamo, al contrario, riscoprire vecchi dirigismi. Né riesumare enti pubblici pronti a intervenire su tutto né inventarne di nuovi.
Vedo con preoccupazione la strisciante invadenza dello Stato nell’economia attraverso l’attivismo di nuovi soggetti che richiamano alla mente la vecchia GEPI. Osservo con disagio le resistenze degli enti locali che proteggono le loro aziende di energia, acqua e gas e ostacolano i processi di liberalizzazione.
[...]Ma occorre che tutto il Paese abbia ambizioni e ritrovi il gusto della sfida. Alziamo lo sguardo verso il futuro. Dove vogliamo essere tra dieci anni?
[...]Occorre anche superare la logica del distruggere prima tutto quello che ha fatto il Governo precedente e poi avviare il proprio programma. I tempi della politica e quelli dell’economia corrono rapidamente. Se si perde tempo a distruggere, non ci sarà poi il tempo per costruire.
[...]Mai come oggi abbiamo bisogno di una politica alta, che assuma responsabilità, prenda decisioni e non si smarrisca in defatiganti dispute sul perimetro degli schieramenti, sia nel centrodestra che nel centrosinistra.
[...] Per ricostruire l’Italia ci vuole una guida politica e istituzionale, una classe politica con ambizioni di futuro e competenze elevate, con grande senso dello Stato. Per classe politica non intendo solo i partiti, ma anche le istituzioni, i corpi sociali, il mondo delle associazioni, le imprese e tutti coloro che non limitano il proprio agire al mero conseguimento di una pur legittima soddisfazione personale.

5 - Un capitolo a parte merita il tema dei costi della politica, alimentati anche dalla crescita a dismisura delle cariche rappresentative remunerate: dai consigli di circoscrizione fino al parlamento europeo, passando per consigli comunali, provinciali, regionali, ed enti collegati.
Come persone di impresa sappiamo benissimo che le funzioni di governo meritano di essere adeguatamente remunerate. Non ci sfugge neppure che la partecipazione democratica implica la creazione di organizzazioni permanenti. Ma è difficile da accettare l’idea che la politica - nel senso della gente che vive di politica a tutti i livelli - sia ormai di gran lunga la prima azienda del Paese.
[...] Modernizzazione, concorrenza, meritocrazia per premiare i migliori in tutti i settori della società, a cominciare dalla scuola fino alla pubblica amministrazione. E’ la nuova frontiera su cui dobbiamo impegnarci.

1 - Antonio D'amato - Relazione 2001
2 - Antonio D'amato - Relazione 2003
3 - Montezemolo - Relazione 2004
4 - Montezemolo - Relazione 2005
5 - Montezemolo - Relazione 2006

insomma in fondo la solfa è sempre la solita, e queste sono le cose uscite ad una velocissima lettura delle relazioni alle assemblee degli ultimi anni.
Con vari governi.

Solo che questa settimana è di "moda" il discredito della politica e l'interpretazione basilare è quella!

And the winner is

Spotanatomy!


Chiusi i Marketing blog Playoffs 2007.
Complimenti a tutti i partecipanti.

Link a marketing BarbecueCamp di domani
Tutti i risultati e la classifica finale sul wiki.

La serietà al governo

leggetevi questa storia, stupidi sudditi che non siete altro!

Lettera a Prodi, la Presidenza del Consiglio risponde: il controllo del buon andamento della Pubblica Amministrazione non riguarda i cittadini « scandaloitaliano: "“generico ed indistinto interesse di ogni cittadino al buon andamento dell’azione amministrativa” non ha alcuna tutela giuridica, e il controllo della PA non è compito dei cittadini ma di “altri organi costituzionalmente previsti”."

giovedì 24 maggio 2007

Relazione Montezemolo

NB Post lunghetto, contiene molte citazioni.

Me la sono letta, è disponibile qui se vi interessa. Qualche frase che mi ha colpito (non necessariamente quelle sottolineate, a volte i messaggi sono in punti diversi).

Parte in grande rivendicando i successi dell'industria.
Cita le forze armate fra i talenti nella p.a.
Insiste (giustamente) su competizione e merito.

Pone l'obiettivo 2015 Steve ha un'opinione, io ho sentito anche Bersani parlare di quella data, non so se l'ha copiata o c'è qualche documento governativo che ne parla.

Stoccatine tipo "Creare un sistema paese in grado di attrarre è un lavoro molto più serio, difficile e complesso che non quello di sponsorizzare cordate o fondare l’ennesima società a controllo pubblico. "

Parla bene del Berlusca "sul costo del lavoro e sul cuneo fiscale: questioni cruciali su cui abbiamo fatto passi in avanti. Prima con la Finanziaria del 2006, che non a caso definimmo “responsabile”. E poi quella del 2007"

Chiede meno tasse per tutti e accetta meno aiuti (come Presidente Fiat è una novità) "Dobbiamo allinearci all’aliquota media europea che è più bassa di ben 8 punti. Siamo disponibili a scambiare qualunque incentivo in cambio di minore pressione fiscale sulle imprese"

Ricorda il mezzogiorno.
Cita due o tre cosette (magari le avrebbe citate lo stesso) espressamente richieste da alcuni "ampliare gli spazi di flessibilità, ridurre il costo contributivo e fiscale degli straordinari, incentivare la contrattazione di secondo livello, legando gli aumenti salariali ai risultati aziendali e alla produttività"

C'è un passaggio che a mio parere è molto "programma": "In entrambi gli schieramenti sembra mancare la forza per dar vita ad un grande progetto paese che sappia coinvolgere gli italiani e i cui risultati non si vedranno in tempi brevi. E’ un compito che certamente spetta soprattutto a chi governa, senza alibi o giustificazioni: compresa la necessità, che condividiamo, di migliorare la produttività dei lavori parlamentari. Ma ci aspettiamo anche un’opposizione che esprima un progetto politico e culturale più che propaganda e denuncia.

Fare oggi scelte coraggiose, i cui risultati si vedranno fra otto o dieci anni, significa avere senso dello Stato.

La concorrenza in politica è altrettanto importante che in economia. E in politica la concorrenza significa sistema elettorale.

Non sta a noi indicare quale sistema rappresenti la scelta migliore per il Paese. Da cittadini diciamo che occorre fare presto e che serve un sistema che consenta ai migliori di emergere e di governare, e dia agli elettori la possibilità di scegliere senza liste prefabbricate."

Lancia strali (leggerà i blog?) contro la politica "La politica è la prima azienda italiana con quasi 180 mila eletti. Il costo della rappresentanza politica nel suo complesso in Italia è pari a quello di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna messi insieme. Il solo sistema dei partiti costa al contribuente 200 milioni di euro l’anno, contro i 73 milioni della Francia."

Cita piloti e macchine (credo sia una roba tipo le apparizioni di Hitchcock nei suoi film).

Gira la politica in aziendalese (nel 94 ci provò un'altro con pessimi risultati) "Tutto questo fa emergere un drammatico problema di rapporto tra costi e risultati. "

Cita spesso il sociale "È più sociale premiare il merito che portare tutti alla velocità del più lento. "

Parla di passione (altra sua mania) in politica "La politica è forte solo quando sono forti le sue idee, le soluzioni che propone, gli scenari che offre al Paese e sui quali mobilita le passioni."

Parla di un'Italia diversa da quella che vedono i nostri attuali governanti "Siamo davvero sicuri, ad esempio, che l’Italia, quella vera, sia divisa sul proprio ruolo nel mondo? Siamo davvero sicuri che la stragrande maggioranza di questo Paese non abbia già pienamente interiorizzato l’appartenenza all’occidente, la propria identità di europei, la naturale vicinanza agli Stati Uniti?"

Parla di responsabilità, cosa che mi trova d'accordo al 100% "Dobbiamo avere il coraggio di tornare a parlare anche di doveri e responsabilità. Perché non possiamo sopravvivere in una sorta di vuoto morale, incapaci di comprendere e di insegnare ai nostri figli il valore di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. "

La parte finale è tutta da leggere.

Il mio parere è che abbia effettivamente un profilo molto "politico" più che economico, forse definirla un programma elettorale è eccessivo ma l'insinuazione di una propria possibilità di leadership in alcuni passaggi c'è. Terza via?
Con tutto questo a me è piaciuta, in fondo poco piagnona e più propositiva e positiva.
Dal lato comunicativo sicuramente Montezemolo è capace.

Non mi stupisco che a Prodi non sia piaciuta, non ho visto grandi complimenti alle cose che ha fatto. E si prende il merito della ripresa.

Se faccio in tempo sento qualche amico per sapere com'era l'aria e vedo se c'è qualcosa di interessante. Tanto domani lo passeranno ai raggi X sui giornali.

Ultima nota, leggo che dicono non ha parlato di doveri dell'industria, la frase Sicurezza, conoscenza e salario equo sono pilastri sui quali costruire un nuovo modello d’impresa che si va affermando in tutto il mondo e che pone le basi per un rinnovato orgoglio professionale dei lavoratori dell’industria.
Cos'è? Al solito ciascuno legge solo le cose che gli interessano.

Commenti e insulti sono richiesti espressamente questa volta vorrei sapere cosa ne pensate voi. Grazie

Assemblea Confindustria

Non vado da anni, da quando ho fatto il cattivo.... stasera ho visto un pezzo su Sky.

La Marcegaglia alla sinistra del Presidente (segnale o prassi?), Tronchetti alla destra.

Bersani era agitato, la vena sulla pelata per poco scoppiava. E gli consiglio di cambiare sarto.

Jaki in seconda fila, vicino a Monti, il fratello grasso dell'ex presidente Abete vicino al Prodi, che aveva l'aria un po' tesa, Fossa anche lui in prima fila, ma un sacco di posti vuoti. Barcella (BG) vicino a leaders sindacali.

Se non è cambiato dai tempi di solito le prime file sono riservate agli invitati, i membri di giunta e notabili vari.
Dietro la truppa (rigorosamente separata e guardata a vista dal servizio d'ordine) che arriva presto per avere un posto decente. Adesso è in un posto grande quando era al centro congressi di fianco alla sede era una calca da non credere.

mercoledì 23 maggio 2007

Gli intoccabili


Caso Visco, «nessuna ipotesi di reato» - Corriere della Sera

Pochi giorni fa parlavo della "obbligatorietà dell'azione penale" che vale per alcuni e non per tutti.

E' vero, la questione è vecchia e saltano fuori ad orologeria, ma nei commenti qualcuno si lamentava di come spesso gli ispettori evitino accuratamente di mettere il naso dove non devono. E chi sarebbe disponibile a scommettere anche 1 (uno solo) euro sulla buonafede di Visco? Sul fatto che i trasferimenti fatti in tutta fretta non siano legati alle indagini in corso (non è la prima e non sarà l'ultima volta).

Nel famoso film gli intoccabili erano i buoni, che senza farsi spaventare andavano avanti a fare il loro lavoro.

Nell'Italia del 2007 gli intoccabili sono divenuti i politici, che fanno, disfano, infrangono la legge se necessario se la fanno su misura o la fanno su misura per il nemico.

Gentaglia della peggior specie. Non c'è da stupirsi se ormai la fiducia verso di loro è ai minimi.

E il dibattito è nato parallelamente alla pubblicazione del mio post per Formiche, lungi da me pensare che sia una conseguenza. Ho scoperto l'acqua calda di una situazione insostenibile.

Peccato che nel film si vinceva con l'evasione fiscale, qui è impossibile.

Ho trovato un post interessante sull'immagine che i nostri rappresentanti sanno dare.

Anonimato

La parte brutta dell'anonimato.
Non posso andare al MKTG Barbecuecamp

Giornali di lotta e di governo


Ho amato la rivista il Mucchio Selvaggio per lunghi anni. Prima copertina Neil Young, mi ha fatto scoprire molti artisti quando la stampa musicale italiana era desolante.

L'ho seguito dopo la scissione di Carù che portò a Buscadero ma solo fino a quando Max Stéfani (personaggio alquanto squilibrato a mio parere) l'ha trasformato in giornaletto militante.

So che hanno tentato l'avventura settimanale e han fallito (il comunismo è bello ma il mercato ha le sue regole...).

Mi ha messo tristezza vedere questo numero in edicola, tette in copertina come un qualsiasi Panorama (che non le mette quasi più) Berlusconiano!

lunedì 21 maggio 2007

Sirene, castelli, miopia, brioches

Post originariamente scritto per "Formiche" sul numero di Maggio attualmente in Libreria.


Ne ho visti tanti, sparire nel buco nero della politica attirati dalle sirene.

Incontri gli amici di un tempo, trascinati nel gorgo della politica e li trovi persi, presi da argomenti e ragionamenti distanti.

Credo sia qualcosa che fa parte dell'animo umano, che si lega intimamente ai nostri istinti animali più profondi. Quelli che non cambiano al variare della cultura, del luogo di nascita, della propria storia.
E' qualcosa che è legato al potere, al comando. Presente infatti anche nei gruppi di animali.

Molti miei colleghi sono i primi a soffrirne, chi non conosce industriali di provincia boriosi e pieni di se? Ma se vivi in provincia sei riconosciuto, omaggiato, vai in giro e ti senti "qualcuno" e non "uno". Poi bisognerebbe rendersi conto che ti sposti nel paese di fianco e probabilmente nessuno ti conosce ma questa è un'altra storia.

Quando una persona, anche di successo, intelligente e con buona cultura entra in politica viene inserito nel meccanismo.

Il meccanismo prevede che uno cominci ad assumere degli incarichi.
E più sali più hai incarichi, più hai incarichi più il meccanismo ti trascina nell’ingranaggio.

Sempre più la tua vita si riempie di politica. Cominci a incontrare prevalentemente persone a causa della politica, ad avere incontri con i colleghi. Entri nel gruppo dei “politici”.
Ogni gruppo tende a proteggere i suoi componenti, a diventare autoreferenziale, dagli amici che si trovano per una partita di carte al bar alle grandi organizzazioni.
La politica è naturalmente l’apoteosi dei circoli chiusi.

Ti danno le chiavi e cominci ad avere accesso al castello, là dove entrano solo le persone di potere.
E più sali di livello e più puoi salire ai piani alti del castello.

Inizi la durissima vita del politico ad alto livello. La gente non si rende conto di quanto questa vita sia dura, che il 90% delle persone probabilmente schianterebbero al suolo stremate, anche considerando di avere tutte le facilitazioni di viaggio e organizzative di cui si gode. Sembra una cosa semplice, invece è complessa, difficile, estenuante e ha due grandi controindicazioni: la prima è che ti trovi sempre più circondato da tuoi simili e quando esci dal castello il popolo, ammesso che superi la cerchia di chi ti protegge, è adulante.
La seconda è che questa durissima vita rende miopi.

E allora quando ti trovi nella torre del castello a parlare con i tuoi simili e a decidere sul destino del popolo, lo stesso popolo, il paesaggio tutto quello che circonda il castello diventa un paesaggio sfumato ed indistinto.

L’ho detto, ogni ambiente a poco a poco si trasforma in un circolo “chiuso” dalla bocciofila alla compagnia di ragazzi, al paesello.
Il problema è che la politica decide e regola la vita di tutto quel mondo che cerca di andare avanti fuori dal castello. E lo fa senza più vederlo e capirlo.
Non a caso i miei collaboratori normalmente commentano: ma ci provano mai a pensare cosa comporta cercare di rispettare le leggi che emanano?

Per questo non c’è da stupirsi se da centinaia di anni per il popolo il governante è qualcuno che alla affermazione “manca il pane il popolo ha fame” dà come risposta “dategli le brioches”.

venerdì 18 maggio 2007

Parole e fatti

Uno slogan di Prodi era "serietà al governo". Risultato: pasticci a non finire, non ha ancora visto Bush dopo un'anno, ha appena aumentato le truppe in Afghanistan (dove siete pacifisti?) e ha un governo più ipertrofico di quelli ex DC.

Sharkozy viene eletto, in giornata va in Germania per far capire chi comanda in Europa.
Chiama al governo uno che stima a fargli fare il ministro degli esteri fregandosene se è dell'opposizione.
e poi Francia, ecco il nuovo governo: snello e rosa - Corriere della Sera: "Dimezzati i ministeri, 15 in tutto di cui 7 donne"

I francesi non mi stanno simpatici ma in questo momento li invidio un mondo!

Punti di vista

ANSA.it - Economia - Visco, pressione fiscale non e' alta

Calcolato che l'ideale ci Visco è quello segnalato da Steve, certo che non è alta!
Cazzo (scusate il francesismo ma quando ci vuole...), il mio tax rate quest'anno è 67%!
Non è alta?

Emulazione

Gorilla in fuga dallo zoo, panico in Olanda - Corriere della Sera: "Alla fine è stato catturato in un bar-ristorante"

Ha visto la pubblicità di quello del sanbitter cercava la tipa?

giovedì 17 maggio 2007

Cerco avvocato del lavoro

Ma non si può denunciare per evasione contributiva presso qualche pretura i politici che per loro stessa ammissione hanno tenuto dei collaboratori in nero?

E perché quelle teste di piffero dei pretori d'assalto sempre pronti a scagliarsi su qualsiasi stupidaggine pur avendo una notizia criminis non si attivano?
Allora l'obbligatorietà dell'azione penale in Italia vale solo per i poveri cristi o gli avversari politici?