martedì 17 luglio 2007

Evasori contro legge

La cosa è tecnica e complicata cercherò di spiegarmi.

Le esportazioni non sono assoggettate ad IVA.
Per controllare che la merce sia stata esportata e l'evasore (l'azienda, per definizione che da qui chiameremo così) non stia facendo il furbo occorreva, fino al 30 Giugno, una fattura vistata dalla dogana che faceva da "visto uscire" o la 3a copia del DAU. Tralascio, per amor di patria, le peripezie di chi esporta molto per inseguire trasportatori di tutto il mondo e farsi rispedire le fatture vistate.

Sono cambiate le regole (in anticipo, per una volta) rispetto al previsto.
La procedura è stata informatizzata completamente e quindi l'evasore, previa registrazione, potrà interrogare sul sito delle dogane, attraverso un numero pratica che troverà sul DAE, lo stato della merce. In pratica ci sarà una videata che dice che è stata esportata.

Siamo o non siamo in Italia?
C'è naturalmente un ma...

Ma il report del sito delle dogane non è un documento fiscalmente valido.

Ora immaginatevi la scena.
Arriva presso l'evasore un funzionario della dogana a controllare che non si sia evasa l'IVA.
Chiede di dimostrare che la merce è stata esportata.
Tu gli mostri una interrogazione sul SUO sito.
Lui ti dice che non è valida e ti fa la multa assoggettando la spedizione a IVA più sanzioni del caso.
Insomma neppure la dogana si fida di se stessa.

Era sconsolato anche il funzionario che ha parlato di questa cosa. Ha detto "speriamo che nessuno abbia il coraggio di farvi la contestazione per questo".

Sinceramente quando succedono queste cose uno si chiede veramente chi cavolo ci governa.

3 commenti:

FB ha detto...

Funziona, cioè: NON funziona davvero così.

Ma anche nel senso contrario non è che le cose girino meglio. La fattura, in molti paesi, è una sorta di pro forma (da non intendersi nel signifcato fiscale nostro): più o meno un pezzo di carta del salumiere con su scritta la cifra. Obbligo di numerazione? Modulari? Sconosciuti. E non parlo di paesi emergenti: basta andare in Svizzera, meglio se tedesca, e rivolgersi a ditte individuali o piccole realtà.

Mai provato a spiegare ad uno straniero che la fattura deve contenere il codice fiscale e/o la partita IVA? E che "contenere" significa che va scritto in un posto preciso della fattura?

Io si: mi sono sentito un pezzente. Ho dovuto minacciare di non pagare se la fattura non fosse arrivata come noi gli dicevamo.

Anonimo ha detto...

Succede anche per le verifiche fiscali...a secondo di chi viene.
alcuni verifcatori chiedono le copie degli F24 e delle dichiarazioni.
Forse non sanno che proprio presso i loro uffici questi documenti sono consultabili all'anagrafe tributaria.
Cioè nel loro sito.
Ultimamente succede meno.
Magari alla dogana col tempo...
Zener

Il Gatto Nero ha detto...

certo poi quando si ha a che fare con i neo assunti per concorso dell'AgEntrate che arrivano in studio per gli accessi brevi e non sanno il senso di cosa ti stanno chiedendo ... e pretendono di fare Starsky e Hutck ... ve li raccomando