lunedì 17 marzo 2008

Alimangia

A cosa serve una compagnia di bandiera a parte offrire viaggi gratis a politici vari e ad assumerne i parenti?

A nulla.

E quanto vale una porcheria di quel genere, piena di gente negli uffici e con le cameriere (se la tirano da hostess ma più o meno quello fanno) volanti assunte sempre con contratti atipici (alla faccia della correttezza di un'azienda dello stato) con aerei vecchi e nessuna strategia?

Ecco: nulla.

E scioperino pure. Ma smettiamola di mantenerli con le nostre tasse.
E per piacere, PdL Formigoni & co smettiamola di menarcela con gli aiuti di stato a Malpensa.
Aveste fatto quello di vostra competenza: collegamento ferroviario e stradale non da terzo mondo, sarebbe ben più competitivo.

Alla fine come sempre quando toccati nei loro interessi i politici sono tutti comunisti dentro ;-) e allora meglio che il popolo paghi per interessi superiori. Lega compresa.

5 commenti:

Zener1992 ha detto...

faceva maraviglia un Formigoni (e leghisti) che difendeva a spada tratta Alitalia e Malpensa, sapeva di in effetti di comunista andato a male.

Anonimo ha detto...

Alimangia...è proprio corretto come termine...

rino ha detto...

A me ha fatto impressione il ministro Bianchi ad Annozero. Voleva stabilire le tratte aeree per decreto.

prime ha detto...

@rino
impressionante sul serio

@zener1992
guardando agli zoppi, si impara a zoppicare?

:-S

@limprenditore
Dici bene. Gli USA insegnano che avere una compagnia di bandiera per far andare bene il traffico aereo non serve a nulla. Loro non ne hanno eppure ...

E' il solito specchietto per le allodole.

MenoStato - Eugenio La Mesa ha detto...

@zener1992
Non si tratta di comunisti andati a male, ma di statalismo equamente diffuso nel centro-destra e nel centro-sinistra, sia al nord che al sud.
E secondo me la principale causa e' che i politici usano le aziende pubbliche (nazionali e locali) come enorme bacino per i loro voti di preferenza, indipensabili per essere rieletti e/o avere potere nei congressi di partito.

Un politico di professione privilega SEMPRE chi da il voto di preferenza a lui piuttosto chi da' un voto al suo partito, ma senza preferenza.