giovedì 5 maggio 2011

Crisi? Quale crisi?

Notoriamente la crisi è qualcosa che si sono inventati i portatori di sventura ma grazie al nostro intrepido governo e al decreto dello sviluppo le cose miglioreranno.


I dati sembrano buoni ma cresciamo meno dell'Europa e siamo pur sempre sotto rispetto al 2008 (e stiamo già rallentando come si vede dal grafico)

E questo è quello che il nostro governo considera necessario per lo sviluppo.
Sulla ricerca una defiscalizzazione su quella aggiuntiva affidata alle Università. Così se hai investito su risorse interne sei cornuto e mazziato.

Credo che la vera, grande, svolta verrà da questo "Raddoppio a 10mila euro del valore dei beni di cui le imprese possono disfarsi, perché obsoleti, per cui sarà sufficiente l'atto notorio".

Perché se non lo sapete se voglio buttare via un vecchio PC che è a cespite devo chiamare la finanza (o l'agenzia delle entrate) per certificarne la distruzione. (al di là di dover pagare per smaltirlo).

Al solito, aria fritta pre-elettorale.
Intanto hanno aumentato la benzina per la guerra (scommetto diventerà definitivo) ristabilito le tariffe per gli avvocati (i migliori amici del nostro Presidente del Consiglio) ecc ecc
Ah, naturalmente non manca una stabilizzazione dei precari della scuola.

martedì 3 maggio 2011

Certezza del diritto

Come noto la FIOM ha promosso diverse cause riguardanti l'applicazione del contratto separato metalmeccanici del 2009.

Tribunale di Torino (almeno fossero due tribunali diversi).

Una sentenza a favore della FIOM.

Una sentenza a favore dell'azienda.

I team legali e i comportamenti sono uguali.

C'è bisogno di commentare oltre a mettersi a piangere?

giovedì 28 aprile 2011

Artisti

Ci sono persone che sono degli artisti.

In questo caso si tratta del (ir)responsabile del magazzino.

Ok la nostra azienda non è molto estesa, ma possibile che in un mese sia nella pausa pranzo che la sera non ti sia capitato 1 volta, dico 1 di ritardare l'uscita di un minuto?
Possibile che non hai mai avuto una cosa da fare, che so il computer che non si spegne, un muletto da mettere a posto, una bolla, una telefonata, una momentanea distrazione?

No 42 volte sei riuscito a timbrare entro il minuto in cui la sirena ha iniziato a suonare.
Un artista!

Però per farlo c'è un metodo solo, smettere dieci minuti prima di lavorare, mentre io ti pago fino al minuto di timbratura. Anche quando tu sei già lì in zona timbratura mani lavate, fresco e pronto ad uscire.

Credi che siamo scemi? Poi non ti lamentare se non prendi un aumento neanche a piangere (mentre i tuoi colleghi lo prendono senza chiederlo) e se le tue valutazioni su come lavori non sono mai positive (il cartellino rispecchia l'impegno generale).

Certo che dev'essere ben triste lavorare così. E avevi l'occasione di crescere.

Nota per i polemici, non sono di quelli che pretendono ore gratis e paghiamo eventuali straordinari (tranne che ai quadri, ma lì lo stipendio li ricomprende). E molti altri timbrano nel minuto, anche degli uffici. Ma non con una regolarità così.
Non fatevi distrarre dall'ora di entrata, sta in cortile a parlare e al suono della sirena, con passo felpato si avvia verso il suo posto di lavoro, si veste, accende il computer ecc.

EDIT - non è vero, mi sono sbagliato, sul mese scorso una volta sei uscito alle 12.01. Mi cospargo il capo di cenere ;-) (stavo guardando quello di Aprile e non era successo)

venerdì 15 aprile 2011

Energizzante

Al nucleare rinunciamo perché c'è stato un incidente in Giappone.

Il petrolio di disastri ne fa molti di più (qualcuno ricorda il golfo del messico) e sta finendo

Il gas è quello che è.

L'eolico non lo vogliamo perché rovina il paesaggio.

Il fotovoltaico inquina (smaltimento pannelli) e mangia territorio e non ci piace vederlo (e no ci sono più gli incentivi).

Gli inceneritori non li vogliamo che fanno diossina e son brutti.

I digestori hanno una efficienza molto bassa.

I cereali ci servono per mangiare.

Certo non possiamo usare il carbone (avete letto che una macchina elettrica alimentata da energia creata col carbone inquina più di una diesel?).

Volevo chiedervi, voi come siete messi come allenamento per la bici? Sia per i trasporti che per la produzione elettrica.
L'energia del futuro è l'utilizzo della nostra ciccia.

mercoledì 6 aprile 2011

La gente è strana

Ricevo via email:

Buongiorno, sono un libero professionista che cerco una collaborazione come xxx. Se mi inviate il vostro indirizzo email vi invio brochure di presentazione. distinti saluti 

Cosa dovrei dirgli a uno così?
Italiano a parte intendo.

Ma cosa succede?

Prima nominano uno di cinquant'anni alla presidenza Enel.

Oggi, pare, fanno fuori Geronzi da Generali.

Vuoi dire che mentre tutti pensano alle zoccolette e alle scissioni in mille partiti e correnti l'Italia sta cambiando un po' davvero? (manca solo qualche donna in più nelle nomine)

martedì 5 aprile 2011

Ahhh les italiens

In una cosa siamo fortissimi.
"Fatta la legge trovato l'inganno".

Mi chiedevo dove fosse la ratio della concessione del permesso di soggiorno ai clandestini.

Poi ho ascoltato "questo permetterà loro, secondo il trattato di Schengen, la libera circolazione".
E ho capito molte cose.

Ci manca solo che li portino da Lampedusa a Ventimiglia.

lunedì 4 aprile 2011

Sognando le nuvole

Giornalmente in azienda riceviamo offerte.
Se uno legge on line e le riviste è certamente il trend del momento.
Tutti ne parlano.

Cloud computing.

Servizi in ASP, server e memorizzazione dati remoti.
Bellissimo.

C'è il solito ma: avere i dati in remoto nella cloud è bellissimo. Ma dovrei avere una bella linea internet veloce e affidabile.

Invece qui da noi, visti gli scarsi investimenti fatti sulla rete ultimamente, avere una linea internet veloce e stabile è una specie di sogno.
Ammesso e non concesso di essere in località coperta almeno da ADSL (e in certi posti è già un sogno) una linea veloce ed affitabile in grado di supportare la memorizzazione remota costa ben più di un buon server.
No cloud computer ma le solite nuvole nere all'orizzonte.

giovedì 24 marzo 2011

Studiare la storia

Studiare la storia è una di quelle cose da vecchi barbosi quale io sto diventando.
Cose inutili, in questa gnù economy, dove basta cercare su wikipedia per sapere tutto.

Eppure la storia è fondamentale.
Perché la storia si ripete, perché, mentre l'esperienza è quella che ci dovrebbe aiutare a decidere, come falene impazzite siamo destinati a ripetere gli errori dei padri, nonni, bisnonni ecc.

Ho detto varie volte che la guerra moderna si gioca in campo economico.
Oggi, purtroppo, la guerra vera l'abbiamo anche a due passi da casa.
Tralascio la mia impressione sulla cosa, sarebbe molto impopolare.

Ma ripensando alla storia del nostro paese di fronte al discorso allargato, già fatto da Andrea Panato, della guerra (che va a colpire il nostro vero Ministero degli Esteri, l'Eni) con la parte finanziaria su Generali, Parmalat e altre operazioni sparse piccole o grandi.
Molti paesi avevano puntato tutto sui servizi; ma come la Gran Bretagna, improvvisamente si accorgono che senza industria, senza produzione, è difficile mantenere l'occupazione, creare lavoro, dare un mercato al settore servizi.
Noi imprenditori di campagna l'abbiamo sempre pensato, ma noi siamo "storia", vecchi, fuori mercato, incapaci di adeguarci ai tempi moderni.

Allora, se il mandato è "impadroniamoci della energia" (Guerra BP-Total contro Eni) e della produzione (Parmalat) ecco che i mai sopiti istinti imperialistici degli umilissimi francesi rinascono.

E cosa ci insegna la storia?
Che l'Italia è da sempre terra di conquista, che il nostro odio e disincanto nei confronti dell'autorità costituita, il nostro arrangiarsi, nasce proprio dalla abitudine ad essere invasi.

E perché è sempre stato facile invaderci?
Perché siamo il paese dei comuni, un paese dove ancora oggi si tifa per lo straniero se conquista il comune vicino, nemico da sempre.
Perché per noi la parola alleanza è il preludio alla parola tradimento, o quantomeno approfittarsene e cercare di fregare il socio.

Trasportiamo questi nostri vizi nell'industria ed eccoci ad avere una industria frammentata, dove si preferisce fallire che allearsi o perdere il proprio moderno titolo nobiliare di Amministratore Delegato.
Dove con un certo godimento vediamo sparire il concorrente italiano favorendo un tedesco, un francese, un americano.

Eccoci qui a ripetere la storia, a ripetere vizi ed errori dei nostri avi, che ci hanno lasciato la grande tradizione dell'artigianato, dell'arte della creatività.
E questa maledetta abitudine a far da soli.

giovedì 10 marzo 2011

Responsabilità sociale (ma dove conviene)

Nelle grandi corporation negli ultimi anni ci si dà molta aria alla bocca parlando di Responsabilità Sociale con bilanci, documenti pubblicità ecc.
Al di là del fatto che quando lo vedo fatto dai petrolieri e dalle banche mi viene personalmente da sorridere (ma sono un dissacratore) nei fatti poi ci si riempie la bocca quando conviene.
Faccio un esempio concreto: HP.

E' sicuramente uno dei market leader nelle periferiche, e se andate sul loro sito trovate pagine e pagine sulla responsabilità sociale.

Però poi se avete una stampante, che magari usate saltuariamente e quindi ancora perfettamente funzionante, che ha qualche anno (mica tanti, bastano 3 o 4) e avete la pretesa di trovare i driver per un sistema operativo aggiornato tipo Win7 (non parliamo poi della 64-bit), beh i driver non ci sono.
Se li chiedete Vi dicono che è una vecchia stampante non più supportata e vi fanno cortesemente capire che è ora di cambiarla. Anche se va.
Ma questo, naturalmente, non fa parte della responsabilità ambientale di HP, la colpa è vostra che la usate poco e quindi è vecchia e nuova.

Io sono ormai un vecchio trombone romantico e mi piacerebbero, invece di tante parole su responsabilità sociale e riciclabilità,  più fatti, non solo da HP ma da tutte le grandi corporation, come durata adeguata dei prodotti, supporto a lungo termine, disponibilità ricambi.


Costruire un prodotto nuovo ha sempre costi ambientali enormemente più elevati di ripararne uno vecchio.
E anche se magari quello vecchio è meno efficiente dal punto di vista energetico, ci vogliono anni per ammortizzarne l'impatto.

Invece, naturalmente, si punta a vendere il più spesso possibile un nuovo prodotto, alla faccia della CSR.

sabato 26 febbraio 2011

la vostra ignoranza vi fregherà

Personalmente traggo una lezione da quanto sta succedendo in Nord Africa.
Ed è quanto (come dico da tempo) i governanti siano lontani dal popolo, circondati da paraculi che non fanno che osannarli e rassicurarli.

A questo si aggiunge, oggi, la profonda incapacità di moltissimi di capire nel profondo i Social Networks e la loro potenza. Che in questi casi sta nella polverizzazione e impossibilità di avere una visione di insieme.
Chi può oggi veramente fare una analisi del "sentiment" sui social network?
Dove e chi (forse a parte Google) ha la potenza di calcolo di fare analisi serie su ciò che passa sui SN?
Davvero qualcuno pensa che basti tenere d'occhio un po' Facebook e un po' Twitter?

Mi dicono persone che ci sono state che mesi e mesi fa i giovani dicevano che il nord Africa era una polveriera pronta ad esplodere.
Proprio mentre i governanti venivano a promuovere gli insediamenti produttivi e gli accordi commerciali, mentre i governanti rubavano sempre e sempre più, comportandosi come se tutto non dovesse finire mai.

Chi aveva il "sentiment" della situazione? Probabilmente i giovani che frequentavano i SN e altri giovani, non chi viveva nella sua torre d'avorio.

E spegnere internet dopo non è molto utile.

Non a caso i cinesi, ben più smart e abituati a reprimere il dissenso (fanno ogni anno ben più morti della Libia, ma la realpolitik verso chi ci sta comperando ed è fabbrica del mondo ci fa turare il naso) internet lo tengono mezzo aperto e molto controllato.

Per estensione, care decine di migliaia di colleghi che pensate che quelle siano robe da ragazzini e io non ho mica tempo da perdere e tanto nel nostro settore... siete sicuri che la next revolution non renderà di sabbia le fondamenta proprio del vostro business?

mercoledì 23 febbraio 2011

Sciatteria

Uno che fa il mio mestiere di sicuro un po' rompiscatole lo è.
E vaglio attentamente i Cv che ricevo, essendo convinto davvero che la forza dell'azienda sono le persone.

Resto quindi notevolmente deluso quando vedo quanta sciatteria c'è tra chi invia CV e richieste di lavoro.
Questo è solo l'ultimo esempio di modulo compilato on-line (tenete conto che non c'era neppure un CV allegato):

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Titolo di studio: liceo linguistico
Altra formazione: 1 anno facoltà psicologia Boccono Milano 1 anno facoltà lettere moderne Statale Milano stege linguistici in UK
Inglese: ottimo
Tedesco: buono
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Voi capite che di fronte a queste cose uno qualche dubbio sulle lingue e sulla preparazione se lo fa venire.
Per carità, poi sono il primo a fare errori di ortografia, ma se devo fare una lettera di presentazione importante la leggo 10 volte.

giovedì 17 febbraio 2011

Cecità



Mi perdonerà Roberta Milano (che sul turismo è più brava di me ed un punto di riferimento) se invado il suo campo.

Leggo nella newsletter mattutina del Sole 24 Ore che Bocca, presidente di Confturismo, dà la colpa (anche) alla tassa di soggiorno per il calo delle presenze in Italia (purtroppo non c'è online al momento).
Mi viene voglia di proporre una nuova teoria economica, quella della sindrome "Jake Blues", "non è stata colpa mia".

Ma Bocca ha fatto un giro nelle strutture turistiche in Italia e magari fatto un po' di comparazioni con l'estero?
Certo, qui ci sono vincoli enormi anche "esterni" alle strutture turistiche, che vanno dai trasporti pubblici alla pulizia, agli orari dei musei ecc.
Ma sarebbe utile prima di tutto guardarsi in casa.

Il "value for money" (se non si usa un po' di inglese in economia non si è credibili) delle strutture turistiche italiane è spessissimo molto basso. Alberghi e ristoranti cari, carenti di servizi e spesso anche di ciò che non costa nulla: un po' di gentilezza.
Raramente mi capitano strutture che mi fanno venire voglia di tornarci.
Più spesso mi capita di vedere quelle piccole e grandi disattenzioni, e non sono il solo, che mi fanno capire che siamo mille miglia lontani da un concetto di servizio alla persona adeguato ai tempi.

Non mi interessa pagare, con quello che costano gli hotel in Italia, qualche euro di tassa di soggiorno (che esiste tra l'altro in moltissimi paesi e sperando che venga usata per migliorare la città), mi interesserebbe invece avere servizio e trattamento adeguati a quanto (spesso tanto) pago.

Non vorrei  Bocca avesse su un paio di occhiali scuri, li tolga, magari vedrà più chiaramente la situazione.

mercoledì 9 febbraio 2011

Genialate

Chi frequenta Confindustria sa che la mitica "base" ha un mantra:
bisogna fare qualcosa
chi la frequenta da molto sa anche che se gli rispondi "ok, dai vediamo cosa fare, tu cosa faresti" la risposta è uguale "bisogna fare qualcosa", inutile cercare di approfondire cosa, quella è la risposta che si riceve.

Se a questa situazione innestiamo un qualche genio il risultato è questo.
Non sono di quella categoria, se no mi cascherebbero le braccia (devo imparare ad essere fine).

Già il testimonial Gerry Scotti (e sui testimonial ci sarebbe da aprire un libro) è super inflazionato.
Ma pensare, con la pubblicità TV (altra genialata) di "creare nuove motivazioni di acquisto oltre a quelle già fortemente consolidate" in un momento di crisi dell'edilizia ed economica (e l'ultimo pensiero credo sia ristrutturare casa) è veramente una cosa che mi lascia allibito.
A meno che non abbiano trovato innovativi usi tipo la ceramica commestibile.

Ah, certo, dimenticavo, però "abbiamo fatto qualcosa".

mercoledì 2 febbraio 2011

Questa è l'Italia

Dice di essere intelligente (confondendo l'intelligenza con la memoria, vabbé).
Ha un milione.
Ha un sogno.

Ma cerca il posto fisso, anche da receptionist, ad aprire una sua azienda non ci pensa proprio.