domenica 18 settembre 2011

La grande truffa dei solidali

Anche oggi, per l'ennesima volta, per quei 5 minuti di TG che vedo facendo colazione mi sono sentito dire "occorre una maggiore attenzione per i poveri".
Che poi è di solito seguita da "le tasse sono necessarie per aiutare i bisognosi" ecc.

Nulla di più truffaldino e falso.

I bisognosi si aiutano mettendo i ricchi in condizioni di fare impresa e dare un lavoro ai bisognosi.
Una politica industriale serve a quello. Favorire le imprese rispetto alle rendite finanziarie serve a quello. Abbassare il cuneo fiscale serve a quello.

Una scuola che funziona, venture capital che funziona, un po' di libertà di fare impresa consentono ai meritevoli di cercare di fare la propria azienda. Togliere lacci e lacciuoli aumenterebbe la mobilità sociale in un paese ingessato dove la cosa peggiore è che se nasci povero e sei in gamba difficilmente riuscirai a ottenere quello che meriteresti.

L'Italia nel dopoguerra è uscita dalla povertà grazie alla crescita industriale, e ci sta tornando grazie ad uno stato onnivoro che drena tutte le risorse per se e per mantenere tutte le sanguisughe che vi ci sono attaccate.

Combattere chi fa il mio mestiere e fargli venire la voglia di scappare è il contrario di quello che vi raccontano del togliere al ricco per dare al povero.
Io probabilmente resterò ricco ma i poveri aumenteranno (i miei dipendenti).
Oltretutto, in una situazione come l'attuale, chi si rompe le scatole sono quelli corretti, che pagano le tasse, attenti alla sicurezza, che non fanno lavorare in nero, che hanno una visione anche sociale della propria azienda. E  restano quelli al quali il sistema marcio va bene perché nel marcio vivono e proliferano.
Se ne va chi fa anche beneficenza e resta chi ruba dalle offerte in chiesa.

Volete aiutare davvero i bisognosi? aiutate i ricchi "sani" (che gli altri vanno combattuti siamo d'accordo).
Se no sono solo belle parole, spesso dette da chi, come la Chiesa (e mi dispiace), tra i poveri ha il proprio "target" e il business della raccolta fondi e quindi ha interesse che non scompaiano.

5 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Condivisibilissimo.

Eviterei però, o vorrei evitare, il capitalismo compassionevole che prima fa soldi in qualunque maniera e dopo pensa ai più sfortunati.
Affiancherei alla compassione anche istituzioni giuste.

Vorrei evitare che la cura dei più sfortunati fosse lasciata solo al buon cuore dei più fortunati...

Saluti
Francesco Cuccuini

Unknown ha detto...

Francesco

il Capitalismo "redento" che prima fa qualsiasi porcata e poi fa il solidale sta sulle scatole a me quanto a te.
Spero si legga tra le righe.

Personalmente sono più verso Adriano Olivetti, per intenderci.

E c'è tutta una fascia che è e resta svantaggiata, e a quella deve pensare lo Stato.

Ma la provocazione nasce dal fatto che oggi mi pare che si pensi che lo Stato debba pensare a tutti a prescindere. E per molti è un business

Anonimo ha detto...

Siamo sulla stessa lunghezza d'onda.

Buona Domenica.
:-)

Jakala ha detto...

Veniamo da un paese cattolico in cui essere ricco è visto come qualcosa da espiare chissà come ha fatto i soldi.

Ecco che molti raggiunto un certo livello si mettono a fare i benefattori solo per lavarsi la coscienza ed essere più apprezzati in società.