lunedì 8 febbraio 2010

Il nostro petrolio

Ne avevo accennato già qui, la grande incompiuta dell'Italia è il turismo.
Intendiamoci, sono e resto un manifatturiero meccanico, e non penso che un paese possaprescindere dal manifatturiero (chi ci ha provato oggi è messo molto peggio di noi).
Ma questo non toglie che siamo incapaci di sfruttare il nostro petrolio.
Potremmo essere la Disneyland del mondo, e mi fa piacere che anche sui media ogni tanto se ne parli e che la Confindustria rilanci sul tema.

Certo occorrerebbe un cambio di mentalità, da parte dei governanti ma anche e soprattutto da parte di operatori del settore e cittadini.
Abbiamo il sud che ha potenzialità infinite, ma come è possibile portarci tanti stranieri finché vive di illegalità diffusa? E quando è diffusa la colpa è di tutti, non di chi governa.

Negli Stati Uniti una baracca di legno di metà ottocento viene promossa e tenuta come una reliquia, da noi, in qualsiasi centro cittadino ovunque ti volti vedi palazzi ben più vecchi.
Abbiamo infinite risorse di storia e arte, che neppure noi che ci viviamo di fianco spesso conosciamo. Credo di essere entrato più volte a Notre Dame a Parigi che in Duomo a Milano (e non so quante volte ci passo davanti in un mese).

Occorre uno sforzo collettivo per una nuova stagione del turismo, anche qui attraverso una maggiore integrazione del settore e capacità di "fare filiera".
Sarebbe poi un ottimo ulteriore mezzo per promuovere la nostra industria agroalimentare.
Più stranieri in Italia, più stranieri che conoscono la nostra arte culinaria e i nostri migliori prodotti.
E più il nome del prodotto Italia è alto più ognuno (anche i meccanici) ne trae beneficio.

Ma siamo pronti a smettere di considerare il turista un pollo da spennare e a capire che il turismo oggi passa attraverso il web? (e qui c'è qualcuno che sta facendo grandi cose),
Siamo pronti a lavorare per offrire un servizio integrato a buon livello col giusto prezzo?
A girare per l'Italia spesso no.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche le leggi assurde sono un problema.

Paola ha detto...

Non sono un'esperta ma offro qualche ipotesi sul perché non funzionerà mai.

Da un lato occorrono le infrastrutture (in particolare gli aeroporti), cosa che in Italia non siamo capaci di fare come si deve, ma facciamo come le università: tanti piccoli a pioggia sul territorio, e tutti contenti. Peccato che i carrier diversi da Alitalia non siano certo i benvenuti e che nessuno sappia come fare massa critica; la conseguenza è che già anni fa l'aeroporto di Palma di Maiorca faceva più traffico di quello di Malpensa.

In secondo luogo occorre un'offerta alberghiera dove il rapporto qualità/prezzo sia competitivo. Vi siete mai chiesti perché da Bali alle Maldive, da Bora Bora ai Caraibi, il visitatore può prenotare un nome noto sapendo che cosa trova (Hilton, Sofitel, Sheraton, Marriott, Four Seasons) e invece in Liguria, nelle Marche, in Sicilia no? E' lo stesso motivo per cui negli Stati Uniti il business delle pompe funebri si è consolidato in grandi catene e da noi no: perché da noi si ritiene che "piccolo è bello", visto che "grande" significa smettere di fare il nero, e una catena internazionale che venga in Italia (al di là di quelle 2-3 location di rappresentanza nelle grandi città) si deve scontrare con mom-and-pops con i quali non può competere se deve avere i dipendenti in regola e fare le ricevute fiscali.

Lasciamo stare poi il decreto Pisanu, i treni fatiscenti, le stazioni senza sale d'attesa, i pedaggi alti per autostrade colle buche, e via dicendo. Sarò pessimista, ma secondo me non ce la faremo.

Anonimo ha detto...

Condivido pienamente le critiche. Io non andrei in vacanza in Italia.

Devo dire, però, che diversi amici cinesi, russi, americani e tedeschi hanno visitato di recente l´Italia e ne sono rimasti entusiasti.

Non tutti, chiaramente. Quella che é stata scippata, ad esempio, non era molto contenta.

Ma la maggioranza di loro ha avuto un´esperienza positiva. Penso che le attrative storiche, artistiche e paesaggistiche, per molti, prevalgano sugli aspetti negativi. Forse, l´inefficienza dei servizi, dal loro punto di vista, fa parte del "folklore."

Il periodo più bello della mia vita l´ho trascorso in Russia e come servizi, veramente, era men che zero.

Ma per me non era importante.

Quindi, è difficile fare previsioni sul futuro del turismo in Italia, perché i parametri di valutazione sono differenti.

Molte attrattive turistiche, fortunatamente, non dipendono da quello che fanno i nostri contemporanei.

Anton

duca ha detto...

Concordo pienamente......inoltre al sud potremmo sfruttare la naturale capacità di accoglienza della popolazione.......sembra banale, ma si può trasformare un pescatore in un cameriere o un ristoratore, mai in un operaio da catena di montaggio.
In tutti i miei viaggi al sud, sia per lavoro che per turismo ho sempre pensato la stessa cosa......però al sud manca la capacità di fare gruppo dei romagnoli, la volontà di collaborare superendo piccole furbizie del singolo.
Anni fa ho provato a realizzare un progetto a Trani. Chi la conosce sa che è un angolo di paradiso: Un duomo romanico sul mare unico....un porticiolo meraviglioso....il castello. Il sindaco era un ex generale dei Carabinieri e si vantava che nell'ultimo hanno c'erano stati solo 2 scippi e che l'illuminazione pubblica era così buona che si poteva leggere il gionale di notte (ho provato.... era vero)
Però dopo 2 riunioni con albergatori e ristoratori presso la confcommercio ho capito: tutti contro tutti e d'accordo solo nel protestare con lo stato e gli enti pubblici) Ho lasciato perdere! Nulla si può fare se i diretti interessati remano contro.

duca ha detto...

Al contrario.....ad esempio Cattolica più di 10 anni fa: Assessore al Turismo un albergatore che parlava inglese benissimo e aveva girato il mondo: ha rifatto il centro storico, con un project financing ha fatto parcheggi sotterranei, poi ha rifatto il lungo mare e tutta la passeggiata etcc..... i solti compagni direbbero che ha fatto il suo interesse..... certo, ma ha migliorato tutto ed oggi cattolica è più bella e più ricca per tutti.