venerdì 19 settembre 2008

Non è roba da ragazzine

Fare il mio mestiere non è roba da ragazzine (con rispetto del Presidente di Confindustria).

Difficile, molto difficile, ci sono situazioni nelle quali occorre far convivere etica personale e aziendale.
Licenziare (o non confermare) se non gli stagionali è sempre un fallimento, il fallimento di un progetto, della scelta di una persona. E questo è già una cosa non piacevole.

A maggiore ragione quando ci si trova davanti a persone in difficoltà economica o personale, o che lo andranno in questa situazione.
Spesso svantaggiate e di basso livello, tipo produzione basic o servizi di pulizia ecc.

E allora ci si trova a combattere tra l'uomo che vorrebbe aiutare la signora delle pulizie nella sua difficile situazione e l'imprenditore che porta sulle spalle la responsabilità del buon andamento aziendale e sa che la situazione non è accettabile.

Con i conseguenti dubbi esistenziali.
Purtroppo per fare questo mestiere occorre tenere ben presente che solo in minima parte l'azienda si può comportare come se fosse un ente di beneficenza.
Ma non può essere regola.
Nonostante la sofferenza dell'uomo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Lodevole il tuo approccio.
In queste ore si parla di nazionalizzare Alitalia:

NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Deve fallire come qualsiasi Azienda privata.
Ho vissuto la stessa situazione e mi sono rimboccato le maniche, basta privilegi.

riflessioni ha detto...

guarda recentemente sto seguendo una situazione decisamente triste vissuta da un caro amico.

ti capisco e ti fa onore. ma spesso non danneggiare alcuni significa più tardi dannaggiare tutti.

quello che si può fare (ma capisco le difficoltà) è sentire tra amici imprenditori della zona se hanno modo di trovare un lavoro per gli esuberi.

l'azienda va salvata. ti ripeto forse sono duro ma ho appena affrontato una storia in cui per non lasciare a casa alcuni dipendenti ora si discute di come evitare di fallire.