mercoledì 17 settembre 2008

Roba che si tocca

L'avranno detto in mille, ma questo blog non ha la pretesa dell'originalità, solo di mettere in piazza i pensieri di chi lo scrive.

La mia speranza è che questa enorme crisi che stiamo affrontando (è notizia di oggi che sia pure parzialmente ci siamo dentro tutti come stato, fondi pensione ecc) faccia ritornare con i piedi per terra chi si era ubriacato.

Per un certo periodo si è parlato molto di servizi, economia dematerializzata, vivere di trading. Abbiamo visto ragazzini diventare enormemente ricchi perché passavano i giorni davanti al computer di banche d'investimento a vendere e comperare muovendo enormi quantità di denaro.

Prodotti sempre più complessi, come i derivati, tanto complessi che neppure chi li emetteva ci capiva più qualcosa.

E intanto milioni di metalmeccanici, tessili ecc a usar le mani sentendosi un pezzo di antiquariato.

Con quei ragazzini che, in massimo spregio per i lavoratori, facevano salire le quotazioni delle aziende quando licenziavano.

Sarò all'antica, ma per me un'automobile, un vestito, un mobile continua a valere più di un pezzo di carta di pari valore. Vendere qualcosa di tangibile (o servizi misurabili) più che piazzare un derivato o un castello di carta.

Non nascondo che in fondo un piccolo impeto di gioia da rivincita viene a noi desueti vedendo i golden boy della finanza uscirsene mogi con la loro scatola dall'ufficio.
L'unico rimpianto è che chi ha costruito davvero quei castelli che stanno crollando non verrà mai chiamato a risponderne.

Forse si tornerà a parlare, finalmente, di mercati e prodotti.

2 commenti:

Matteo ha detto...

...parole sante!!

gufoimpiccione ha detto...

bel post. sembra il disorso di Gregory Peck in "i soldi degli altri". purtroppo però ci saranno sempre venditori di fumo, e ci saranno sempre allocchi pronti a comprare fumo scambiandolo per oro.
e ci saranno sempre imprenditori pronti a vendere baracca e burattini per due soldi per andarsene al caldo. alla faccia del valore umano etico e morale- dell aziende.la cosa triste sta proprio nel fatto che se, e ripeto se, si riesce a uscirne senza ridurre in miseria l'occidente, la stessa cosa può ripetersi subito dopo, come se nulla fosse successo.