venerdì 27 marzo 2009

Nobili decaduti

Sempre più il nostro povero paese mi ricorda certi nobili decaduti.
Che vivono in bellissimi palazzi.
Incapaci di fare la manutenzione anche più elementare.
Con grande apparenza ma vestiti un po' lisi.
Senza a volte neppure i soldi per le piccole spese.
Che guardano dall'alto al basso i parvenu.

Ci siamo capiti: strade dissestate, patrimonio immobiliare, amministrazione pubblica, il modo di trattare gli immigrati e così via.

Non a caso già tempo fa Tremonti partorì l'idea di cominciare a vendere i gioielli di famiglia, poi passeremo ai quadri e alla fine ai mobili.

3 commenti:

Jakala ha detto...

Io invece non sono contrario alla vendita dei gioielli, se lo stato non è in grado di prendersene cura sara qualcun'altro a farlo.

Prendiamo le privatizzazioni per una Telecom che va male ci sono Finmeccanica, Eni ed Enel che tutto sommato vanno bene

L'imprenditore ha detto...

Ma infatti non sono contrario (non mi pare di averlo detto).
Sostengo che ognuno deve vivere secondo le sue possibilità.

Ma i nobili decaduti mi mettono una gran tristezza

Anonimo ha detto...

Il fatto è che Telecom, Cirio, e chi si ricorda più quanti altri gioielli, nel vero senso della parola, tutti comperati e abbelliti coi nostri soldi e con quelli di 5 o 6 generazioni che ci hanno preceduto, non sono stati affatto venduti ma regalati. In pratica ci hanno derubati (almeno) due volte: prima gestendo in modo certamente migliorabile quelle aziende, e poi regalandole all'amico di turno.

Invece che vendere i gioielli di famiglia per mantenersi un tenore di vita da sibarita, il nobile decaduto potrebbe benissimo tenerseli e vivere più modestamente.

Noi abbiamo qualche milione di persone che vive di Stato/parastato/municipalizzate/spa possedute dal pubblico/politica. Alcune centinaia di migliaia (almeno) di questi vivono in un lusso e con dei redditi che sono del tutto immotivati al giorno d'oggi (e pure ieri).

Esempio: perchè mai un segretario comunale deve (non può: deve) guadagnare 150.000 almeno all'anno, indipendentemente dal Comune in cui lavora?

Perchè un consigliere di circoscrizione di Milano si porta a casa circa di 1.000 euri al mese, per "lavorare" circa 2 o 3 giorni alla settimana, se è tanto?

Perchè un consigliere di amministrazione dell'ex azienda dei servizi municipalizzati, ora SpA "privava" della mia città si porta a casa 40k euri all'anno, anche se detta società, se va bene, pareggia il bilancio e lui non è coinvolto nella gestione quotidiana dell'azienda?

Eccetera.

Ciao

FB