martedì 3 gennaio 2006

Valore aggiunto

Ciascuno di noi teoricamente è pagato o guadagna in base al valore aggiunto che sa creare.
Questo dovrebbe essere il credo di chi lavora e di chi fa il mio mestiere.

A parità di volumi per aumentare il valore aggiunto un imprenditore può o ridurre i costi o avere un prodotto da vendere a prezzo più alto.
La prima strada è quella che quasi tutti cercano di seguire, più facile.
La seconda strada è più complessa, occorre analizzare il mercato, cercare di capire cosa il mercato paga e come riuscire a venderlo.
La fascia bassa è affollatissima, la fascia alta difficile, solo i bravi (giustamente) ce la fanno.

La prima volta che ho visto i jeans finto sporco della Diesel (con le istruzioni su come lavarli senza perdere l'effetto) mi sono chiesto chi li avrebbe comperati. Mi sbagliavo.

Alla fine c'è sempre chi ce la sta facendo a farsi pagare più soldi per i contenuti che ha saputo dare ai prodotti, nomi famosi come Ferrari, Diesel, Armani, Technogym e molte altre piccole aziende di nicchia.
Non è facile, ma nulla è facile nella vita.
E' ora di finirla di lavorare sul taglio dei costi (c'è sempre chi fa prezzi più bassi) ed è ora di applicarsi sui contenuti. Prezzi più alti, non più bassi, ma con dei contenuti.

2 commenti:

barni ha detto...

clap clap clap,
un articolo davvero bello e schietto, mi è piaciuto moltissimo, condivido!

L'imprenditore ha detto...

Grazie.
Per la cronaca cerco anche di applicarlo in azienda.