venerdì 16 giugno 2006

Cina

Prendo spunto da un post di LL su Rumors & Risparmio : "I NUMERI DI P.I.L. NON POSSONO CONTARE PIU' DEL RISPETTO E DEI DIRITTI DEGLI ESSERI VIVENTI E DEL PIANETA".

Ieri ho incontrato una persona che ha appena aperto una fabbrica in Cina e mi sono fatto raccontare un pò di cose.

Per gli stranieri il rispetto delle regole anche ambientali deve essere massimo (secondo me c'è molta corruzione ma dico come me l'ha raccontata), mentre i cinesi fanno quello che vogliono.
Mi ha raccontato di aver visto in una loro fabbrica un operaio immergere dei pezzi (abbastanza pesanti) da lavare per un trattamento sporgendosi dall'alto all'interno in una vasca di soda caustica con la seguente dotazione di sicurezza: guanti di gomma che arrivano al gomito.
No maschere, no aspiratori niente di niente.
Aspettativa di vita se lo fai tutti i giorni?
Credo Tre mesi (o giù di lì).

E io dovrei competere con questi sui costi?
Ma io non voglio schiavi al posto di collaboratori!!!

3 commenti:

chimofafà ha detto...

Hai perfettamente ragione Imprenditore. Con chi ha schiavi al posto di dipendenti è difficilissimo competere. Tutti dicono: bisogna puntare sulla qualità, sull'idea nuova, sulla tecnologia superiore! Come se gli investimenti, la cultura aziendale, la mentalità, la dinamicità che la qualità, le tecnologie nuove comportano, si comprassero al supermercato e si implementassero in 3 giorni. Probabilmente le strade per uscire sono due. Una finta e una vera. la prima (finta) è quella di far in modo che le condizioni dei cinesi possano pian piano evolvere verso quelle occidentali, ma non si risolve il problema perchè se così fosse ci sarebbe un'altra Cina (l'India, l'Africa ecc.) pronta a subentrare. La seconda è la ricerca dell'effettiva superiorità del prodotto, però è una cosa che non tantissimi riusciranno a fare. Siamo destinati al declino, purtroppo. Ci vorrebbe uno sforzo lungimirante, pilotato dal centro, dalle istituzioni. Stiamo freschi!

L'imprenditore ha detto...

Chiedersi cosa fa ognuno, non sempre aspettare il centro, la politica o gli altri; sono tutte scuse.

Semplicemente chi fa ricerca, investe ha rispetto per i collaboratori ecc sopravvive, gli altri saltano.
Quella è la selezione naturale nel mio mestiere.

E la guerra sui costi è persa da 20 anni.

Chimofafà ha detto...

Non sono d'accordo. Non si può lasciare sempre all'iniziativa di ognuno. Non si può chiedere a ciascuna azienda di fare tutto da sola. Un sistema-paese non può reggersi sulla buona volontà. Ci vogliono facilitazioni guidate dal centro, network con le università, centri di eccellenza, centri di ricerca, scuole specializzate, sgravi fiscali per chi investe. Le aziende Giapponesi avrebbero invaso il mondo senza il ministero dell'industria e del commercio estero che il Giappone ha avuto? non è questione di aspettare che dal centro si faccia qualcosa. E' questione che un sistema-paese può avere successo solo con la sponsorship di una classe dirigente adeguata, che a livello centrale pone in atto azioni adeguate a favorire la competitività delle proprie industrie. Mai vista in Italia fino ad ora..