giovedì 22 giugno 2006

Istinto

Ho ancora dubbi sul referendum che contiene parti che apprezzo e parti che non apprezzo.
Ma l'apparizione di Scalfaro che dice votate No rischia di incentivarmi immediatamente ad un bel Si pieno tanto per non essere d'accordo con lui.
Poi penso a Calderoli. E mi tornano i dubbi.

3 commenti:

chimofafà ha detto...

Calderoli... l'uomo della maglietta...nessun dubbio...

pollodimare ha detto...

Scalfaro Presidente del comitato per il no basta e avanza per indurmi a votare sì e Calderoli mi lascia indifferente tanto parla soprattutto alla sua base. Quello che più mi irrita è la promessa "votiamo no e poi facciamo una bella riforma condivisa" ma quando mai ricordiamoci le varie commissioni Bozzi, Iotti, D'Alema; votiamo invece sì e avremo 5 anni per poter migliorare, ma almeno andiamo un pochino più avanti nel tentativo di uscire da questa metifica palude senza ritornare sempre al punto zero come nel gioco dell'oca

Anonimo ha detto...

ha vinto il no. Ma se avesse vinto il si non faceva differenza. basta vedere le precedenti consultazioni referendarie per rendersi conto come , a seguito dei risultati, la classe politica abbia raggiunto determinazioni opposte allo stesso riultato (finanziamento pubblico partiti ed ministero agricoltura). L'unico dato di fatto è che manca una reale sovranità popolare, la quale, essendo estremamente "filtrata ed effettata" attraverso i partiti politici è di fatto venuta meno.
Io un referendum lo avrei: modifica dell'art. 67 della costituzione. Attualemente il politico governa senza vincolo di mandato, io li obbligherei ad agire solo con vincolo di mandato, cambierebbe la classe politica, i costi della politica e le campagne elettorali sarebbero basate ESCLUSIVAMENTE su proposte potenzialmente realizzabili.
In Italia è utopia pura, ma non capisco perchè.
http://blog.libero.it/ghizolfo