venerdì 2 marzo 2007

Castelli di carte

Io e Zener (ma altri del gruppo) siamo da sempre critici con Uniland.
Qualcuno ci ha accusati di essere troppo duri e ha spesso detto che tutti i valori erano frutto di perizie.

L'arresto di Coppola, ove fossero poi dimostrate le accuse, dimostra che ci sono ampi buchi nella rete delle "perizie".
In presenza di certi gruppi, per acquisire lavoro, le banche non fanno troppo le schizzinose sulle perizie relative ai mutui sugli immobili.

E i vorticosi giri di soldi per i quali uno compera a 1, vende poco dopo a 2,3, o peggio 7 o 10 non possono essere "regolari". Ci può essere moltiplicazione di valore solo se il valore lo aggiungo (ristrutturazione, cambio destinazione ecc) e ci vuole tempo.
Ma se il commercio avviene intragruppo con valori moltiplicati in tempi rapidi, mi spiace, io sento fortissima puzza di bruciato.

E Ricucci e Coppola sono la dimostrazione.
Il primo toccando l'intoccabile ha solo accelerato la sua fine.

3 commenti:

giovanni ha detto...

una volta tanto sono d'accordo con te , bravo imprenditore , vedo che cominci ad intuire qualcosa...

FB ha detto...

Coppola si è scelto gli amici sbagliati. Uniland, invece...

Anonimo ha detto...

E' vero Imprenditor!
ma quello che stupisce sono le direzioni contrarie di certi impianti normativi.
Abbiamo una normativa sul risparmio (di cui non si capiscono ancora i contorni) che sembra nata tanto per mettere a tacere i critici sui vuoti normativi in caso di crack.
Abbiamo gli IAS che invece consentono l'esposizione in bilancio di valori periziati (e le perizie per quanto nell'immaginario sembrano indipendenti non lo sono affatto....recatevi in Tribunale e...).
Come dici tu stesso alcune realtà economiche (quelle delle Siiq in particolare) trovano la scorciatoia per "fotografare" in bilancio improbabili risultati economici futuristici....alla faccia della prudenza.
Se poi il risparmiatore ci rimette la lisca a nessuno gliene importa niente.
Zener