lunedì 12 marzo 2007

Di chi è Telecom?

Una piccola domanda: ma di chi è Telecom?

E' dell'azionista singolo più grande che ha il 18% o del mercato che ha il restante 72%?

E allora mi spiegate perché cavolo per permettere al singolo azionista più grande di cercare di pagare i suoi debiti si continua a bruciare cassa per distribuire dividendo invece di fare almeno un paio d'anni a stecchetto, riportare il debito a livelli accettabili, fare un pò di investimenti ed avere una società più equilibrata?

Se Olimpia ha sbagliato l'investimento faccia come succede ai piccoli azionisti, ci perda dei soldi.
E se ha tanti debiti li ripaghi con i soldi dei suoi azionisti.
E se non li hanno che falliscano.

Quando i fondi cominceranno ad intervenire per avere aziende gestite a favore delle aziende e non dei singoli azionisti?
Facessero almeno quello oltre a incassare laute commissioni.

5 commenti:

domenico ha detto...

Il problema credo che sia nella catena di comando: Olimpia non può fallire (e neanche rimetterci tanti soldi per quanto ho capito io) perché si trascinerebbe dietro la Pirelli

giovanni ha detto...

Caro imprenditore sembra che ancora una volta le azioni si contano . Stavolta non sono il solo a dirtelo...

Anonimo ha detto...

partiamo dalla prima domanda: di chi é telecom?


secondo il sito telecom italia olimpia detiene il 18 %, gli investitori istituzionali italiani (banche fondi d'investimeno assicurazioni) un 26,13 ed altre persone giuridiche italiane un altro 8,43 % (quasi tutto detenuto da berlusconi).un altro 25 % circa é in mano a semplici cittadini italiani.

siccome i piccoli azionisti contano poco, a governare telecom sono le banche (tra italiane e straniere controllano il 45 % delle azioni).
questi investitori istituzionali hanno anche interesse a che i conti di telecom non migliorino: sono infatti anche i maggiori detentori degli oltre 40 miliardi di debiti contratti da telecom, su cui la società paga oltre il 6 % di interesse annuo. così alcuni azionisti oltre a beccarsi i dividendi (che nel caso di telecom non sono noccioline) si beccano anche gli interessi sul debito.

cosa succederebbe ad una telecom che decidesse di non distribuire dividendi? avrebbe cassa sufficiente per non emettere più bond o per emetterli con un rating molto migliore di quello attuale , così un ipotetico azionista-detentore di bond subirebbe una doppia perdita.

Anonimo ha detto...

Per l'ultimo anomino:
sascrosante parole....ma hai toccato punti esclusivamente di natira finanziaria.
Ora dopo un decennio di remunerazione forzata di azionisti (e banche) credo sia giuna l'ora di parlare di un (serio) piano industriale.
Zener

L'imprenditore ha detto...

@anonimo
Grazie per la bella, spietata e reale analisi.

Lo so.

Per questo è meglio avere un diverso potere contrattuale con le banche.
Per questo il problema nasce dai buy back fatti con i soldi della società.