mercoledì 14 marzo 2007

Pendolarismo

Un anonimo nei commenti al mio post precedente parlando della distanza dei posti di lavoro dice
"quale imprenditore non cambierebbe sede se quella nuova gli permetesse un risparmio sui costi vivi del 20-30% ?"

Vero.
Infatti molte aziende (ultimamente anch'io) evitano di assumere persone che abitano oltre un certo raggio (variabile in base allo stipendio).

Però poi non mi si contesti che le aziende non ti assumono perché abiti lontano e tu hai detto che non ti interessava.

Poi ci sono quelli che sacrificano la qualità della vita per soldi, e vanno a lavorare a Milano dalla Provincia perché lì gli stipendi sono più alti.
Magari, nota mia, conteggiassero le ore di viaggio e dividessero lo stipendio per ore scoprirebbero che guadagnerebbero di più lavorando vicino a casa, ma molti non lo fanno.
Certo, certo, so già la contestazione, a patto di trovare un posto simile nella loro zona.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

sono lo stesso anonimo che ha posto la questione di cui parla .

credo che ci sia un errore di fondo da ambo le parti, in questo caso

da una parte l'industriale potrebbe includere la disponibilità di manodopera specializzata tra i fattori da considerare nel momento in cui si sceglie l'ubicazione del sito produttivo.sia in brianza che in molte provincie lombarde si vedono troppe piccole industrie posizionate in zone prettamente rurali e perennemente alla ricerca di manodopera.
osti come l'oltrepò pavese


dall'altra molti tendono ad accettare posti di lavoro anche lontani contando sul fatto che "tanto poi ci si abitua e neanche te ne accorgi".spesso poi si tratta di persone che hanno assoluta necessità di un qualche tipo di stipendio, ed ovviamente appena possibile scelgono qualcosa di più comodo.

L'imprenditore ha detto...

Vero.

Ma a volte le zone rurali sono zone agevolate. O a volte sono vicino a casa dell'imprenditore ;-)

osti come l'oltrepò pavese nel senso di osti per il vino (che mi pare una produzione popolare da quelle parti)? Non l'ho capito :-)

Jakala ha detto...

Tuttavia è anche vero quello che dicevi prima, nell'era della flessibilità un lavoratore "skillato" (passatemi questo termine) sa che dovrà o sarà costretto cambiare lavoro più di una volta. Normale che quindi sia alla ricerca sempre di qualcosa di nuovo.
Se un'azienda non rispetta le promesse fatte sa che il neoassunto non ci metterà due volte a risondare il mercato per trovare un offerta più soddisfacente.

Questo è uno degli aspetti per cui un laureato cerca di preferenza un azienda grossa, perchè statisticamente è più facile trovare delle soddisfazioni economiche e professionali.
Ovviamente questo non va visto come la classica "puzza sotto il naso del laureato" (che a volte magari c'è), ma come un investimento su se stesso: la laurea e le conoscenze che acquisisce sono quello che gli permette di mantenersi, se non riesce a migliorarsi continuamente o quantomeno nei primi 10 anni di carriera corre il rischio di essere rimpiazzabile con facilità.

Ripeto è un altra faccia della flessibilità che sta entrando sempre di più come forma mentis delle persone con un certo appeal sul mercato del lavoro.

Anonimo ha detto...

"Ma a volte le zone rurali sono zone agevolate. O a volte sono vicino a casa dell'imprenditore ;-)"

scelta rispettabile,ed in molti ambiti anche tipica. a patto poi di fare i conti in maniera realistica con le infrastrutture che una zona rurale può offrire.



"osti come l'oltrepò pavese nel senso di osti per il vino (che mi pare una produzione popolare da quelle parti)? Non l'ho capito :-)"


:)

uso un portatile ed i taglia e incolla a volte sono un tantino problematici.

volevo dire che iniziare produzioni semplici in posti come l'oltrepò pavese, o il lodigiano , o il piacentino può anche essere una scelta vincente perché si utilizzano lavorazioni a basso tenore di competenze .
ma fabbricare macchinari ad alto contenuto di competenze in posti simili ed in assenza di un tessuto di competenze precedentemente formato magari da altri é deleterio e pone il problema della scarsità di manodopera , poiché molto spesso in quei luoghi si tolgono braccia all'agricoltura.



ps: nella scelta della sede quanto conta il particolare stato del credito alle imprese tipico della finanza italiana?

Anonimo ha detto...

una volta ho risposto ad un'inserzione x un posto a 30 km. da casa mia ( era pratic. la stessa mansione che svolgevo a 1 km. di distanza, ma più pagata.....).
orbene, appena saputo i km. che dovevo fare x andare da loro a lavorare, hanno subito risposto che non mi avrebbero preso ( addirittura senza nemmeno informarsi sul mio curriculum ), al che gli ho detto di non prendere in giro la gente e sbattuto giù il tel.! hai capito mo' ...si sbandiera di non cercare sempre il posto sotto casa , di essere flessibile, di adattarsi , e quando il lavoro lo trovi ( se ti va bene ) ti mettono i bastoni tra le ruote , ma che vadano a farsi f...ttere x benino !!imprenditore aspetto risposta, thanks da sergio ,quello dell'art.18 , remember ?

giovanni ha detto...

Io sono uno delle persone che , per mantenere inalterato il numero delle persone in azienda , ha dovuto delocalizzare . A questo punto ben vengano gli incentivi!

L'imprenditore ha detto...

@ jakala
la questione del lavoro ai laureati è una delle più dibattute.
Escludendo gli alto potenziale (che sono pochi) all'inizio meglio andare nella multinazionale dove ti specializzano e se non dai i risultati ti tagliano o nella piccola azienda dove magari fai un pò d tutto (compreso capire cosa ti piace fare) e ampli l'esperienza.
Non lo so neppure io.

@ anonimo zone rurali
Sul credito oggi non c'è più mica lo sportello. Al 90% le operazioni sono telematiche, volendo puoi avere il conto a New York.
Puoi essere in provincia e lavorare con una banca a Milano.

Sulle zone rurali pro e contro. Puoi lasciare lì la produzione (braccia rubate all'agricoltura a basso costo che è poi il modello cinese) e se vuoi i servizi di alto livello li tieni a Milano o nella Silicon Valley.
E poi cosa ti hanno fatto gli agricoli per considerarli così incapaci?

@ Sergio
Proprio per i problemi evidenziati nei commenti all'altro post noi ad esempio essendo in provincia (su milano è differente) consideriamo 30 km il massimo di distanza e lo accettiamo solo per persone a livello intermedio. Troppo forte è il rischio che ti abbandonino perché hanno trovato un posto più vicino.
Ingiusto? Certo.
Perdiamo opportunità? Certo
Ma l'esperienza insegna, e introdurre una persona di medio livello è lento e costoso. Troppo grande il rischio.