lunedì 6 marzo 2006

Pagherete caro pagherete tutto

Chi di voi è disponibile a pagare molto di quello che acquista molto di più?

Spesso si dimentica che la globalizzazione e lo spostamento della produzione nel terzo mondo, qunado si tratta di prodotti in concorrenza, avvantaggia il consumatore.
Esempio: elettronica, abbigliamento, piccoli elettrodomestici.
Quasi tutta roba prodotta in Cina o giù di lì.

Se così non fosse non troveremmo un DVD a 50 euro, un PC a 500, non esisterebbero Zara, H&M e molto dell'abbigliamento a basso costo che moltissimi comperano.
In altri casi il valore aggiunto occidentale è costituito da pubblicità, distribuzione e design (scarpe Nike e simili, telefonini, jeans ecc) ovvero servizi che costituisce una grossa parte del costo del prodotto che all'origine costa pochissimo.

Se così non fosse e dovessimo pagare quelle cose producendole con gli stipendi occidentali sarebbero (come erano fino a qualche anno fa) oggetti d'elite, che solo i ricchi possono permettersi o saremmo costretti a ridurre i consumi.
Quindi, anche se può sembrare strano, la globalizzazione mentre uccide i posti di lavoro a basso contenuto di professionalità qui da noi, allo stesso tempo aiuta proprio la fascia più bassa dei lavoratori a potersi permettere cose che altrimenti avrebbero per loro un costo proibitivo.

Una buona camicia artigianale italiana fatta con tessuto italiano costa una cifra inavvicinabile per chi guadagna uno stipendio medio-basso, 10, 20 volte quello che costa una camicia pachistana.

Allora se chiudiamo le frontiere e vogliamo diventare autarchici e aiutare i lavoratori europei siete disponibili a pagare molte cose molto di più?

3 commenti:

barni ha detto...

però dove lo mettiamo il deficit?
insomma continuando a esportare , a fare "Creative Distruction" con questo ritmo, presto gli stabilimenti saranno tutti migrati altrove, Taiwan, India , Singapore, ecc .. il deficit dell'america, già grandissimo (e che si sta aprendo anche in Europa), aumenterà a tal punto che, se produrranno tutto in Cina, si correrà il rischio che in America/Europa manchino perfino i soldi per acquistare la merce cinese!!!!!, e di conseguenza anche il blocco della crescità economica cinese.
Si forse è vero, ma di questo ritmo non si può andare avanti, ritorneranno parecchi stabilimenti sul suolo americano e europeo, per arrivare a un equilibrio che a mio avviso vedrà gli americani un pò più poveri di adesso e i cinesi un pò più ricchi.

L'imprenditore ha detto...

Inevitabilmente i fattori tendono a riequilibrarsi. In alcune zone della Cina i salari crescono velocemente (infatti alcune aziende hanno già de-de-localizzato) e più produttività e qualità si avvicinano più si avvicinano i salari.
Inoltre la Cina sarà costretta prima o poi a iniziare un minimo di welfare per i suoi cittadini, qualcuno lo dovrà finanziare e maggiori tasse=maggiori costi.
I deficit vengono di solito compensati in parte dai cambi (non a caso gli USA si battono contro il cambio fisso) e la Cina lo attenua comperando bond americani e reimmettendo in USA il surplus.
Il problema è capire la strada da prendere per chi era, come noi, il cinese d'Europa e adesso si trova senza specializzazione.

giovanni ha detto...

Come per tutti i paesi , la cina,arriverà a un determinato pil e poi si stabilizzerà . Come è già successo per altre nazioni , vedi Giappone. Delocalizzare non sempre è conveniente (vedi trasporto merci , affidabilità del paese ,ecc...). Dal canto mio preferisco il prodotto made in italy ,per cui resto qui ,dovuto anche al fatto che la russia non vuole i prodotti cinesi.