lunedì 28 maggio 2007

Lo odia

il Giornale.it - D'Amato: Montezemolo ci usa per i suoi fini: "Anche molte delle cose dette da Luca Cordero di Montezemolo sulle gravi inadeguatezze della politica sono condivisibili."

Devo molto ad Antonio D'Amato, cominciai proprio con lui a frequentare Confindustria, è un gran lavoratore e ha grandi idee.
Ma si schierò troppo a favore del governo. E cercò inutilmente di fare da sponda (essendo poi abbandonato) sull'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. E la sua Presidenza fu fatta di alti e bassi. Probabilmente per questo suoi modi poco "politici" (nei quali mi ritrovo molto intendiamoci) più di bassi, calcolate le premesse.

Lui Montezemolo lo odia. Si sa.

La chiusura "Quando si tratta di fare un bilancio, quello che non gli è stato presentato il 24 maggio, ognuno, però, pensa con la sua testa e io credo che prevarrà l'esigenza di tornare a un'organizzazione capace di progettualità concreta nell'interesse di tutte le imprese».
E lei tornerà a frequentare l'organizzazione?
«Tornerò quando alla presidenza ci sarà un imprenditore vero" non mi trova d'accordo.

Il bilancio andava fatto nell'assemblea interna e non so se è stato fatto.
E avrei molto da dire anche sul fatto degli "imprenditori veri". Alla fine Tronchetti e Bondi erano anche suoi vice, tanto per intenderci. E Libera e Bella piaccia o no controlla pur sempre un gruppo quotato (Frau) oltre alle innumerevoli poltrone.

1 commento:

lambdasond ha detto...

Mai una presidenza di Confindustria aveva suscitato così tante speranze come quella di D'Amato (un alfiere dei piccoli in luogo dei campioni di una grande industria parzialmente decotta); ma mai una presidenza di Confindustria le ha deluse così radicalmente, direi. Si è intestardito su un paio di battaglie non decisive tipo l'Articolo 18, ha visto sfumare il Patto per l'Italia (con l'isolamento della Cgil) che resta il suo risultato tatticamente migliore, e non ha migliorato granché il prestigio dell'associazione. Ha fatto da portatore d'acqua a Berlusconi, finché Silvio non lo ha mollato, e non ha potuto scongiurare il ritorno dei "grandi" alla guida di Confindustria. Le sue critiche di oggi a Montezemolo, come hai fatto notare, sembrano mosse da rancori personali piuttosto che da una lucida analisi della situazione.