lunedì 4 giugno 2007

Power users

Il mondo dei Blog è fatto principalmente di persone molto coinvolte nel web 2.0.
E quindi utilizzatori della rete abbastanza profondi. Gente che parla di corporate blogs, di social media ecc.

Spesso capita che si parli dei siti web, anche fra conoscenti o addetti ai lavori.
Quasi sempre le persone appassionate di computer, navigatori ecc mi dicono che il nostro sito aziendale fa abbastanza schifo e non esprime la potenzialità dell'azienda (e in parte concordo).

Poi mi capita di parlare con i clienti e mi dicono che il tuo sito è meglio di quelli dei concorrenti perché è più semplice e veloce.

L'impressione è che spesso ci si faccia trascinare da quella cerchia abbastanza ristretta di "power users", dei quali grafici e gestori dei siti fanno parte mentre il mondo lì fuori è fatto di "users". Senza dimenticare che è vero che ormai moltissimi lavorano in banda larga, ma moltissimi vanno con linee a carbone, quanti posti ci sono in Italia senza ADSL?, e in Sud America, fuori dalle grandi città come sono le connessioni? Scaricare dei flash di presentazione senza skip da 300k e più è oltremodo seccante in certe condizioni.

Non solo, quanti splendidi siti tutto-flash avete incontrato nella vostra vita immobili il cui ultimo aggiornamento era la pubblicazione? Fino a numeri di telefono o indirizzi vecchi, intendo.
E quanti ancora oggi hanno fetentissimi link a pagine "under construction" magari con il disegnino?

Insomma, il sito deve essere coerente alle politiche di marketing aziendale.

Se opero in un mercato del lusso, se la politica importante è quella del marchio, se il mio target sono i ragazzi di 16 anni che vivono su myspace ok.
Ma se il mio target sono i pensionati o faccio il fabbro siamo sicuri che mi servono gli effetti speciali?

11 commenti:

Frank77 ha detto...

qcmcmSono d'accordo con te imprenditore.
Un sito dev'essere prima di tutto funzionale,a maggior ragione se uno non si rivolge a un pubblico di giovani.
E poi il giudizio più importante resta sempre quello dei clienti.

Anonimo ha detto...

Hai ragione, un sito web dovrebbe essere sempre progettato considerando chi sarà l'utente finale. E' anche vero che, spesso, ci si trova ad una home con due siti ... uno in flash (pieno zeppo di animazioni e qunt'altro) e uno in HTML, risolvendo , così, l'annoso problema della veste grafica da dare al proprio business online.

Io, personalmente, preferisco il minimal; poche pagine con tutte le informazioni sufficenti e necessarie.

Ma visto che, ormai, va di moda pensare che pure "Second Life" sia un modo per far business forse ho idee un pò datate. (O, forse, ricordo ancora la bolla speculativa che ha accompagnato internet in tutte le case promettendo guadagni incredibili. )

Anonimo ha detto...

Usabilità!

Saluti
Omar

FB ha detto...

Noi per lavoro (mkting, grafica e pubblicità) abbiamo anni fa messo su una struttura, piccolina, per la creazione/gestione di siti internet. Dopo un paio d'anni l'abbiamo chiusa. Motivo: i Clienti. Come giustamente dici, il sito è uno degli strumenti a disposizione dell'azienda per implementare la sua strategia sul mercato (posto, naturalmente che ce l'abbia sta benedetta strategia. Non è così scontato). Ma non è come un leaflet, un'affissione, un evento, uno stand ad una fiera eccetera, che una volta progettato e realizzato, è finita li. Deve essere seguito giorno per giorno da qualcuno dell'azienda. O l'azienda deve mettere in condizione il suo consulente di aggiornare il sito, specie se esiste una (famigerata) pagina "news". Le news bisogna mettercele, e anche spesso. Ma se l'azienda non dice nulla al consulente (hanno sempre altro di più urgente ed importante da fare), le news invecchiano. E così il navigatore che arriva sul sito, vede roba vecchia di mesi se non di anni, quando nella pagina prima era tutto un trionfo di dinamicità e intraprendenza aziendale, sempre al passo, quando non in anticipo, col mercato e con i tempi. Bella dinamicità quella che non produce news per mesi o anni... Poi c'è tutta la faccenda tecnologica, per cui è necessario che chi gestisce i siti, lo faccia dall'alto di aggiornatissime e specialistiche competenze tecniche. Roba invisibile e incomprensibile per il Cliente, ma che è spesso e volentieri il grosso dei costi di realizzazione e gestione. Perchè "suo figlio smanetta sul PC e lo sa fare. Gratis". E poi c'è la questione fondamentale dell'accessibilità a tutti: molti, troppi siti non "girano" con MacOS/Unix/Linux (un esempio per tutti, il sito Enel. Le pagine interne, quelle interattive dove si può gestire il proprio rapporto con l'azienda, vanno solo con Explorer ultima versione che esiste solo per windows. Poi nella home page si magnifica la politica di accessibilità. tipica professionalità all'opera). Noi, nel nostro piccolo, siamo in ambiente MacOS, ci siamo comperati un PC Wintel di fascia media (quelloo che un comune utente avrebbe potuto avere a casa) con cui testare i siti che realizzavamo. Possibile che mega aziende (come quella che cura il sito Enel), non possano fare altrettanto?. Tutte cose che, però, spesso e volentieri al cliente non ineterssano: sono problemi, scocciature e costi. Per cui abbiamo chiuso tutto, onde non sporcare il nostro (piccolo ma buono) nome con siti impresentabili. Oggi, se ci viene chiesto, ci occupiamo esclusivamente della parte visiva, che è il nostro forte, dei siti, dell'immagine. Tutta la parte tecnica, di aggiornamento, di indicizzazione eccetera viene seguita da altri, esterni a noi.

In parole povere il principio Keep It Simple, Stupid dovrebbe essere la base su cui costruire un sito, in accordo con le esigenze aziendali. Fare un sito tanto per averlo, è meglio lasciare stare. E poi c'è il figlio smanettone: se lo faccia lui il sito, visto che è così bravo :-))

Anonimo ha detto...

@fb
Vangelo!
O ti fai fare una paginetta statica con qualche riferimento aziendale e magari la mappa stradale oppure se vuoi "andare in internet" devi entrare nell'ordine di idee che ci devi stare, un poco come quelle aziende che installano un sistema informativo spendendo decine di migliaia di neuro senza capire che questo (se lo si vuole far funzionare bene sennò diventa un sistema MI-MO MerdIn-MerdOut) dovrà per forza cambiare le tue logiche di gestione aziendale, che no non è il sistema che deve adeguarsi a te (nel limite) ma sei tu che devi cambiare i tuoi processi e che no, le persone coinvolte dopo essere state formate per l'uso del sistema non possono tornare a fare le cose che facevano prima come le facevano prima, pena un sacco di soldoni buttati solo per poter dire ci abbiamo l'IT (o in questo caso ci abbiamo il sito in internet o peggio ancora l'icommers)

Saluti
Omar

FB ha detto...

Grazie per il Vangelo, troppo buono.

Tipico esempio di ciò che dici, Omar, è SAP.

Adottarlo in un'azienda equivale a rivoltarla come un calzino. Il controlling aziendale (sempre che ci fosse prima) diventa la funzione apicale dell'azienda, mentre prima era o staff della Direzione Generale/Amm. Del. . E' il controlling ad avere in mano le chiavi di tutto il sistema. Le altre funzioni (produzione, amministrazione, vendite) sono semplici (esagero, ma non troppo) stazioni di input del sistema. Chi può vedere tutto è solo e soltanto il controlling.

(Anni fa lavoravo in un'azienda che decise di passare a SAP. Feci parte del gruppo di sviluppo del modulo mkting-vendite. I Mitici Consulenti SAP, riuscirono a vendere ai geniali soloni che a quel tempo governavano l'azienda un sistema chiavi in mano talmente preciso e funzionale che non poteva emettere le bolle di consegna :-))) ) Noi poveri pirlapeones lo facemmo notare, e i Mitici Consulenti risposero sprezzanti: informatevi: la bolla di consegna non è più prevista dalla normativa fiscale. Noi pirlapeones rispondemmo: assolutamente vero, ma solo per le aziende che NON effettuano la fatturazione differita, come invece facciamo noi. Panico. Perchè i Magnifici Soloni avevano pure firmato un mega contrattone tutto compreso/chiavi in mano in cui qualsiasi aggiunta andava pagata a parte. Per cui il modulo per le bolle di consegna dovette essere progettato "a valle" di SAP in fretta e furia dai Mitici Consulenti (che di fronte ad una minaccia di rivoluzione dei pirlapeones delle vendite, non riuscirono a far accettare la fatturazione immediata. Il mercato - edilizia - semplicemente funzionava, e funziona, da secoli con la fattura che rappresenta la somma delle bolle emesse nel mese) che poi se lo fecero pagare dai Magnifici Soloni.

Perchè ogni tanto penso di aver sbagliato tutto nella vita? :-))

Anonimo ha detto...

"suo figlio smanetta sul PC e lo sa fare. Gratis"

E fu così che l'IT italiana fallì per l'ennesima volta.

Anonimo ha detto...

@fb
Acc!! Questo è un caso di trasmissione del pensiero, perchè, chissà come mai, stavo pensando anch'io proprio a SAP! Maaaa perchè i mitici "configuratori" a 1000 neuro al dì, ce li hai presente?

Saluti
Omar

FB ha detto...

mp:-)

Credo che se si potesse fare un libro che raccogliesse le esperienze di chi ha installato SAP nell'azienda in cui lavora/ha lavorato, ne uscirebbe una sorta di "instant cult" :-)) .

Anche alcuni consulenti avrebbero la loro da dire. perchè, com'è ovvio, non tutte le mancanze sono da una parte sola. Il programma sarà certamente teutonicamente "roccioso" e immodificabile e i consulenti (partners o come li si vuol chiamare) sono spesso la dimostrazione della costosissima inutilità/dannosità di certe figure ma di certo anche le aziende non possono chiamarsi fuori quanto a pressapochismo, approssimazione e oscurità dei fini manageriali (non volendo entrare nell'illecito...).

Prime ha detto...

Mi hanno colpito molto le parole di fb che rimetto qui sotto una per una ...

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Noi per lavoro (mkting, grafica e pubblicità) abbiamo anni fa messo su una struttura, piccolina, per la creazione/gestione di siti internet. Dopo un paio d'anni l'abbiamo chiusa. Motivo: i Clienti. Come giustamente dici, il sito è uno degli strumenti a disposizione dell'azienda per implementare la sua strategia sul mercato (posto, naturalmente che ce l'abbia sta benedetta strategia. Non è così scontato). Ma non è come un leaflet, un'affissione, un evento, uno stand ad una fiera eccetera, che una volta progettato e realizzato, è finita li. Deve essere seguito giorno per giorno da qualcuno dell'azienda. O l'azienda deve mettere in condizione il suo consulente di aggiornare il sito, specie se esiste una (famigerata) pagina "news". Le news bisogna mettercele, e anche spesso. Ma se l'azienda non dice nulla al consulente (hanno sempre altro di più urgente ed importante da fare), le news invecchiano. E così il navigatore che arriva sul sito, vede roba vecchia di mesi se non di anni, quando nella pagina prima era tutto un trionfo di dinamicità e intraprendenza aziendale, sempre al passo, quando non in anticipo, col mercato e con i tempi. Bella dinamicità quella che non produce news per mesi o anni... Poi c'è tutta la faccenda tecnologica, per cui è necessario che chi gestisce i siti, lo faccia dall'alto di aggiornatissime e specialistiche competenze tecniche. Roba invisibile e incomprensibile per il Cliente, ma che è spesso e volentieri il grosso dei costi di realizzazione e gestione. Perchè "suo figlio smanetta sul PC e lo sa fare. Gratis". E poi c'è la questione fondamentale dell'accessibilità a tutti: molti, troppi siti non "girano" con MacOS/Unix/Linux (un esempio per tutti, il sito Enel. Le pagine interne, quelle interattive dove si può gestire il proprio rapporto con l'azienda, vanno solo con Explorer ultima versione che esiste solo per windows. Poi nella home page si magnifica la politica di accessibilità. tipica professionalità all'opera). Noi, nel nostro piccolo, siamo in ambiente MacOS, ci siamo comperati un PC Wintel di fascia media (quelloo che un comune utente avrebbe potuto avere a casa) con cui testare i siti che realizzavamo. Possibile che mega aziende (come quella che cura il sito Enel), non possano fare altrettanto?. Tutte cose che, però, spesso e volentieri al cliente non ineterssano: sono problemi, scocciature e costi. Per cui abbiamo chiuso tutto, onde non sporcare il nostro (piccolo ma buono) nome con siti impresentabili. Oggi, se ci viene chiesto, ci occupiamo esclusivamente della parte visiva, che è il nostro forte, dei siti, dell'immagine. Tutta la parte tecnica, di aggiornamento, di indicizzazione eccetera viene seguita da altri, esterni a noi.

In parole povere il principio Keep It Simple, Stupid dovrebbe essere la base su cui costruire un sito, in accordo con le esigenze aziendali. Fare un sito tanto per averlo, è meglio lasciare stare. E poi c'è il figlio smanettone: se lo faccia lui il sito, visto che è così bravo :-))

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Molte di queste cose sono delle grandi verità, che può capire realmente e in pieno solo chi c'è passato o chi lavora costantemente in questo settore.

Nel nostro piccolo anche noi abbiamo provato a farlo.

C'è solo una grande cosa errata in tutto quello che "fb" ci dici, secondo me:

- al giorno d'oggi, fare una distinzione tra "parte visiva" e "parte tecnica" ha perso di ogni significato. Significherebbe tornare indietro di molti, troppi anni davvero - 1992-93 ?

- questo vuol dire che sicuramente chi non ha una adeguata base tecnica non può realizzare grafica/programmazione x internet, e questo è un primo fatto.

- ma il secondo e + importante fatto è che chi fa la "parte visiva" et similari oggi è concettualmente fuori da una fetta di grafica e pubblicità. Queste persone, se in tempi rapidi - 10 anni circa - non si dovessero adeguare al fatto che oggi "non esiste grafica su internet se non c'è prima una concettualità di programmazione" e quindi "fare grafica visiva se non si fa la programmazione" è sempre nemica di internet, perderanno le basi per poter lavorare su internet, in particolare con il futuro prossimo-venturo avvento del Web 3.0, dove il famoso falso mito del "su Mac si lavora meglio" va a sparire finalmente.

Questi imprenditori del settore si stanno mettendo giorno dopo giorno fuori da questa fetta di Mercato, che poi è quella che cresce di + insieme a quella video, che oggi possono fare un po tutti con i moderni mezzi digitali.

Senza offesa "fb" non è una critica a te ma ad un sistema e ad un modo di vedere le cose davvero antico.

Questo anche perchè se vuoi provare, tu o chiunque, a battere in futuro il famoso "Mio figlio smanetta e me lo fa. Gratis" devi avere in mente che di questi "miei figli" non è più il futuro, ma è già il presente.

Anonimo ha detto...

HAI RAGIONE TANTO è VERO KE IL MOTORE DI RICERCA PIù UTILIZZATO è GOOGLE.
SARà FORSE XCHè AVERLO COME PAGINA INIZIALE è LA COSA PIù LEGGERA...