sabato 23 giugno 2007

Studi di settore

Premesso che chi scrive, nella sua attività principale non è sottoposto (per dimensioni aziendali) agli studi di settore, vorrei esporre la mia opinione su questo strumento tanto amato da Visco.

Base dati
In moltissimi casi (credo la quasi totalità) i dati per alimentare la base dati degli studi di settore vengono da contabilità tenute da associazioni o professionisti.
Come chiunque capisce tali dati saranno per forza meno dettagliati e precisi da chi fa amministrazione (con gestione e relativo controllo) internamente.
Quando tra i dati chiesti ad un panettiere ci sono cose come il numero di uova acquistate è evidente che un conto è una panetteria industriale, un conto è il panettiere del paese che ha una vaga idea di quante uova (o chili di farina o altri ingredienti) usa.
Immaginate come una associazione, che gestisce magari decine di tipologie di artigiani e quindi di studi di settore può mettersi a spulciare la contabilità di ognuno per inserire dati corretti.
Credo che sia verosimile che le cose vengano fatte un po' come si dice "a spanne" con la relativa costruzione di una base dati non così veritiera, senza intendimenti fraudolenti ma per effettiva difficoltà.
In passato poi, si era arrivati a trovare le leve che portavano ad essere congrui con relativa ulteriore inaffidabilità della base dati storica.

Medie
Come per il famoso pollo di Trilussa ogni media, pur ponderata, soprattutto su numeri enormi come questi e in una situazione di mercato come l'attuale, è appunto una media.
Ecco che allora entrano nella media una marea di esercizi "marginali" come i piccoli negozi di paese che sono magari tenuti aperti per fornire un servizio al paese o per arrivare alla pensione.
Prendendo il famoso esempio dei gioiellieri, la media è fatta da Rocca, Gobbi o Verga (per chi conosce Milano) e dal gioielliere di paese che vende qualche fede, qualche orologio per la comunione, qualche regalino per le feste comandate e cambia un po' di cinturini.
In molti casi di artigiani poi ci potrebbero essere persone che svolgono altre attività e hanno la partita IVA per cose svolte saltuariamente. Ho un amico che ha la partita IVA e denuncia circa 5000 euro come artigiano (a fronte di stipendi oltre il famoso 0,9%), ma solo perché è un onesto e non vuole farlo in nero. Fa media anche lui?

Incentivi
Per assurdo gli studi di settore incentivano il "nero" e la diminuzione degli investimenti.
Se mi contano le uova fatturate mi converrà andare a comperarle al supermercato (quanti baristi vedete col carrello pieno al supermercato?).
Se mi contano i computer come fattore di "sviluppo del lavoro" ne compererò uno meno piuttosto che uno in più, oppure lo compero personalmente.
Se avere due commesse presuppone che io faccia x fatturato, le prendo in nero e mi migliorano i fattori.
Se l'introduzione di un costoso macchinario mi cambia il risultato atteso ci penserò due volte a prenderlo, aggiungo il rischio fiscale a quello imprenditoriale.
Eccetera eccetera.

Tasse pagate
Nessuno dice mai che mentre molti marginali si trovano in difficoltà perché gli aumentano le tasse da pagare a prescindere, in molti casi, quelli che dovrebbero essere i contribuenti capienti, hanno un comodissimo punto di riferimento sul quale appoggiarsi con buone possibilità di impunità.
Per intenderci, fate il vostro bel bilancio, scoprite che siete stati bravi e avete guadagnato 100.
Andate dal commercialista, mette dentro tutti i dati. Salta fuori che dovreste aver guadagnato 50 e questo vi rende congrui. Magie delle medie.
Secondo voi come conviene fare la denuncia dei redditi? Ad essere onesti molti probabilmente fanno 60.

Anche perché (la cosa potrebbe fare ridere ma fa piangere) se fai una denuncia dei redditi molto superiore al risultato degli studi di settore e quindi paghi molte più tasse l'ufficio delle entrate ti chiama e ti devi giustificare.
Lo so è una cosa incredibile e assurda, ma vera.

Restano poi i problemi dei cambi in corsa, dell'incertezza legislativa ecc ma di questo ne ho parlato un sacco di volte.

3 commenti:

Giorgio R. ha detto...

Mi son visto recapitare via email dal commercialista questa 20ina di fogli da compilare. Ho avuto un mancamento. Mi son munito di forza e coraggio e... via la compilazione casuale. Il nuovo headline delle pubblicità progresso sarà: "Qui diamo i numeri". Giorgio R.

prime ha detto...

Un mio collega è risultato, lo scorso anno, "non congruo" per 200 Euro ed ha cominciato a disperarsi ...

... :-S

Melanippe ha detto...

Non congruo per 200 euro gli è già andata grassa :S
Però vi prego, la compilazione a caso no, please, che fa più male che bene (se può essere anche solo lontanamente concepibile che 'sti cosi possano mai far bene)

Le imprecazioni che lancio al solo sentir nominare sds e i personaggini che li hanno inventati assomigliano sempre di più alle lettere a caso sparate dalla word verification di google ^_^