mercoledì 29 novembre 2006

Presunzione d'illegalità

Iceman in un commento mi sollecita sul discorso Siae.
Dal punto di vista tecnico un amministratore delegato, categoria della quale faccio parte, sa bene quali sono i suoi proventi.
Se lo è di un'azienda come la Siae può omettere o dimenticarsi di dichiararlo per fini strategici.
Oppure non è un amministratore delegato ma una testa di legno incapace messa lì dagli amichetti. Non so quale sia il caso specifico.

Sul fatto che in Italia si paghi il solito balzello (sempre pronti a tassare qui) sui supporti vergini è parte di un ragionamento che si è già fatto sulle tasse: siccome so che evadi come un pazzo tengo le tasse ad un livello inaccettabile se le pagassi (e pirla quelli che le pagano).

In questo caso siccome penso che masterizzi CD e DVD pirata ti prendo i soldi prima.
E i pirla che usano i DVD e i CD in azienda o come privati per backup, invio dati ecc si arrangino come quelli che pagano le tasse.

Se pensi che devi fare il bollino Siae sui DVD aziendali (che la pagano già come supporto vergine) nel caso ci sia una qualsiasi musica, anche se gratuita o con diritti già pagati, anche se l'hai fatta tu capisci come la Siae sia una bella piovra.

Al solito questo ha distrutto un settore in Italia e i grandi pirati, consumatori di CD e DVD li prendono all'estero dove la tassa non c'è.

La Siae poi è, da quanto leggo, da tempo negli appetiti di molti (artisti compresi) e bella marcia a livello locale, chi ha frequentato un pò le discoteche e i locali sa bene quali accordi sottobanco ci siano fra controllati e controllori.
Poi c'è tutto il discorso dei brani suonati sul quale molti "ci marciano".
Ma sono cose che conosco solo per sentito dire.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

anche se viene percepita come tassa, non si tratta di una tassa, ma di un compenso agli artisiti. E questa e' la cosa che mi fa arrabbiare di piu', questi soldi non vanno alla comunita', ma a Mina, Zucchero e gli eredi di Battisti.... (sarebbe meglio se andassero agli sfigati che fanno pianobar e non arrivano a fine mese o servissero per ridurre i prezzi dei prodotti ufficiali!) Comunque le aziende che usano i supporti per i dati, possono richiedere il rimborso alla SIAE (ben nascosto ma avevo trovato il link ai moduli sul loro sito). Ultima nota molto italiana: pago questo compenso, ma se poi ci copio sopra qualcosa continuo ad essere nell'illegalita': se questo compenso servisse a mettersi in regola lo si pagherebbe anche piu' volentieri. Qualcuno sostiene che la vendita dei supporti "senza SIAE" in italia sia in mano alla malavita organizzata, che la usa per compensare la riduzione di introiti derivanti dalla diminuzione del contrabbando di sigarette vista la riduzione del numero dei fumatori...

L'imprenditore ha detto...

Effettivamente mi sono espresso male. Non è una tassa ma un introito siae che poi, dedotti i margini di funzionamento ;-) va agli artisti.

Sinceramente per la limitata quantità di supporti che usiamo non ci penso neppure a infilarmi in un casino come quello di chiedere rimborsi. Effetto burocrazia dissuadente ben conosciuto dai nostri enti per queste cose.

Anch'io ho sentito dire che i supporti seguono spesso vie illegali, un pò come la storia degli accendini anni fa.

Jakala ha detto...

Senza tanta dietrologia c'era un sito tedesco specializzato nella spedizione di grosse partite di cd (dai 100 in su), dopo due settimane dal balzello sui diritti siae hanno fatto una pagina in italiano per spiegare come fare gli acquisti.
In un economia molto integrata come quella europea queste tasse/balzelli/iva hanno come unico risultato di spostare gli acquisti verso siti esteri, certo ci sono sempre i soliti sfigati che non usano internet...

patrick ha detto...

un problema anche più grosso, toccato anche nel post, e che la 'tassa siae0 non va 'agli artisti' ma ad 'alcuni artisti', in maniera anche poco trasparente.

patrick