mercoledì 22 novembre 2006

Tasse e servizi

Qualsiasi persona di buon senso pensa che le tasse servano a pagare i servizi che lo Stato (o le amministrazioni locali) fornisce.
Se una tassa si chiama TARSU quindi è relativa ai Rifiuti Solidi Urbani uno si immagina di doverla pagare se produce rifiuti. Addirittura si parlava di farla diventare correlata ai rifiuti prodotti.

Questo utilizzando il buon senso.

Ma le tasse e il buon senso sono conflittuali.
Quindi la tassa per i rifiuti si paga per il solo fatto di avere a disposizione un immobile. Il che vuol dire che se ho un appartamento sfitto (che quindi non produce nessun rifiuto) la devo pagare ugualmente.

Trasferitelo sull'industriale dove le superfici si contano in migliaia di metri quadri. Pertanto la tassa è di migliaia o decine di migliaia di Euro.
Ecco, indovinato, si paga anche per capannoni vuoti. O per aree industriali dismesse.
Così imparano a non darlo ad un centro sociale (le pagheranno le tasse, loro?).

Senza contare che il 90% dei rifiuti prodotti in una azienda, soprattutto se non ha la mensa, sono smaltiti in altro modo.
Questo accade sempre nell'ottica di favorire la competitività delle aziende, naturalmente.

9 commenti:

luigi.D ha detto...

Da me hanno dato i bidoni per la differenziata con chip rfid e si paga in base a quanti rifiuti produci e quanto differenzi.
Addirittura lo smaltimento delle potature e' facoltativo, nel senso che se realizzi tu il compost, ti scontano il resto della raccolta rifiuti.Funziona , a parte per l' ingombro di avere 6 bidoni diversi.
Credo basterebbe estendere un sistema del genere

LL ha detto...

ho già avuto modo di dire che in molti paesi del terzo mondo già ti pagano quando dai la spazzatura xkè poi la riclicano. evidentemente da noi nn c'è la convenienza a fare ciò....

sui centri sociali posso dirti ke x quanto riguarda la luce e l'acqua di norma o si allacciano abusivamente oppure (più frequente) paga l'ente pubblico (comune).
pagheranno la spazzatura? considerato quanto sopra mi pare difficile....

marco s. ha detto...

L'UNICA SPAZZATURA IRRICICLABILE E' LA NOSTRA CLASSE POLITICA DESTRA+SINISTRA "UNA-FACCIA-UNA-RAZZA" (DI M....)

COME LIBERARSENE?

INCENERITORE?
RACCOLTA DIFFERENZIATA?
COMPOSTAGGIO?
RICICLAGGIO?
ALTRE PROPOSTE?

ciao

marco s.

Anonimo ha detto...

in effetti dovrebbero smetterla di chiamarla "tassa".
ha più la valenza di un "contributo" essendo legata al presupposto del possesso di un immobile (ricchezza).
definirla tassa (corrispettivo previsto per il servizio prestato da un ente pubblico)quando non si produce rifiuti (e non si necessita del servizio) sa di presa per il culo.

Anonimo ha detto...

infatti in italia non esistono tasse, ma solo un prelievo fiscale con preteso intento perequativo del reddito

il socialismo reale non è ancora morto qui.

Matteo ha detto...

La tassa rifiuti non esiste più oggi è diventata tariffa e come tale rappresenta un corrispettivo per un servizio erogato.
Purtroppo però un servizio di gestione del ciclo dei rifiuti ha una struttura dei costi dove i fissi sono la maggior parte. Quindi è necessario far contribuire tutti i cittadini (e imprese) in quota, per la disponibilità del servizio (quota fissa), oltre che con una quota (variabile) sulla base dei rifiuti prodotti.
Il problema è molto complesso e vi invito (prima di fare facili battute da bar sport) a fare due chiacchere con l'assessore del vostro comune che si occupa dei rifiuti per farvi spiegare bene come funziona, quali sono le problematiche e i vari gradi di "inciviltà" con cui le amministrazioni locali hanno a che fare tutti i giorni e che gravano sui costi di tutti.

Un assessore di un piccolo comune, professionista, (che ha visto scendere il proprio reddito del 30% da quanto ha assunto l'incarico)

Matteo ha detto...

Purtroppo caro imprenditore questa volta non sei informato bene, la cosa è più complessa e ti invito a parlarne con l'assessore del tuo comune che spero saprà ben spiegarti che la tassa non c'è più. Oggi è diventata una tariffa e questa è una differenza sostanziale;
che la quota fissa si giustifica per i notevoli investimenti che la disponibilità di un tale servizio necessita;
che purtroppo i costi legati al ciclo dei rifiuti derivano da problemi che solo un cambio culturale oltre che spesso un pò più di civiltà, potranno far diminuire.

Matteo ha detto...

scusate per i due post sostanzialmente simili, ma ad un certo punto mi si era cancellato tutto, sorry

L'imprenditore ha detto...

Assicuro che conosco abbastanza assessori, sindaci,presidenti e assessori provinciali, assessori regionali, parlamentari ecc ecc da capire bene tutti i loro problemi.
Compreso quello non banale dell'inciviltà e delle richieste estreme dei "cittadini".

Ma, permettimi, sai quanti sacchi di rifiuti RSU facciamo qui in 50 o 60? 5 grossi una volta la settimana.
Sostanzialmente bicchierini del caffé (che mi piacerebbe capire se e come posso riciclare) e confezioni delle merendine delle macchinette.
Il resto è carta, cartone o altra roba riciclabile smaltita in modo diverso.

Se permetti pagare migliaia di euro per produrre meno rifiuti di quelli che faccio a casa è un'offesa al tanto uso tanto pago.
E che uno debba pagare su capannoni sfitti è l'estremo assoluto della cosa.
Certo, la scusa è la solita, occorre pagare, anche per chi non paga, spreca, per la mancata programmazione che ci fa portare i rifiuti in cava ecc ecc

Se proprio vuoi il discorso da bar aggiungerei poi che se le aziende che gestiscono i rifiuti fossero gestite da aziende e non come potentati politici con corollario di tangenti sugli acquisti (ti assicuro che conosco l'ambiente) il servizio potrebbe costare molto molto meno.

Ciao, non ti invidio a fare l'assessore.