mercoledì 20 dicembre 2006

Morti sul lavoro

Sentivo nella rassegna stampa di Radio24 che oggi Liberazione apre sulle morti sul lavoro (ma da quanto hanno letto mi sembrava virasse più sul discorso pensioni).
Un problema enorme, sul quale molto si è fatto e molto occorre continuare a fare. Sperando di avere anche una maggiore collaborazione dei lavoratori, che troppo spesso sono i primi a non rispettare le regole che l'azienda mette.

Ma ci si scorda spesso di molte altre morti sul lavoro, quelle sulle strade, solo perché riguardano i "colletti bianchi".
Quanti artigiani, manager, venditori muoiono ogni anno sulle strade facendo il loro lavoro? Probabile che siano pari o di più di quelli morti per incidenti sul lavoro.

Quanti manager, imprenditori muoiono magari di infarto, sotto il peso di uno stress e di una pressione fattesi insopportabili?

Ma la visione operaiocentrica dei cattocomunisti non li vede di certo.

PS l'ho scritto perché scrivo le cose che provo, ma siete liberi di fare come me e darvi una grattatina alle parti basse.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

L'altro giorno uno dei cari artigiani - con il suo furgoncino del cazzo - ha sfasciato la macchina di mia moglie tranquillamente parcheggiata e poi è scappato senza che nessuno riuscisse a prendergli la targa. Se si infila contro un albero non sarò certo io a piangerne le sorti.

Anonimo ha detto...

Esiste una cura infallibile per il tuo stress da imprenditore: vai a fare l'operaio sopra un'impalcatura di quindici metri. Bastano due o tre giorni, vedrai come ti rilassi!

Anonimo ha detto...

caro aemilius sui ponteggi alti 15 metri ed oltre mi reco quasi tutti i giorni e non riesco proprio a rilassarmi perchè vedo operai o meglio presunti tali, che hanno difficoltà a fare un a O col bicchiere.

Anonimo ha detto...

in effetti è proprio la stessa cosa, soprattutto perchè tutti gli incidenti che elenchi hanno la causa: l'ansia di accumulo da parte del capitale.

Marco S. ha detto...

ueila, ma siamo alla fiera del cevello all'ammasso!!!

se l'imprenditore va a fare l'operaio chi cazzo dirige l'impresa ? e in mancanza di direzione della medesima chi stracazzo ne garantisce la continuità, e QUINDI la continuità degli impieghi delle persone che ad essa collaborano (e la continuità della percezione dei relativi stipendi, of course...)

a meno di non volere fare assumere tutti i collaboratori dell'impresa andata affanculo per mancanza di guida da una delle burocrazie pubbliche italiote del tipo di quella esmplificata in un post relativo agli accertamenti fiscali (finanzieri accaniti contro le piante ornamentali degli orologiai svizzeri...)

però, in questo caso, di chi ipercazzo pensate che rimangano a carico tali nuovi burocrati se non delle imprese MOMENTANEAMENTE ancora in salute...

s'intende, finché anche gli imprenditori di queste ultime non seguiranno il primo su un ponteggio...

infine, quanto all'ansia da accumulo da parte del capitale, tranquilli che oggi chi accumula capitale sono in pratica i grandi ladri-legali che occupano le alte cariche in tutte le amministrazioni pubbliche italiane...
ladri-legali nel senso che i prelievi di ricchezza che effettuano sebbene a titolo di stipendi, gettoni di presenza, indennità varie, pensioni e quant'altro sono ILLEGITTIMI SEBBENE LEGALI...

per essere chiari, sono l'esatto contrario dell'evasione fiscale LEGITTIMA SEBBENE ILLEGALE, e legittima proprio in quanto pone un limite al saccheggio di questi pirati pubblici

per finire - e scusate se insisto - GOVERNO PRODI A GUANTANAMO!!!!

Marco S. ha detto...

Vorrei ribadire il mio post qui sopra con questo articolo comparso poco fa sul sito della effedieffe,
senza commento... o meglio, con una rettifica: ANCHE IL GOVERNO DEL BERLUSCA A GUANTANAMO !!!!!!!



Morto Welby, trovarne subito un altro...altrimenti gli italiani apprendono notizie sul governo Prodi e sui miliardari di Stato che questo governo rappresenta e difende, protegge e crea.

Per esempio, i contribuenti potrebbero farsi domande sullo splendido, ricchissimo Natale che attende i dipendenti del ministero del Tesoro, su cui regnano i super-tassatori Visco e Padoa Schioppa.

Costoro, tra personale e dirigenti, si divideranno una «gratifica» di 447 milioni di euro.

Pari a circa 900 miliardi di vecchie lire.

Sì, avete letto bene.

Come funziona il trucco, lo ha spiegato Dagospia, in un articolo segnalatoci dal lettore Simoncini.

La Finanziaria del 2004 (dunque il responsabile è Tremonti) previde una «doppia retribuzione fuori contratto» per dirigenti e dipendenti, legata «ai risparmi di spesa effettuati su tutti i capitoli di bilancio dello Stato».

Sic.

Fanno i risparmi, e se li mangiano loro.

Di fatto, ogni dipendente ha ricevuto da allora, oltre allo stipendio e alla tredicesima, 10 mila euro il fattorino, e fino a 16,5 mila euro (lordi) gli altri impiegati, secondo il grado; per i direttori generali, da 28 a 45 mila euro.

Per i capi dipartimento la fetta più grossa, perché questi dipendenti pubblici (in quanto pagati dai contribuenti) godono di contratto di dirigenti privati, perché, si sa, hanno un genio manageriale che va compensato secondo «il mercato», anche se il mercato non ha nulla a che fare con loro: personalità come il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo Dipartimento, il Capo di gabinetto, il Capo degli uffici legislativi, che già prendono sui 400 mila euro l'anno, si sono aggiudicati anche la gratifica fuori contratto di 175 mila euro a testa.

Natale d'oro per i miliardari di Stato.

A noi le tasse, la frusta, la disciplina, la flessibilità: a loro i miliardi.

Nessun aumento per i poliziotti e i vigili del fuoco, i soli dipendenti pubblici di cui la gente ha bisogno: a lorsignori, la torta di 900 miliardi da spartisti.

Niente per la ricerca, tutto per i burocrati.

Ma non è finita qui.

La commissione Affari Costituzionali (presidente Violante) ha votato all'unanimità per sopprimere questa gratifica.

Senza esito alcuno.

Nelle intricate 300 pagine del maxi-emendamento, la gratifica è rimasta.

Il che non è affatto strano: il maxi-emendamento è stato stilato dai dirigenti del Tesoro, quelli stessi che godono della gratifica miliardaria.

Nell'opera altamente illegale di vanificare il dettato del potere legislativo si sono distinti i sindacati, CGIL CISl e UIL.

Hanno mobilitato gli impiegati del ministero, che a quanto pare hanno inscenato manifestazioni nei corridoi del palazzo.

Immediatamente, sono stati rassicurati da Visco in persona: la gratifica resta e resterà.

Per quali meriti venga riscossa la super-gratifica è detto chiaro: «per le maggiori entrate dalla vendita degli immobili di Stato, per risparmi di spesa sugli interessi», per le somme riscosse in più nel controllo fiscale.

Dunque, come spiega l'articolo su Dagospia, le riduzioni dei servizi pubblici dati ai cittadini grazie al governo Prodi-Schioppa, si traducono in un vantaggio per i miliardari del Tesoro.

«Meno opere pubbliche, meno incentivi allo sviluppo, più sacrifici, più vendite di beni pubblici [pagati da noi], più ticket, più chiusure di uffici ed ospedali significano più soldi nelle loro tasche».

E' la precisa descrizione del regime in cui viviamo: la dittatura totalitaria delle burocrazie inadempienti, che si riempiono i piatti (d'oro) scarnificando le famiglie italiane.

Così si capisce come mai l'introito fiscale aumenta dell'11 % all'anno, mentre l'economia si sviluppa dell'1 %: questi ormai stanno tagliando la polpa all'osso, e l'osso è il nostro.

Così si capisce come mai i finanzieri esibiscano trionfalmente le loro scoperte: beccati 7 mila evasori totali, che secondo loro hanno nascosto un reddito di 15,3 miliardi di euro.

E' una cifra puramente fantastica, come spiega l'imprenditore dai pensieri in libertà nel suo blog.

Ciascuno degli evasori, 6950, dovrebbe avere avuto un fatturato di 3 milioni a testa, 6 miliardi di vecchie lire.

«E secondo voi con i tempi che corrono e i continui controlli che ci sono veramente si riesce a mettere in piedi un business da milioni di euro (che comporta parecchi dipendenti, struttura, trasporti, pagamenti, ecc) come evasori totali?».

Di solito, queste scoperte annunciate finiscono poi per recuperare l'1 o il 2 % di quanto annunciato dalla buro-dittatura, con uno strascico costosissimo di ricorsi e cause in tribunale.

Ma non importa.

L'esibizione dei successi nella mitica «lotta all'inflazione» serve, anche per aumentare la gratifica di lorsignori, collegata ai «recuperi fiscali».

E non crediate che, scoperto lo scandaloso trattamento natalizio dei miliardari del Tesoro, esso venga soppresso.

Sta avvenendo il contrario: i dipendenti degli altri ministeri sono in subbuglio per la gratifica dei «furbetti di via XX Settembre», vogliono anche loro la «doppia retribuzione fuori contratto».

Vedrete che CGIL CISL e UIL faranno faville - nei corridoi dei ministeri, fuori dallo sguardo dei contribuenti - per rimediare a questa ingiustizia.

Non a caso, i sindacati dedicano la loro missione alla difesa dei lavoratori.

Visco rassicurerà, perché quelli sono i «lavoratori» secondo lui, e i votanti per la sedicente «sinistra».

Nella prossima Finanziaria, nel maxi-emendamento finale di 300 e passa pagine con migliaia di commi incomprensibili, ci sarà la gratifica anche per l'ultimo archivista di prima nomina di ogni ministero.

E sarà votato con la fiducia, ossia senza discussione né esame.

E poi, protesteranno i dipendenti delle Regioni, delle province, dei consigli di zona.

Ma rallegratevi, o contribuenti dissanguati: non è tutto pubblico nel regime, entra dalla porta principale «il privato», il «mercato».

Provate a indovinare: sotto forma di Goldman Sachs.

Padoa Schioppa ha assunto la Goldman Sachs come consulente per studiare il futuro ruolo della Cassa Depositi e Prestiti.

Perché Prodi, ossia l'ex dirigente Goldman Sachs, vuol trasformare la Cassa Depositi
e Prestiti in una nuova IRI come a lui conviene.

Lo ha dimostrato col suo tentativo di ri-statalizzare Telecom, per ora fallito.

La Goldman dovrà appunto mettere a punto i trucchi e gli inghippi per aggirare le leggi, nazionali ed europee, che ostacolano il piano.

Per esempio, Prodi vuole che i fondi della Cassa raccolti col risparmio postale siano usati per «le infrastrutture» (la legge vieta quest'uso del risparmio postale, risparmio dei poveri).

E Bruxelles ha da ridire sul fatto che la Cassa sia fuori dal bilancio consolidato dello stato: se dovesse entrarci, su ordine europeo, il buco del debito pubblico ora mascherato sarebbe più vasto di quello che appare oggi.

Inoltre, le norme europee ingiungono che le fondazioni bancarie (tutte così amiche di Prodi) escano dalla Cassa Depositi e Prestiti: attualmente ne detengono il 30 % del capitale; dovrebbero scendere al 5 %.

Come ritardare questo evento, o magari impedirlo in eterno?

Questo dovrà pensare la Goldman Sachs, che dei trucchi è la riconosciuta massima competente mondiale: non a caso un suo dirigente altissimo è oggi capo del Tesoro americano, ossia dell'economia più fallita del pianeta.

Quanto ci costerà quella consulenza - che dovrebbe pagare Prodi, visto che è lui il beneficiario - è un segreto di Stato.

Come tutto il resto, per quanto riguarda i privilegi delle burocrazie che ci tengono lo stivale sul collo.

Ecco perchè Welby morto, occorre trovarne subito un altro.

E' il piacere specifico che Pannella fa al regime: trovare un moribondo, fargli spedire lettere che scrive lui (Pannella), agitare il problema inesistente.

Italiani, non pensate alla gratifica del Tesoro!

Dite piuttosto la vostra sull'eutanasia!

Siete pro o contro? E che ne pensate dei PACS?

Parlate, discutete, dividetevi su questo: siamo o no in democrazia?

Maurizio Blondet

L'imprenditore ha detto...

Marco S
fai il bravo prossima volta metti il link invece di tutto l'articolo.
Abbiamo capito che Blondet ti piace ;-)

Marco S. ha detto...

va bene

... piace a molti il blondet ;-))

Marco S. ha detto...

Carissimo imprenditore,

per dimostrarti che ascolto quello che dici ti posto quest'altro link ad un altro (!) articolo di Blondet

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1661¶metro=politica

... vedrai, leggendolo, che siamo sempre in tema !!!!

Carissimi auguri di buon Natale a te e a tutti ifrequentatori del tuo blog

Anonimo ha detto...

Per l'imprenditore: scusa, ma anch'io vado in autostrada quasi tutti i giorni, e fatico a rilassarmi vedendo le Audi A8 di imprenditori o presunti tali che escono dall'iperspazio in seconda corsia a 250 km/h sfanalando come l'astronave di Star Trek causa improrogabile appuntamento di lavoro. Come se io andassi a pescare. Contro tale piaga i casi sono due: 1) passate all'elicottero, anche se va leggermente più lento 2) chiedete a Luca Cordero di Montezufolo i corsi di guida veloce a Maranello.

Anonimo ha detto...

per Marco S. Tu dici: se l'imprenditore va a fare l'operaio chi cazzo dirige l'impresa?
Mi pare ovvio: la guida Piersilvio.

Marco S. ha detto...

per Marco S. Tu dici: se l'imprenditore va a fare l'operaio chi cazzo dirige l'impresa?
Mi pare ovvio: la guida Piersilvio.

Benissimo!!!

O meglio, benissimo se l'impresa "produce" il grande fratello il mauriziocostanzosciò e puttanate simili, perdipiù in regime di oligopolio, e se invece l'impresa deve far fronte alla concorrenza cinese-indiana-ecc. ecc. e/o produce beni ad alto contenuto di tecnologia, rimane il dilemma chi strac.... la dirige se non c'è più l'imprenditore???
o pensi che le burocrazie ladre e inadempienti che ci governano (sotto la foglia di fico destra-sinistra) siano in grado di reggere la competizione internazionale ?!?!?!?