domenica 3 dicembre 2006

Stati generali industria lombarda - report

Quattro note, come avevo promesso, sugli Stati generali dell'Industria Lombarda.

Intanto ho notato una ottima partecipazione, sintomo che la cosa era sentita.
C'erano anche i top lombardi di Confindustria (Marcegaglia, Moltrasio, Bombassei, Colaninno figlio ecc) e Tronchetti.
Bersani ha avuto un atteggiamento abbastanza annoiato, stile "che palle", e ha considerato poco i co-relatori. In compenso ha parlato diverse volte al telefono.

Alcune delle cose che mi hanno colpito. E' una visone personale della giornata.
Il Presidente Fontana ha fatto una relazione che trovate qui. E' interessante e neppure troppo lunga per gli standard Confindustriali.
Sono intervenuti vari Presidenti di territoriale su temi specifici.
Tamburini (BS) ha parlato del PROBLEMA per il prossimo periodo: la nuova legge sui rifiuti.
L'argomento è complesso, ma potrebbe portare alla chiusura delle acciaieria (15 con 20000 addetti qui in Lombadia).
La solita chicca italiana, se ho capito bene. La UE prevede che i rifiuti siano smaltiti entro 12 mesi. Essendo noi più realisti del re in Italia dobbiamo smaltire entro 2 mesi.
La nuova norma di Pecoraro Scanio dice "immediatamente". Se a questo aggiungete che spariscono di nuovo le materie prime secondarie capite che l'ha scritta il solito burocrate che non ha mai visto come funziona un'azienda.
Tenete conto, per intenderci, che lo straccio sporco d'olio è un rifiuto speciale. Come cavolo faccio a smaltirlo immediatamente?
Barcella (BG) ha parlato di lavoro, di politica economica e della sua stretta correlazione con la politica formativa. Ha dato un pò di dati sul precariato.
L'aumento dei precari sul totale occupati è stato, dopo il '97 (Treu credo) dell'1,1% sul totale occupati. I posti di lavoro creati sono stati 2 milioni dei quali 1,6 a tempo indeterminato e 0,4 precari. Ha poi sottolineato come il problema precariato sia più nei servizi che nell'industria.
Ha poi tirato una bella vangata ai nostri ministri (Ferrero e Damiano) che convocano i tavoli e dicono già quale è la conclusione alla quale si deve arrivare. E ha sottolineato che poi non ci si può lamentare, se il destino è già scritto, se la gente non va neppure a sedersi al tavolo.
Valli (Monza) discorsi generali, ha sottolineato che in cerca di notorietà i politici stanno creando un clima ostile verso le imprese.
Poi ha lisciato LCDM ma gli ha detto (con grande applauso) " a qualche tavolo sarebbe stato meglio andare con una penna senza inchiostro".
Carcano (CO) ha parlato di infrastrutture.
Ha detto che non ha senso che da anni onda verde segnali 40 km di coda da BG a MI. Sarebbe meglio almeno una volta annunciare fra gli squilli di tromba che non c'è coda.
E che proprio questa difficoltà di muoversi porta ad avere un aeroporto operativo ogni 50 km al nord.
Formigoni: gira le critiche al governo (ma non governavano i suoi fino a poco fa?).
Chiede uno statuto speciale per la Lombardia per la situazione particolare che ha. Poi parla di varie cose sulla competitività.
Sempre molto bravo, vecchia scuola DC, camaleontico.
Bersani: troppe critiche, c'è pregiudizio (ma ammette che alcune cose tipo la legge rifiuti vanno riscritte).
"Siamo qui da poco, non abbiamo avuto il tempo di fare tutti questi danni" uno sfigato ulivista (o uno dei suoi) cerca di fare partire l'applauso, gelo, nessuno lo segue...
Poi dice che la globalizzazione ha segato 4 punti di produzione industriale e non è colpa di nessuno.
Ha detto che la critica sul taglio del cuneo come "mancia" è giusta e si è detto disponibile ad appoggiare una quota di federalismo fiscale come proposto da Formigoni.
Luca Cordero di Montezemolo nel suo intervento ha esordito dicendo che "gli imprenditori vogliono solo essere messi in condizioni di lavorare". OK a dialogo tra Formigoni e Bersani, facessero tutti così.
Ha dato una bella leccata a Tronchetti in prima fila, e dice che Tronchetti ci mette la faccia (mia perfidia, per fortuna non dice che ci mette i soldi).
Poi fa la battuta di cui ho già scritto e fa una bella tirata su stipendi improduttivi pagati da tasse, sul fatto che non generiamo un miglioramento delle condizioni di vita (cosa che fa crescere le richieste di politiche redistributive), che gli enti locali erogano più stipendi che servizi, che il contratto del pubblico impiego firmato da Berlusconi grida vendetta.
Poi parla del problema più grave, il calo della produttività, in tutti i settori, che mina la nostra competitività.
Chiede di completare la Biagi, come previsto con la riforma degli ammortizzatori sociali, e dice che occorre coinvolgere i lavoratori nei risultati delle imprese.
Lancia un messaggio ai sindacati sulla produttività: che le ore retribuite si avvicinino maggiormente a quelle lavorate (meno ferie di Berlusconiana memoria?) con flessibilità di orario e recupero delle ore perse.
Sulle tasse: siamo pronti a garantire che il risparmio fiscale sarà usato per investimenti e ricerca (NdR e detassare quelli non sarebbe ancora meglio?, peccato che non si faccia perché ricorda Tremonti).
Sulle banche: il rapporto migliora, ma smettano di chiedere garanzie.
Sull'Università: meno sedi distaccate e facoltà sul territorio (bravo! NdR) e più centri di eccellenza. Più meritocrazia.
Solita tirata contro le mini IRI municipali.
Poi la cosa uscita sui giornali sui costi della politica con 150.000 eletti e retribuiti.

Giornata interessante.
NB alcune cose che ho scritto potrebbero non esserci nelle relazioni dei link, spesso si integra a braccio in incontri come questi.

2 commenti:

Marco S. ha detto...

Caro imprenditore, è tutto molto interessante.

Sempre in materia di economia, ti segnalo l'articolo di Maurizio Blondet sul dollaro - e non solo - di oggi (sul sito della effedieffe).

Ciao

Marco S.

Anonimo ha detto...

Molto interessante soprattutto il modo in cui la legge Tremonti, che agli imprenditori è piaciuta tanto, è stata usata per generare innovazione. Da noi (Emilia-Romagna) più che altro si sono visti una marea di SUV immatricolati autocarro... bella innovazione!