lunedì 30 ottobre 2006

Fame

ANSA.it - Fao: 854 mln soffrono la fame: "Le ultime rilevazioni della Fao si riferiscono al periodo 2001-2003 e tracciano un quadro a tinte fosche."

Il problema fame è certamente risolto per ci lavora alla FAO, dove spesso si incontra gente con molti appetiti.
E che è un carrozzone burocratico ipertrofico.

19 commenti:

Pier Luca ha detto...

Assolutamente d'accordo. Troppo spesso queste organizzazioni si autoalimentano senza servire adeguatamente la loro mission.
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro

Anonimo ha detto...

Sto per scrivere il commento più cinico della storia, però è come la penso.
Ho 25 anni, e la prima volta che ho sentito parlare che nel mondo c'erano centinaia di milioni di persone che facevano la fame ero in terza elementare, quindi sono passati quasi vent'anni, però non è stato fatto niente o quasi nulla per risolvere questo problema. A questo punto non capisco qualcosa:
1) ma come fanno a stare senza cibo per così tanto tempo?
2) come mai riescono a fare figli se il loro stato di inedia non gli permette neanche di scacciare le mosche dal viso?
3) io sapevo che una ragazza se non aveva una quantità di grasso corporeo sufficiente non poteva avere ciclo mestruale, e ancor meno allattare, come mai nascono sempre più bambini? e chi li nutre?
In pratica il problema si è risolto da solo, ossia con l'estinzione di chi non poteva mangiare!

Secondo me i soldi se li intascano quelli della FAO & C., e poi quando succede una grave carestia da qualche parte, visto che sono piccoli villaggi vanno là, fanno qualche filmato, gli lasciano qualcosa (non troppo) e ci mandano qualche filmato a noi, da farcelo vedere nell'ora di cena così dobbiamo anche sentirci in colpa se con 1.000 € mese uno ci paga mutuo e altre spese per vivere e gli avanzano 20€ per andare al cinema con la propria morosa!!!

Perdonate il mio cinismo, ma non è un ragazzo che guadagna 11.000 € l'anno che può aiutare a risolvere la fame nel mondo!

marco s. ha detto...

risposta all'anonimo:

e se i filmati degli affamati del terzo mondo servissero proprio a questo: a far sentire in colpa chi nel primo mondo campa - a fatica - con 11.000 euro all'anno? in modo da fargli digerire qualche bella riforma made in goldman sachs (meno pensioni, meno assistenza, meno salari, più flessibilità, alias lavoro servile) con il pretesto che bisogna "far-quadrare-i-conti-sennò-la-UE... ecc. ecc."

certamente i filmati dei miserabili del terzo mondo non fregano un c... ai nostri burocrati statali - regionali - provinciali - comunali - parastatali e così via che gli 11.000 euro dell'anonimo li guadagnano (eufemismo) in qualche settimana di duro (altro eufemismo) lavoro (eufemismo al quadrato)

certissimamente dei filmati dei morti di fame terzomondiali se ne strafregano i burocrati citati nel link contenuto nel post del nostro imprenditore successivo a questo

saluti incazzati

marco s.

Anonimo ha detto...

@ Marco S.

Effettivamente anche il tuo punto di vista non è sbagliato, effettivamente serve anche a farti digerire le varie stronzate che si inventano.
Ma visto che ci siamo, anche se vado fuori tema, io ero adolescente ma me lo ricordo bene, vi ricordate 10 anni fa quando dicevano che i prezzi aumentavano perché la lira era debole, e le materie prime si acquistano con il dollaro e via discorrendo?
Ma ora che abbiamo una moneta che è più forte del dollaro del 25% perché i prezzi della benzina non sono diminuiti, perché i prezzi delle materie prime (ferro, rame, ecc) non sono diminuiti?
Ah scusate ora hanno un'altra scusa, c'è la Cina e l'India!!! Ma quand'è che la smettono di prenderci in giro? e trovare scuse per coprire le loro inefficienze, denaro pubblico speso inutilmente. Faccio per dire, anche la Germania ha speso miliardi di euro per fare le ferrovie nuove, ma almeno ha fatto quelle che vanno a 550 km/h non l'alta velocità che è una tecnologia del 1970!!! Ma lo sapete che i treni a lievitazione magnetica consumano meno e si usurano meno e soprattutto, usurano meno anche le rotaie?

marco s. ha detto...

risposta all'anonimo:

bingo! colpito e affondato! insomma, hai fatto centro!!

la Cina e l'India sono esattamente il mezzo per fare di milioni di lavoratori europei ed americani (anche se questi ultimi sono - come sempre - più avanti di noi) altrettanti proletari cinesi e indiani con il pretesto della competizione con questi due paesi (Prodi docet, vedi l'ultima trasfertona in Cina di governo e imprenditori... immagino si sia trattato di una trasferta NON a costi cinesi... ma questa è un'altra storia...)

e siccome il pillolone stenta ad essere ingoiato dalle masse europee può servire - a mo' di lubrificante-dolcificante - un bel po' di senso di colpa indotto con la visione dei poveracci morti di fame del terzo mondo

saluti incazzatissimi

marco s.

Marco ha detto...

la fame ha un nome ed un cognome:
protezionismo agroalimentare
CEE, USA, non importa quale dogana e quale ente arrivi a drogare prezzi e mercati. il risultato è lo stesso:
il protezionismo uccide.

marco s. ha detto...

il protezionismo uccide...

chi non lo pratica !!!

saluti da un prossimo lavoratore globalizzato (= salario cinese + prezzi al consumo svedesi)

marco s.

p.s.: lavoratore globalizzato ma con - SOLO - due narici

W GIOVANNINO GUARESCHI!!!

marco s. ha detto...

P.S.: chi sa spiegarmi perchè la patria dell'ideologia liberoscambista (UK) ha sviluppato tale ideologia, e ha preteso di applicarla a chiunque, solo DOPO aver raggiunto - con la rivoluzione industriale - il predominio industriale mondiale, E NON PRIMA ?

grazie

marco s.

Anonimo ha detto...

@ Marco S.

la storia del libero mercato è un pretesto esattamente uguale a quello dell'esportazione della democrazia applicato oggi dal Sig. G.W. Bush JR.

@ Marco Homer

Ma chi lo ha detto che il protezionismo uccide? Ma lo sai che gli Stati Uniti sono il paese con il più alto livello di protezionismo mai visto nella storia?

Cmq io alla fine ero contrario alla globalizzazione, perché un conto era poter vendere a chi ti pareva con la libera circolazione delle merci e dei capitali, come avviene all'interno dell'unione europea; e un conto è sfruttare gli altri e mettere alla fame i propri connazionali. Ma ti sembra normale che su un prodotto ci sia scritto Made in Italy e di Italiano ha solo il nome della marca?

E concludo dicendo una cosa:
se vuoi risolvere la fame nel terzo mondo, non gli mandi solo il grano, ma gli spedisci anche macchine e utensili agricoli in modo che se lo possano fare da soli, e quando il tutto viene a regime ti restituiranno il favore... esattamente come hanno fatto gli Stati Uniti con l'Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale!!!

marco s. ha detto...

risposta al'anonimo qui sopra:

concordo in pieno sul tuo parallelo libero mercato - esportazione della democrazia (quest'ultima con il piacevole accessorio della libera circolazione dei... torturatori e torturati, per ora solo mirata al segmento di mercato arabo-islamico, ma prossimamente magari anche ad altri target...)

un'osservazione a proposito di protezionismo, un altro paese che ne ha beneficiato alla grande è proprio l'Italia, sia negli ultimi anni dell'800 che durante il ventennio fascista (orrore!!!)

anzi, e lo dico sperando di provocare una reazione - quale che sia - secondo me il boom economico italiano degli anni '50 del '900 ha le sue radici profonde proprio nella politica economica fascista degli anni '20 e '30...

finisco con un'altra "provocazione": sarebbe interessante sapere dal nostro imprenditore se la sua azienda, che mi sembra di aver capito essere di seconda generazione o più vecchia ancora e attiva in un settore ad alta tecnologia, è nata grazie a tali politiche intelligentemente protezionistiche che, nel nostro paese ma non solo, hanno stimolato la nascita e la crescita di imprese tecnologicamente all'avanguardia

saluti (NON romani, a scanso di equivoci...)

marco s.

Marco ha detto...

ribadisco, il protezionismo uccide.
documentatevi sulla politica agricola comunitaria (PAC) e le sovvenzioni a settori come la coltivazione e raffinazione dello zucchero da barbabietola, l'allevamento dei bovini (due euro al giorno per ciascun bovino europeo, circa la stessa somma in USA per i loro, ancor di più in giappone per i bovini locali, tanto per buttr lì due cifre) e altre colture. le sovvenzioni ai prezzi sul mercato interno e la svendita delle eccedenze sovvenzionate a prezzi talmente indecenti da soffocare i produttori locali dei paesi del erzo mondo.
stronchiamo con il nostro protezionismo qualsiasi possibilità che almeno l'economia agricola possa nascere e svilupparsi nel terzo mondo, dotarsi di tecniche e mezzi capaci di elevarne produttività e qualità che andrebbe a beneficio anzitutto della popolazione locale peraltro riducendo la pressione migratoria.
il libero mercato è fatto di regole comuni, di pari opportunità, non di privilegi.
stabiliamo standard qualitativi e sanitari elevati e poi chi è più bravo a coltivar zucchine ne venda di più e ne beneficieremo tutti.
adesso con le sovvenzioni p.e. paghiamo caro lo zucchero europeo quando lo compriamo, più spendiamo tasse per sovvenzionare i produttori e mantenere alti i prezzi e infine svendiamo le eccedenze a meno del costo di produzione dei piccoli agricoltori del terzo mondo.

marco s. ha detto...

ribadisco anch'io:

il protezionismo uccide chi non lo usa

domanda: perchè i paesi del terzo mondo dovrebbero sviluppare la loro agricoltura PER L'ESPORTAZIONE? non sarebbe molto più logico che la loro produzione fosse rivolta ANZITUTTO AL MERCATO INTERNO?
e perchè ciò possa accadere, magari, sono proprio i paesi poveri ad avere più urgentementge bisogno di politiche protezionistiche !!

saluti

marco s.

Marco ha detto...

semplice
il loro zucchero noi lo possiamo pagare meno di quanto ci costa produrlo qui e molto di più di quanto in pochi possono permettersi di comprarlo laggiù.
il mercato interno è a livelli di economia di sussistenza, se vogliamo aiutarli ad uscire dalle condizioni da medioevo paghiamogli un giusto prezzo per quel che ci serve comprare e saranno in grado di comprare quel che noi sappiam fare meglio di loro (i trattori o i frigoriferi, per esempio)
un elementare principio di efficienza.
noi dal medioevo siamo usciti con la caduta delle barriere al commercio in europa, con la nascita dei commerci, con il libero scambio.

Anonimo ha detto...

Non conosco così approfonditamente le dinamiche dei prezzi dell'agricoltura per poter esprimere un giudizio, ma per quanto riguarda il terzo mondo, in teoria non hanno cibo per loro figuriamoci se possono esportarlo!!!
Per quanto riguarda quelle sovvenzioni e tra quote latte/zucchero ecc. non ho ancora capito perché sia stato fatto e soprattutto CHI l'ha fatto, perché i politici di adesso si danno la colpa l'uno con l'altro!!!

marco s. ha detto...

risposta a marco - homer:

noi dal medioevo siamo usciti ecc. ecc.

questo dovrebbe significare che il terzo mondo di OGGI è assimilabile al medioevo europeo...

MAGARI!!! (per il terzo mondo si intende)

quelli sono stati secoli di LUCE in cui hanno trovato incubazione praticamente tutte le conquiste di cui godiamo oggi, a cominciare dallo sfruttamento economico della tecnica, UNIVERSITA', OSPEDALI, DIRITTO COMMERCIALE, DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA IN SENSO MODERNO, ecc. ecc.

per di più quasi tutte queste "cosucce" hanno avuto i loro natali in Italia...

la situazione del terzo mondo OGGI viceversa - pur con tutte le differenze del caso - non è nemmeno paragonabile a un tale fiorire di civiltà

comunque, per tornare al tema protezionismo-libero mercato, il motivo per cui quei paesi hanno un disperato bisogno di politiche protezionistiche è per imparare finalmente a fare impresa - dapprima in agricoltura, che rimane la base di qualunque sana economia (anche del primo mondo, ma questo è un discorso più ampio che tocca temi più profondi che non il semplice sviluppo economico, in primis quello della SOVRANITA' di una nazione...), poi via via anche in settori industriali

l'efficienza ?

sradicare un popolo dalle nebbie della miseria e introdurlo nel cerchio delle nazioni sviluppate vale più di ogni qualsiasi considerazione di efficienza

marco s.

Anonimo ha detto...

@ Marco S.

Secondo me se stanno così male nel terzo mondo è perché in quelle condizioni ce li ha messi qualcuno, faccio per dire, gli aborigeni in Australia sono rimasti all'età della pietra e sono sulla stessa isola dove c'è Sidney e le altre città dell'Australia che la migliore città italiana sembra del terzo mondo a confronto.
Secondo me sarebbe ora che il "Primo Mondo" impari a farsi i cavoli suoi!!! E se proprio hai a cuore queste terre, perché sicuramente sotto ci sono delle materie prime che servono al primo mondo, allora è giusto che le multinazionali che vanno là, oltre a prendere lascino anche qualcosa, e non solo al dittatore della zona che come al solito è pieno di Ferrari e fa i suoi bisogni in cesso d'oro massiccio e la sua gente fa la fame credendo che sia l'infedele cattolico che lo ha messo in quella condizione!!!

L'imprenditore ha detto...

Sembra diventato un forum :-)
Appena ho due minuti vi dico come la penso.

pollodimare ha detto...

Vorrei segnalare un articolo di Livio Caputo sul Giornale del 1/11.
I paesi che hanno subito un forte aumento della fame sono:
1)il Venezuela (che galleggia sul petrolio) ma ha come presidente Chavez che spende miliardi di dollari per accreditarsi come il nuovo Castro
2) La Corea del Nord, 2 milioni di morti per carestia, ma effettua esperimenti nucleari
3) il Sudan, ricchissimo di materie prime e specialmente petrolio
4) Lo Zimbabwe, fino a 25 anni fa grande esportatore di prodotti alimentari oggi ridotto alla fame dal suo presidente Mugabe causa la cacciata degli agricoltori bianchi.
Allora forse non è il caso di parlare genericamente di terzo mondo, di globalizzazione o di Medioevo. Parliamo più propriamente di guasti prodotti da una visione marxista dell'economia che non ha ancora cessato di fare danni.

marco s. ha detto...

sempre a proposito di fame, provate un po' a dare un occhiata a questo articolo:

Rick Rogers, «Helping the hungry on base - many military families rely on donated goods». San Diego Union-Tribune, 13 ottobre 2006

come potete vedere non è solo un problema di terzo mondo...