mercoledì 4 ottobre 2006

Finanziaria

Premessa (scritta alla fine) credo sia il post più lungo che ho scritto, ma vorrei farvi capire come mi sento e perché la demagogia e le idee di fondo della finanziaria mi fanno paura.

Sono ricco e NON piango.
Fra azienda e personali paghiamo una cifra di tasse molto elevata, più di quanto stai pensando.

Ma se devo dirla tutta negli ultimi anni guadagno una cifra che qualche anno fa sognavo soltanto, le trenta persone che si sono aggiunte all'azienda (e che pagano le tasse, hanno un lavoro ecc ecc) sono il nostro piccolo contributo aggiuntivo alla società.

il 43% ho pagato nel 2006, il 43% pago nel 2007. Perché checché ve la raccontino l'anno scorso noi ricchi si è pagato il 39% + un contributo di solidarietà del 4%. Guarda caso il totale fa 43.
Sono in Lombardia, il ticket pagavo il ticket pagherò.

Lo scaglione variato porta a maggiori esborsi per 1200 Euro, se guadagni tanto ti girano ma non fanno la differenza come per chi guadagna proprio all'interno o sul bordo dello scaglione.
Pagherò più ICI (se guadagni bene la casa di solito è adeguata), il superbollo sulla SUV (ma avete presente cosa costano di manutenzione?) che non cambierò (e lo stato perderà l'IVA della nuova vendita), l'addizionale ecc ecc.
Sono un pirla ma voglio vivere tranquillo e pago le tasse. Alla fine se proprio mi serve mi alzerò un pò lo stipendio per mantenere lo stile di vita, soddisfacente ma non dispendioso, niente barca, niente case al mare, una vacanza di costo medio all'anno e qualche toccata e fuga, o week end da biker (di solito ultra economici). Tante cene a casa pochissime al ristorante, qualche buon vino, libri, CD, qualche gadget elettronico. Se va proprio bene magari un quadro.
Se Springsteen fa un tour un pò di spese extra per seguirlo.
Un pò di beneficenza, ben più degli aggravi di tasse, ma quella è una scelta mia .

Insomma Visco non mi cambia personalmente la vita.

Ma... c'è sempre un ma.

La preoccupazione è per il futuro, il mio reddito deriva dalla competitività della mia azienda.
La competitività deriva dalle nostre capacità di capire il futuro.
Se siamo bravi a capire il futuro dobbiamo poi investire per sfruttare le opportunità che si presentano.
Per investire dobbiamo guadagnare, avere flussi di cassa positivi, costi competitivi, poi dobbiamo magari ampliare lo stabilimento, assumere persone magari stagionali. Dobbiamo girare per vendere, fare omaggi, fare fiere, pubblicità, pagare provvigioni, usare telefonini, un sacco di cose mal viste dai nostri politici in quanto potenziali aree di evasione o elusione.

Ma se i flussi me li uccidono col TFR e con le tasse anticipate (ormai siamo vicini al 100%)
Se avrò una tassazione più elevata: non dimenticate che ad esempio rendere indeducibili costi tipo le auto di chi va in giro è un metodo per alzare le tasse.
Se l'ambiente verso l'impresa mi sembrerà che diventi ostile con il rischio di dover assumere i "precari", con un aumento dei contributi, con messaggi tipo "fai piangere il ricco" come se essere bravo fosse una colpa, se vedrò aumentare gli sprechi con la protezione delle corporazioni, dei vecchi metodi della tassa per mantenere un sistema che è inefficiente, se invece di vedere opportunità vedrò paletti, limitazioni, volontà punitiva, ammesso che queste cose non azzoppino già l'azienda da sole potrei chiedermi ma chi cavolo me lo fa fare?

Questo è il problema.
Su quello che guadagno io fate quello che volete, tartassate, uccidete, cavate il sangue, vorrà dire che troverò un modo per difendermi legalmente, anche magari smettendo di crescere o di lavorare per evitare di essere massacrato (problemi di quelli che avrei potuto assumere, non miei).

Ma se mi uccidete la competitività aziendale mi togliete (e lo togliete ai miei collaboratori) la speranza e il futuro.

Cari politici, dalle vostre ovattate stanze, dalle vostre auto blu che sfrecciano veloci con scorta, dai vostri jet privati e elicotteri, dall'incontrare i vostri simili e sodali non lo vedete ma là fuori ci sono due grandi guerre in corso.

L'uomo è animale di guerra, la civilizzazione fa che (forse) non ci spariamo addosso ma:
- c'è una guerra dei poveri che ci vedono ricchi e usano religione (islam) e ideologia (centro e sud america) per sollevare le popolazioni verso di noi e approfittare per sfruttarci (e questa mi interessa come persona e magari ne riparleremo)

- poi c'è la mia guerra, una guerra che si gioca nelle ovattate stanze dei consigli di amministrazione, delle sale riunioni, sulla strada presso i clienti, in fabbrica, negli uffici e negli impianti dei servizi. Siamo in guerra! Siamo in guerra economica (che ha sostituito quella cruenta delle armi) con Germania, Spagna, Giappone, Cina e molti altri che vogliono rubarci la supremazia territoriale del giro d'affari.
Non ho un'azienda protetta, vivo del commercio mondiale, di mercati aperti, di concorrenza.
E qui non si sta facendo nulla per darci qualcosa che ci permetta di difenderci, pensando che tutto possa girare lo stesso solo con i servizi (a chi?), che le aziende, i prodotti, il sudore e il lavoro duro siano superati. Pensando di poter ideologicamente innestare una uguaglianza assoluta che non esiste nel mondo animale e in natura.

In Italia la verità è che siamo troppo ricchi, abbiamo la pancia piena e camminiamo sul sentiero tranquilli e appagati... mentre un branco di lupi affamati sta avvicinandosi di gran carriera nel bosco.

14 commenti:

Anonimo ha detto...

forse e' ora di accontentarsi un po' di cio' che si ha ...

.. ed avere molta meno paura degli altri, diversi, con idee diverse, magari contrarie ..

.. e' una bella offesa quella che fai ai popoli poveri .. mi sa che non si tratta di ideologia o religione .. pensa bene che ci riesci ..

fai una prova: chiedi per circa 20/30 anni la stessa cosa a qualcuno che imperterrito non ti ascoltera' mai... cosa faresti alla fine dei 20 anni per farti capire?

.. ACCONTENTATI di quello che hai, lascia il resto a chi non ha niente.

E' la beneficenza piu' bella che puoi fare... ma e' anche la piu' dura.

duca ha detto...

Hai fotografato nel modo più preciso e incisivo quello che sta accadendo. E' esattamente così che va il mondo. Al contrario l'anonimo che ha lasciato il messaggio dimostra di non conoscere affatto il mondo dell'impresa. Non sa che se un'impresa si ferma è finita, che le persone perdono il lavoro, che se non si guarda costantemente al futuro si va indietro e in pochissimo tempo (a volte in situazioni di mercato non protetto bastano 2/3 anni) si chiude. L'anonimo non ha nemmeno capito la differenza tra te come individuo e te come imprenditore. Ma il suo post, aimè, riflette benissimo l'atteggiamento rinunciatario di chi ha la pancia piena e dice accontentati, accontentiamoci, senza capire che se una azienda si accontenta perde quote di mercato, non fa più margini, gli utili diventano perdite e le banche non fanno più credito, poi si comincia a licenziare, non si investe più e......
Ma noi viviamo in un paese dove troppe persone vivono in un mondo protetto, magari dentro enti pubblici dove non è importante far bene, ma rispettare la delibera, essere in sintonia con l'assessore, il capo ufficio ecc.... e dove i servizi ai cittadini sono l'ultima preoccupazione. Infine, siamo un paese vecchio, demograficamente vecchi, che fa pochi figli, molti dei quali viziati, ed è tipico di un paese vecchio quello di ripiegarsi su se stesso, di conservare, di non guardare al futuro. Per questo sarà molto difficile cambiare questa impostazione rinunciataria. Per ora però dobbiamo provarci. Abbiamo il dovere morale di provarci!

pollodimare ha detto...

Complimenti, il tuo post più bello ancorchè lungo. E il commento di "anonimo" purtroppo fa cadere le braccia, ha ragione Duca.
Io lavoro nell'informatica, quest'anno ho dovuto chiudere un'azienda e con l'altra tiro avanti stringendo i denti. Ho un SUV intestato all'azienda e adesso lo venderò a me stesso. E' molto grave, a mio avviso, il discorso di TPS ieri alla Camera. Lo conosco e stimavo come persona preparata, però la sua visione ideologica mi spaventa e Visco è il suo braccio destro.
Il problema qui non è quello di accontentarsi ma di capire che siamo un paese vecchio, fermo sull'orlo di un baratro; l'obiettivo non deve essere ridistribuire la ricchezza ma continuare a crearla. Conosco abbastanza l'Argentina ed ho assistito al suo tracollo, ed alla contestuale sparizione della classe media. Che Dio ci aiuti, forse nemmeno Berlusconi era sufficiente, per noi ci voleva la Tatcher. E non parliamo dell'ineffabile Luca Luca e della sua Confindustria dalla quale sono uscito nauseato un anno fa.

Pier Luca ha detto...

Lungo ma interessante articolo [non mi piace la parola post].
Capisco e rispetto, per definizione, il tuo punto di vista e sono cero che avrai letto il mio.
Vorrei, come mi piace fare, alimentare il dibattito.
TFR: è certamente un problema, soprattutto x le pmi, tirarlo fuori ma possiamo anche considerare che le stesse hanno goduto di flussi finanaziari gratuti per decenni o è demagogia tenerne conto?
Auto aziendali: Sai che amo e lavoro per il mondo dei motori: personalmente essendo anche io un piccolo imprenditore [di me stesso] sono 3 anni che giro con macchine a noleggio a lungo termine; meno preoccupazioni e meno tasse. I suv non mi piacciono ma forse qui è questione di gusti ed utilizzo del mezzo; per girare per lavoro un auto tra i 2000 ed 2500 cc turbodiesel va benissimo anche per "rappresentanza" perchè acquistare un carroarmato?
Fai piangere un ricco: in tutte le contraddizione e contrapposizioni si crea demagogia, da entrambe le parti?
Un abbraccio.
Pier Luca Santoro

Anonimo ha detto...

Mument.....

Cambiamo ottica un attimo....
Quanti ne conoscete che hanno esagerato, che hanno sfruttato l' elusione fiscale per mantenere un tenore di vita che non possono permettersi?
Bene, per quei furbi tocca (ancora una volta) a noi pagare.
Perche' ormai non crede piu' nessuno all' imprenditore od al commerciante ( io appartengo alla seconda categoria anche se ho altre 2 aziende che fanno un po' di produzione) che pagano le tasse.
Perche' ce ne sono tanti che hanno approfittato ogni volta che hanno potuto.
Non ho problemi di pagare piu' tasse perche' non ho pretese, reinvesto tutto quello che guadagno nelle mie aziende, conduco una vita "frugale" (pur senza farmi mancare nulla).Ma la mia clientela e' composta principalmente da benestanti, qualche "ricco" e alcuni "ricchissimi".

"senta, in fattura possiamo segnare altro, cosi' lo scarico"

"eheheh, io al referendum sull' iva ho votato no"

"senta la accetta una carta di credito svizzera".(e abitano stabilmente dietro l' angolo)

Queste sono solo alcune....e qualcuno si e' pure incazzato, come se non scaricare la roba che "va' a CASA loro" fosse un offesa personale.

E per colpa di queste persone, che non vogliono cacciare di tasca neanche gli sfizi che si tolgono, TUTTI gli altri vengono bastonati.

Ma non credo che abbiano torto a fare cosi'.Se lo fanno quelli che dovrebbero essere esempi e guide per i cittadini..... "onorevoli" addirittura, perche' un semplice milionario dovrebbe farsi scrupoli.

L'imprenditore ha detto...

@ Pier Luca
Non difendo i SUV, per carità, questione di gusti.
Anche l'opzione acquisto/noleggio è una scelta.
Ma lo sai che dei tuoi costi di noleggio potrai scaricare solo una piccola parte?
Hai presente (non è il mio caso) l'impatto su una società di informatica che ha decine di persone in giro tutti i giorni e hanno il promiscuo (mica riportano l'auto tutte le sere in sede).

@Darelsalam
Sostengo da tempo che certe cose sono demagogiche, quando in ballo ci sono tanti tanti soldi ci si muove di conseguenza e si cerca come risparmiare (Delaware, Irlanda, gli U2 che vanno in Olanda ecc)

@Anonimo sopra
E' una vita che chi fa il mio mestiere si difende come può.
E fa fatturare cose per casa in azienda e giochetti simili.
Ma l'ho sempre considerato autodifesa, non mi permettono di scaricare certe cose (telefonini, regali, ristoranti ecc) allora ci aggiungo anche qualche spesa personale e scarico poi alla fine più o meno il giusto.
Poi,al solito,c'è chi se ne approfitta e chi lo fa con misura. Ma vale per tutti.
I controlli dovrebbero servire a quello.

In un controllo fiscale da noi si sono stupiti del fatto che avevo rimborsato all'azienda un biglietto aereo erroneamente intestato all'azienda e che era di mia moglie..
Era la prima volta che lo vedevano fare ;-)

Marco ha detto...

purtroppo il problema di fondo non è risolvibile.
in teoria in italia vige l'economia liberale o di mercato. gratta gratta persino i sedicenti liberali dicono di sposare l'economia sociale di mercato (e io già sento puzza di bruciato) poi una buona metà della popolazione risulta convinta della giustezza delle politiche di redistribuzione del reddito, perequazione ecc ecc. di matrice socialista.
le due cose non possono felicemente coesistere.
il pensiero liberale vuole regole che mettano tutti gli individui allo stesso punto di partenza e poi ciascuno Faber est suae quisque fortunae
il pensiero socialista tende a uniformare per la massa il punto di arrivo.
il pensiero liberale insegna che sradicare la povertà altrui facendo sì che ciascuno se ne faccia carico con una piccola parte di tributi risponde agli stessi interessi del singolo.
il pensiero socialista dall'idea di uguaglianza posta al di sopra degli interessi di ciascuno fa discendere la potestà di togliere e distribuire a miglior convenienza.
mancando in italia una vera cultura liberale tanto che i sedicenti liberali fanno riferimento a colbert piuttosto che alla scuola di vienna, essendovi una assai diffusa condiscendenza verso le provatamente fallimentari idee socialiste, si deduce che l'italia è un terreno, un ambito culturale ostile all'economia liberale ed all'impresa.
non è un caso o il capriccio di un destino cinico e baro che vuole da decenni il tasso di crescita italiano al di sotto della media europea, nemmeno si può dire che gli imprenditori italiani siano mediamente meno capaci dei colleghi stranieri (casomai sopravvivere in un ambiente più difficile ci costringe ad un allenamento mentale più pesante)
se potessi permettermi di strappare le fondamenta della mia officina e trapiantare tutto in Canada comincerei a scavare adesso.
il fatto è che io come moltissimi altri non me lo posso permettere.
e tiro avanti.

Anonimo ha detto...

Commento solo il discorso SUV, vorrei solo far presente che un articolo della costituzione dice che ogni cittadino italiano deve fornire il suo apporto di tasse in base alla propria capacità contributiva. Scritto questo vorrei dirvi che secondo me è ingiusto che un ragazzo che lavora a 1.000 € al mese compra un'utilitaria di bassa cilidrata e paga un bollo (tassa di proprietà) di almeno 150€, mentre un libero professionista/imprenditore si compra un bel SUV di media/grossa cilidrata, lo intesta alla ditta e paga un bollo di 50/60 €, vi sembra una cosa giusta? è in linea con l'articolo della costituzione italiana?

Marco ha detto...

anonimo, ma su che pianeta vivi?
da quando una qualsiasi autovettura paga un bollo diverso a seconda che sia intestata a una ditta piuttosto che ad un privato?

L'imprenditore ha detto...

@ Marco
Secondo me si riferisce ai SUV immatricolati come auto ufficio o da trasporto.
Classica furbata all'italiana che sfrutta il milione di leggi che abbiamo.

L'hanno tolta recentemente.

Ma ci sono anche auto come i pick up che sono effettivamente usati da trasporto. E le auto da trasporto pagano pochissimo di bollo.

Giorgio R. ha detto...

...da piccolo imprenditore malato che sono, a volte erroneamente quando pago l'iva tramite il "simpatico" F24 fantastico su come verranno gestiti questi soldini comuni... ogni volta provo un brivido... quindi alla fine mi dico: brivido più, brivido meno mi prendo un SUV e me lo godo... altrimenti vendi il SUV e ti prendi una Gallardo: "sfruttando" le agevolazioni euro 4.

Marco ha detto...

se ci si riferisce all'immatricolazione autocarro mi pare che il mezzo debba avere un cassone di dimensioni pari allo spazio della cabina passeggeri e portata adeguata
l'esempio che mi viene in mente è il defender 110 crew cab (tipico mezzo d'opera non certo un SUV) altrimenti si mette una bella paratia dietro la prima fila di sedili, dietro si toglie tutto e diventa furgone. come la mia Land Rover 90.

Anonimo ha detto...

Mi riferivo proprio proprio ai SUV nati come autovettura ma re-immatricolati come autocarro, cosa dice la legge in merito a dimensioni cabina e portata adeguata non te li so dire, ma di gente che ha comprato queste veicoli come: Toyota RAV 4, BMW X5, Porsche Cayenne (spero si scriva così), Mercedes-Benz ML, Opel Zafira, e chi più ne ha più ne metta, per usufruire della de-fiscalizzazione ne conosco a bizeffe. Purtroppo dalla lista resta escluso il nuovo Audi Q7, ma solo perchè è l'ultimo arrivato. Concludo domandando, ti pare giusto, caro Marco, che un BMW X5 5.000 benzina o 4.500 turbo diesel paghi 50/60€ all'anno di bollo e una seat ibiza 1.4 diesel ne paga più di 180€!!!
Cmq concludo, davvero stavolta, che è ovvio che se la legge te lo fa fare, sono io il primo, sottolino il primo, che lo farebbe, e secondo me non è giusto.
E non venitemi a dire che un imbianchino o un idraulico, carica gli attrezzi da lavoro sul Porsche Autocarro e va in giro a fare i suoi lavori!!! Figuriamoci un imprenditore che usa la macchina solo per recarsi al lavoro come fanno tutte le persone che lavorano, ma ha diritto a pagare meno tasse rispetto agli altri!

Anonimo ha detto...

I piccoli imprenditori rischiano tanto e di loro, il problema è che lo stato prende solo dove puo' e non dove è giusto.
Esempio è che ai taxi non hanno preso niente, anzi adesso stanno meglio di prima, non perchè è giusto ( sono evasori a tutto campo e non hanno neanche il taxametro fiscale ) ma solo perche si sono difesi benissimo.
Si deduce che è in atto una "guerra " fiscale di tutti contro tutti e ognuno si difende come puo' , in maniera lecita o meno, prendendo come esempio lo stato stesso.
Amedeo